Forfettari, no al divieto di operare le ritenute d’acconto alla fonte - QdS

Forfettari, no al divieto di operare le ritenute d’acconto alla fonte

Salvatore Forastieri

Forfettari, no al divieto di operare le ritenute d’acconto alla fonte

venerdì 03 Maggio 2019 - 17:12
Forfettari, no al divieto di operare le ritenute d’acconto alla fonte

Nel caso i titolari del regime agevolato corrispondano redditi di lavoro dipendente. Lo prevede il Decreto Crescita (n. 34 del 30 aprile 2019), entrato in vigore l’1 maggio.

ROMA – I forfettari e le ritenute d’acconto: ripristinata la ritenuta d’acconto nel caso vi siano forfettari che corrispondono redditi di lavoro dipendente.

Ne abbiamo parlato qualche tempo fà dalle pagine di questo Quotidiano, evidenziando il problema che si era posto nel momento in cui, dopo l’ampliamento della platea dei contribuenti soggetti al regime forfettario e dopo l’eliminazione di alcuni preesistenti motivi ostativi all’applicazione del regime agevolato, sono emersi alcuni problemi come quello riguardante il divieto di operare le ritenute “alla fonte” quando i citati contribuenti pagano ad altri soggetti redditi di lavoro dipendente.

Ci eravamo chiesti pure se veramente il legislatore, nel formulare la nuova disposizione, avesse voluto veramente ottenere questo obiettivo.

Concludevamo con l’auspicio di un veloce chiarimento, evitando ai contribuenti l’ansia di sbagliare, circostanza che fa diminuire la fiducia verso le Istituzioni e, quindi, fa abbassare la “tax compliance”, univo vero sistema che può, invece, far diminuire l’evasione.

Ed i chiarimenti auspicati, questa volta, sono stati abbastanza tempestivi. L’Agenzia delle Entrate, infatti, in data Aprile 2019, ha emanato la circolare n.9, chiarendo, tra l’altro, che “I soggetti che applicano il regime forfettario …. non sono tenuti ad operare le ritenute alla fonte..”

Ora, però, arriva il chiarimento dello stesso Legislatore il quale, con l’articolo 6 del Decreto Legge 30 aprile 2019 n.34 (il decreto “Crescita”, pubblicato in Gazzetta ufficiale n. 100 del 30 aprile ed entrato in vigore l’1 maggio), modificando il comma 69 dell’articolo 1 della Legge 190/2014, ha previsto, anche per i soggetti in regime forfettario, l’obbligo di operare le ritenute sui redditi di lavoro dipendente e assimilato di cui agli articoli 23 e 24 del D.P.,R. 600/73.

Resta l’esclusione dalle ritenute d’acconto per le altre tipologie di redditi, come quello di lavoro autonomo, di agenzia, ecc..

Considerato che questa disposizione, non concepita come norma interpretativa, ha effetto dal 1° gennaio 2019, l’articolo 6, comma 2, dello stesso decreto legge 34/19, prevede che le ritenute che saranno operate con riferimento alla prima parte di quest’anno in cui mancava l’obbligo, possono essere versate in tre rate mensili, di uguale importo, da trattenersi sulle retribuzioni a partire da quelle relative del mese di agosto 2019

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