Nel nostro Paese la quantità di energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili ha superato da poco la soglia del quaranta per cento; l’altro cinquantasei per cento è stato coperto da petrolio e gas e in minima parte dall’energia geotermica e idroelettrica.
In un Paese pieno di sole e di vento non si capisce perché Governo e Regioni non abbiano spinto sulle rinnovabili; e non si capisce perché, dopo il referendum del 1987 in cui si votò l’abbandono del nucleare in Italia, non si sia ritornati rapidamente, visti i bisogni di energia, alla produzione di quest’ultima attraverso le centrali di quarta generazione, tecnologia già disponibile e più sicura. Per informazione, vi è all’orizzonte (nel 2050 circa) la produzione di energia nucleare pulita mediante fusione che, contrariamente alla fissione, non produce scorie radioattive.
Questi ritardi da parte dei Governi degli ultimi trent’anni, di tutte le aree della geografia politica, denotano una modestia dei/delle responsabili che ci hanno governato, i/le quali hanno sempre guardato la punta del proprio naso piuttosto che a dieci o quindici anni di distanza.
I tre vantaggi delle rinnovabili: costi, inquinamento e indipendenza dai combustibili fossili
Le energie rinnovabili hanno tre vantaggi: costano meno perché utilizzano fattori naturali; inquinano meno o per niente; riducono o azzerano la dipendenza dalle fonti fossili e quindi da chi le produce. Vi è da aggiungere che anche l’energia nucleare è da molti definita “verde” perché non emette direttamente CO2 (ma indirettamente, ad esempio per la costruzione delle centrali), anche se produce scorie radioattive inestinguibili.
Se i Governi fossero stati previdenti, noi oggi avremmo avuto un’autosufficienza intorno all’ottanta per cento, cioè il doppio di quella attuale; cosicché, i riflessi della guerra Usa contro Iran o Russia contro Ucraina non ci avrebbero sfiorati. Mentre, essendo dipendenti dai rifornimenti navali, si prospettano anni oscuri in cui l’Italia potrebbe entrare in recessione.
Non tutti sono capaci di stare con i piedi per terra, per cui utilizzano ideologie e demagogie, quelle demagogie che dopo il citato referendum del 1987 ha portato a smantellare le centrali nucleari in Italia, anziché convertirle come ha fatto la Francia.
Transizione energetica: perché l’energia è linfa vitale per industria, servizi e sanità
La questione dell’energia è vitale per le società occidentali, che ne richiedono sempre di più per diverse ragioni, fra cui il progresso tecnologico, l’industrializzazione e l’elettrificazione dei processi. L’energia è necessaria per alimentare tutto: dai servizi di ogni genere e tipo, agli spostamenti, alla luce, alla produzione di cibo, alla sanità, eccetera. Per cui è fondamentale assicurarne la produzione. Visto che il fossile non può essere un’opzione, bisogna puntare sulle rinnovabili, riducendo contemporaneamente la domanda di energia superflua.
Dobbiamo augurarci che questi/e governanti, fino a quando saranno ai loro posti nei ministeri romani, vogliano mettere in atto un programma serio, concreto e rapidamente realizzabile sul piano energetico; effettuare, cioè, quella che viene denominata transizione energetica. Perché è inutile pensare ad altre cose se non si fornisce quella linfa vitale che fa muovere tutto.
Sole, vento e accise: perché il Mezzogiorno deve unirsi per un piano energetico comune
Al buio nessuno ci vede. Al buio può accadere di tutto senza che alcuno abbia responsabilità. C’è bisogno della luce e noi ne abbiamo una immensa e quasi eterna che è quella del Sole, che dei/delle governanti poco lungimiranti non hanno utilizzato.
Investire nell’energia pulita dà anche rendimenti economici perché essa costa meno di quella termica, in quanto i costi di quest’ultima dipendono da quelli del trasporto, dai processi industriali relativi e dalla distribuzione. Inoltre, ricordiamo che sull’energia termica gravano le accise e l’Iva, che costituiscono ben oltre la metà del prezzo finale.
Le sette Regioni meridionali dovrebbero fare un piano comune per promuovere l’installazione di impianti di energia rinnovabile per utilizzare Sole e vento, non solo sulla terra, ma anche in mare.
Fra i colpevoli di questo immobilismo vi sono le lobbies dell’energia termica, che vedono come fumo negli occhi l’utilizzo di quella rinnovabile. Però, la capacità di chi governa risiede anche nel contrastare gli abusi contro i diritti dei/delle cittadini/e, che consistono nell’avere un’energia pulita, economica e sicura.

