Trovare un sistema diverso, che non può più essere quello di creare sacche di precariato. Il tema degli operai stagionali assegnati alla manutenzione dei boschi e alle operazioni antincendio è ritornato all’attenzione dell’Assemblea regionale siciliana, mercoledì pomeriggio, nel corso di una seduta praticamente deserta. “Oggi siamo in pochi perché è una giornata dedicata alle interrogazioni ed essendo una giornata prima di Pasqua per questo molti colleghi sono attenti”, ha detto l’onorevole Maria Luisa Lantieri, in quel momento presidente dell’Aula, rivolgendosi agli studenti dell’istituto Don Giovanni Colletto di Corleone in visita nel più importante palazzo della politica siciliana.
All’ordine del giorno c’erano diverse interrogazioni, provenienti perlopiù dagli esponenti dell’opposizione e molte delle quali depositate nella seconda metà del 2024. Il fenomeno del ritardo con cui il governo risponde ai quesiti posti dai deputati regionali, quesiti che il più delle volte chiamano in causa la giunta sui problemi che interessano i territori, è noto da tempo. A fornire indirettamente l’opportunità di parlare di attualità e di forestali è stata un’interrogazione di Mario Giambona, deputato del Partito democratico, che nell’autunno di due anni fa chiese chiarimenti sulle condizioni in cui versava una torretta di avvistamento degli incendi nella zona di Cefalù (Palermo).
Forestali, a breve le nuove guardie
Giambona ha ricordato come l’area di Cefalù negli anni scorsi sia stata più volte colpita dagli incendi. Il più grave nel 2023 quando un uomo perse la vita nel tentativo di salvare i propri cavalli. “Questo argomento deve farci aprire una riflessione sulla necessità di mettere in campo un impegno maggiore sul fronte della tutela del nostro territorio. Le Amministrazioni comunali fanno di tutto per limitare i danni, l’appello è che si ponga in atto l’intervento che chiediamo dall’inizio della legislatura per ciò che riguarda la forestazione ma anche la prevenzione. Abbiamo – ha proseguito l’esponente di opposizione – la stragrande maggioranza degli operatori che è sessantenne. È improcrastinabile attuare un turnover che permetta alle giovani generazioni di trovare un lavoro e svolgere un impegno di tutela dell’ambiente”.
A rispondere è stata l’assessora regionale al Territorio e all’Ambiente, Giusi Savarino. Dopo avere confermato la ripresa delle attività della torretta già a metà 2024, Savarino ha comunicato che è ormai imminente l’ingresso in servizio delle nuove guardie forestali. “Ai primi di maggio giureranno i 46 del concorso forestale”, ha detto facendo riferimento alla procedura che tra il 2023 e il 2024 fece molto discutere, portando in prima battuta all’annullamento in autotutela del bando dopo che gli esiti ancora ufficiosi erano iniziati a circolare tra le chat, alimentando i sospetti di chi aveva letto come una strana coincidenza il fatto che a piazzarsi primo in graduatoria fosse stato il figlio del dirigente generale che aveva indetto la selezione pubblica. Quel concorso, però, è stato poi ripristinato dalla giustizia amministrativa portando all’approvazione definitiva della graduatoria e all’avvio alla formazione propedeutica all’immissione in servizio.
Forestali, in arrivo nuove assunzioni
Savarino ha anche dettato i tempi per le nuove assunzioni. La Regione in un primo tempo aveva fatto sapere di essere intenzionata a indire un nuovo concorso per soddisfare le esigenze della pianta organica del Corpo forestale. Poi però si è deciso di far scorrere la graduatoria: “Stanno facendo le visite mediche i 188 che completeranno il corso entro questa estate”, ha spiegato l’assessora in Aula. “L’opportunità di attingere dalla graduatoria del concorso del 2023 è stata possibile da una norma nazionale, per noi è stata un’opportunità che abbiamo voluto cogliere perché ci ha dato la possibilità di operare con più celerità e risparmiando i costi di un nuovo concorso”, ha commentato al Quotidiano di Sicilia l’esponente della giunta Schifani.
Il ruolo degli stagionali
Savarino si è pronunciata anche sulla questione degli operai addetti alla manutenzione dei boschi e allo spegnimento degli incendi. Il comparto degli stagionali conterà quest’anno quasi 13 mila unità a cui si aggiungono 1.320 dipendenti a tempo indeterminato. Per i primi di recente è arrivata una notizia particolarmente favorevole: la Cassazione ha confermato il diritto alla ricezione di un’indennità per la reiterazione illecita dei contratti a tempo determinato. Un pronunciamento che potrebbe aprire le porte a ricorsi collettivi alla giustizia, con il rischio di esporre la Regione a ingenti risarcimenti.
“Per quanto riguarda gli stagionali, quest’anno abbiamo aumentato il loro contributo di 23 giornate, ma dovremo trovare un sistema diverso rispetto a quello deciso a suo tempo e che ha portato a questa sacca di precariato. Va individuato insieme, da parte del governo c’è la disponibilità”, ha detto Savarino. A chiedere la stabilizzazione da tanti anni sono i sindacati. Una riforma che a ogni campagna elettorale alimenta le speranze di molti ma che a oggi non si è mai concretizzata.
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