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Formazione, in Sicilia parte seconda fase del Piano Garanzia Giovani

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Formazione, in Sicilia parte seconda fase del Piano Garanzia Giovani

sabato 27 Marzo 2021 - 00:01

Ci si dovrà registrare alla piattaforma Silav: poi si verrà contattati dalle agenzie per l’impiego. 165 milioni di euro per l’attivazione di tirocini per disoccupati fino ai 35 anni di età

di Michele Giuliano e Patrizia Penna

PALERMO – È arrivato il momento per il piano “Garanzia Giovani” di partire con la seconda fase, la cui dotazione finanziaria è di 165 milioni di euro per la Sicilia. In questa seconda tranche del piano europeo ‘Youth Guarantee’ include i disoccupati fino a 35 anni, e in Sicilia prevede procedure da remoto per attivare i tirocini.

“La seconda fase di Garanzia giovani, il programma di iniziative finalizzate a migliorare l’occupabilità degli under 30 non impegnati in attività di studio o lavoro (cosiddetti Neet) 16, ideato dall’Unione europea, ha ottenuto ottimi risultati in Sicilia. Stando ai dati messi a disposizione da Anpal, i giovani presi in carico nell’isola sono oltre l’80% del totale avente presentato istanza”. Lo si legge nello studio dell’associazione “Lavoro & Welfare”, presentato oggi dalla Cgil regionale e che analizza andamenti e proiezioni su economia e mercato del lavoro in Sicilia dopo la pandemia relativo al mese di marzo e redatto dal centro studi della Cgil guidato da Cesare Damiano e Maria Giovannone.

“In totale, a livello nazionale, al 31 maggio 2020, i giovani presi in carico sono stati 1.258.421, cioè circa 4 mila in più rispetto al mese precedente”, si legge nello studio. “Quanto ai tempi, dalla registrazione alla presa in carico sono trascorsi in media 93 giorni, che diventano 100 se il giovane possiede un livello di istruzione universitario, e 79 se ha solo il titolo di licenza media”, continua il documento del sindacato, “a causa di un’alta percentuale di Neet la Sicilia può disporre di un’elevata dotazione finanziaria in materia, per un totale di quasi 180 milioni di euro, di cui 42 milioni da destinare all’accoglienza, 56 milioni alla formazione, 15 milioni di euro ai progetti di apprendistato, 10 ai tirocini, oltre ai circa 20 milioni di euro destinati all’autoimpiego, per dare spazio ai progetti imprenditoriali. Il lockdown del 2020 ha chiaramente influito sulle attività, ridottesi quasi a zero, con i dati migliori individuabili proprio nelle regioni meridionali (42,7%), che scendono al 38,1% nelle regioni del Nord. La maggior parte dei giovani registrati ha un’età compresa tra i 19 e i 24 anni (55,2%), mentre il 9,9% non supera la maggiore età”.

Il programma è destinato ai giovani non impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo. Si tratta dei cosiddetti neet, che significa “not in education, employment or training” che include giovani non impegnati negli studi e senza un’attività lavorativa e che oltretutto non risultano neanche alla ricerca di un’occupazione. Un fenomeno fortemente radicato in Sicilia, frutto probabilmente anche di un sistema che in Sicilia non ha mai funzionato, vale a dire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Ed accade così che si rischia di restare persino fatalisti sul proprio futuro lavorativo, consapevoli che la “chiamata” non arriverà mai a fronte di una Sicilia che ad esempio non ha come metodo di ricerca i centri per l’impiego e ci si affida alla tipica “raccomandazione”.

A fare da corollario, anche molto costoso, sono poi gli enti di formazione finanziati nei decenni dalla Regione che non sono stati in grado di riqualificare giovani e disoccupati, creati in realtà col solo scopo di stipendiare i dipendenti non pensando a realizzare attività davvero utili per il mercato del lavoro.

Per aderire a “Garanzia Giovani” occorrerà registrarsi, se non è già stato fatto precedentemente, sulla piattaforma Silav Sicilia. Successivamente gli utenti verranno contattati dalle agenzie per l’impiego che sottoporranno un ‘patto per l’assunzione’, proponendo anche un elenco delle aziende che hanno aderito, dove i ragazzi potranno svolgere l’attività con una retribuzione di circa 450 euro mensili che verrà erogata direttamente dall’Inps. I tirocini hanno una durata di sei mesi. Il nuovo programma di Garanzia Giovani si articola in tre diverse azioni: formazione in competenze professionali, attivazione di tirocini, formazione per la creazione d’impresa.

“Questa nuova opportunità – ha commentato Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana – potrà certamente avere un forte e ulteriore impulso grazie alle disponibilità del Recovery Fund per incrementare il tasso di occupazione in Sicilia”.

Il progetto “Garanzia Giovani” è il piano europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile. Con questo obiettivo sono stati previsti dei finanziamenti per i Paesi membri con tassi di disoccupazione superiori al 25%, che saranno investiti in politiche attive di orientamento, istruzione e formazione e inserimento al lavoro. In sinergia con la raccomandazione europea del 2013, l’Italia dovrà garantire ai giovani coinvolti un’offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio, entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o dall’uscita dal sistema d’istruzione formale.

Programmi, iniziative, servizi informativi, percorsi personalizzati, incentivi: sono queste le misure previste a livello nazionale e regionale per offrire opportunità di orientamento, formazione e inserimento al lavoro, in un’ottica di collaborazione tra tutti gli attori pubblici e privati coinvolti.
Per stabilire in modo opportuno il livello e le caratteristiche dei servizi erogati e aumentarne l’efficacia, si è scelto di introdurre un sistema di profiling che tenga conto della distanza dal mercato del lavoro, in un’ottica di personalizzazione delle azioni erogate: una serie di variabili, territoriali, demografiche, familiari e individuali profilano il giovane permettendo così di regolare la misura dell’azione in suo favore, che mette fine alla fase di sperimentazione avviata l’1 maggio 2014.

Le misure previste dal progetto sono tante: l’accoglienza, l’orientamento, la formazione, l’accompagnamento al lavoro, l’apprendistato, i tirocini, il servizio civile, il sostegno all’imprenditorialità, la mobilità professionale all’interno del territorio nazionale o in Paesi Ue, il bonus occupazionale per le imprese, la formazione a distanza.

Tutte le attività svolte sono oggetto di un’attività di monitoraggio e valutazione dell’attuazione degli interventi, in modo da documentare il numero e le caratteristiche dei destinatari raggiunti, in concomitanza con l’avanzamento della spesa e gli effetti delle misure sulla situazione occupazionale dei beneficiari, in modo da individuare eventuali azioni correttive.

Tornando al documento redatto dalla Cgil regionale, si legge ancora: “Come messo in evidenza dall’ultimo Rapporto del Cnel sul mercato del lavoro, l’ancora troppo limitato investimento, nell’intera Penisola, riguardante le nuove generazioni, non fa che limitare le possibilità del Paese. è dunque necessario invertire questa tendenza su scala nazionale, superando le misure di mera assistenza, così da porre le nuove generazioni nelle condizioni di affacciarsi al mondo del lavoro con una preparazione adeguata all’attuale mercato del lavoro. Sono infatti a tal proposito molte le risorse e i progetti messi a disposizione dall’Europa per sostenere una ripresa sostenibile: si sta parlando dei programmi Next Generation EU, volti a rafforzare istruzione e formazione professionale giovanili”.

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