PALERMO – Il panorama dell’istruzione tecnica e professionale in Sicilia sta attraversando un momento di trasformazione strategica fondamentale per il futuro dei giovani e dell’economia locale. Attualmente, l’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale è impegnato in una delicata e cruciale fase di valutazione delle attività che andranno a comporre l’offerta formativa di Istruzione e formazione professionale (Iefp) per il ciclo triennale 2026-2029. Si tratta di quei corsi per garantire l’assolvimento dell’obbligo di istruzione per chi decide di fermarsi alla terza media con gli studi. Questo processo nasce dalla necessità di allineare i percorsi di studio alle reali esigenze del mercato del lavoro, superando la storica distanza tra le competenze insegnate nelle aule e quelle richieste dalle imprese, come previsto dalla legge regionale n. 23 del 2019.
Governance del sistema e contrasto alla dispersione scolastica
L’Amministrazione regionale ha avviato questa vasta programmazione ponendo l’accento sulla governance del sistema, con l’obiettivo di rendere i corsi non soltanto uno strumento di istruzione, ma una vera e propria misura di contrasto alla dispersione scolastica che ancora colpisce duramente il territorio siciliano. Le proposte presentate dagli enti accreditati per la macrotipologia dedicata all’obbligo di istruzione sono ora al vaglio degli uffici competenti del Servizio 2 del Dipartimento, che ne verificano la coerenza con le linee guida nazionali e regionali. Tale valutazione non riguarda solo la forma burocratica, ma la sostanza dei progetti, che devono obbligatoriamente rispondere agli obiettivi di policy del Fondo sociale europeo plus (Fse+) 2021-2027 e alle linee strategiche delineate dal Pnrr.
I dati Excelsior e il fabbisogno occupazionale in Sicilia
I dati che guidano questa fase di analisi sono estremamente significativi e provengono dalle proiezioni del sistema informativo Excelsior, sviluppato da Unioncamere e Anpal. Emerge con chiarezza una carenza strutturale di giovani qualificati a livello nazionale: si stima infatti che mancheranno tra i 56 mila e i 76 mila diplomati e qualificati Iefp ogni anno rispetto alla domanda effettiva delle aziende. In Sicilia, questa necessità si traduce in una programmazione che deve necessariamente privilegiare i settori con il maggiore divario tra domanda e offerta, mirando a una crescita occupazionale complessiva stimata per l’isola in un range che oscilla tra le 221 mila e le 246 mila unità nel prossimo quinquennio.
Edilizia, elettrico e servizi: i settori con il maggior divario
Entrando nel dettaglio dei numeri che la Regione sta esaminando, particolare attenzione viene rivolta ai comparti edile ed elettrico. In questo settore, il fabbisogno medio annuo è stimato tra le 21.400 e le 25 mila unità, a fronte di un’offerta formativa di soli seimila giovani. Ciò significa che il rapporto tra fabbisogno e offerta è di 3,9. Altrettanto critico è il settore amministrativo segretariale e dei servizi di vendita, dove il rapporto sale a 5,4, il dato più alto in assoluto, con un’offerta di appena 3.500 qualificati annui.
Meccanica, agroalimentare e ristorazione
Non meno rilevanti sono le analisi condotte sugli indirizzi meccanico, agricolo e agroalimentare, che mostrano un rapporto di domanda superiore a 3, con una carenza di lavoratori qualificati che oscilla tra le diecimila e le 13 mila unità all’anno. Anche la ristorazione, pilastro dell’economia turistica siciliana, mantiene una domanda elevata con circa ventimila unità richieste, a fronte di un’offerta di 13 mila giovani. Questi squilibri rischiano di frenare la ripresa economica post-pandemica.
Doppia transizione: competenze green e digitali
Oltre alla scelta dei settori merceologici, la valutazione regionale si concentra sulla qualità e sull’innovazione dei contenuti didattici. La cosiddetta doppia transizione ecologica e digitale è ormai una realtà che attraversa ogni professione. I nuovi percorsi formativi devono integrare competenze green e digitali avanzate, formando figure capaci di operare in contesti tecnologicamente complessi e sostenibili.
Laboratori, requisiti e qualità della formazione
Gli enti di formazione hanno dovuto documentare con estrema precisione la dotazione dei laboratori attraverso dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà. La Regione intende finanziare solo le attività dotate di strutture idonee e coerenti con le figure professionali previste dal Repertorio regionale delle qualifiche e dei diplomi. Questo rigore è essenziale per garantire una formazione concreta e spendibile.
Capitale umano e sviluppo economico della Sicilia
L’impegno del Dipartimento regionale dell’Istruzione mira a creare un sistema d’eccellenza, capace di adattarsi ai mutamenti del mercato nazionale e locale. Le prime annualità che partiranno nell’anno formativo 2026/2027 offriranno ai ragazzi siciliani un titolo di studio legalmente riconosciuto e immediatamente spendibile. Questa scommessa sul capitale umano dell’Isola rappresenta la risposta più efficace alla disoccupazione giovanile e alla fuga dei cervelli, trasformando la formazione professionale in un motore di sviluppo economico duraturo.

