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FOTO | Dall’agrumeto confiscato alla mafia una giornata di solidarietà e legalità per 100 alunni catanesi

FOTO | Dall’agrumeto confiscato alla mafia una giornata di solidarietà e legalità per 100 alunni catanesi

Oltre 100 alunni delle scuole elementari hanno partecipato alla raccolta delle arance tra gli alberi del vasto agrumeto confiscato alla mafia

FOTO | Dall’agrumeto confiscato alla mafia una giornata di solidarietà e legalità per 100 alunni catanesi
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Nell’agrumeto confiscato alla criminalità organizzata e assegnato alla Cooperativa Sociale “Beppe Montana – Libera Terra”, in contrada Jungetto lungo la Strada Statale 192, si è svolta una intensa giornata di solidarietà e partecipazione civile promossa dall’Assessorato comunale ai Beni Confiscati alla Criminalità Organizzata guidato da Viviana Lombardo insieme ai gestori del terreno. Un appuntamento dal forte valore simbolico che ha trasformato un bene sottratto alla mafia in un luogo di incontro, condivisione e impegno concreto a favore della collettività.
L’iniziativa ha assunto i contorni di un vero happening della legalità e della solidarietà, alla presenza delle massime autorità cittadine, del mondo della scuola, delle associazioni e del volontariato.

Protagonisti oltre 100 alunni delle scuole elementari

Oltre un centinaio di alunni delle scuole elementari hanno partecipato con entusiasmo alla raccolta delle arance, vivendo una esperienza educativa e profondamente significativa tra gli alberi del vasto agrumeto confiscato dallo Stato alla criminalità mafiosa. Le cassette colme di agrumi sono state poi trasportate all’Help Center della Caritas Diocesana di Catania per essere distribuite alle famiglie e alle persone in difficoltà attraverso la rete delle parrocchie e degli organismi caritativi del territorio. Sulle arance sono stati apposti adesivi con i loghi del Comune di Catania e della Cooperativa, a testimonianza di una filiera di legalità e solidarietà restituita alla comunità. A rendere ancora più festoso il clima della giornata sono stati gli studenti dell’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Catania che hanno accolto gli ospiti offrendo spremute preparate con le arance raccolte nell’agrumeto di cinque ettari della piana di Catania, capace di produrre oltre venti tonnellate di agrumi di eccellente qualità.
Prima della raccolta si è svolto un momento di riflessione sul valore del riutilizzo sociale dei beni confiscati e sull’importanza di restituire ai cittadini ciò che la violenza mafiosa aveva sottratto al territorio. Un messaggio forte rivolto soprattutto alle nuove generazioni affinché crescano nella cultura della legalità e del rispetto delle istituzioni.


Presenti il sindaco Trantino e l’assessora Viviana Lombardo



All’incontro hanno preso parte il sindaco di Catania Enrico Trantino, l’assessora ai Beni Confiscati Viviana Lombardo, il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, il prefetto Pietro Signoriello, il questore Fabio Bellassai, il presidente del Tribunale di Catania Mariano Sciacca, il presidente del Tribunale per i Minorenni Roberto Di Bella e la legale rappresentante della Caritas Diocesana Valeria Pisasale. Presenti anche numerosi docenti, rappresentanti del mondo associativo, l’esperta del sindaco per la dispersione scolastica Giovanna Micale e l’esperto sui beni confiscati Michele Cristaldi, già assessore comunale nello stesso settore. Il sindaco Enrico Trantino, che ha partecipato personalmente insieme ai ragazzi alla raccolta degli agrumi, ha sottolineato il valore educativo e sociale dell’iniziativa: “Il coinvolgimento della comunità, dei nostri bambini e dei nostri studenti serve a trasmettere l’idea che da luoghi un tempo legati agli interessi della criminalità organizzata possa nascere economia pulita e sviluppo sano. Questo bene confiscato, affidato alla cooperativa Beppe Montana in memoria di un nostro concittadino, funzionario di polizia ucciso dalla mafia negli anni Ottanta, dimostra che Catania si sta risvegliando e che è possibile attivare percorsi virtuosi di riscatto e di speranza per il futuro dei nostri ragazzi”. L’assessora Viviana Lombardo ha evidenziato come “questa giornata rappresenti un esempio concreto di come i beni confiscati alla criminalità possano diventare una risorsa per tutta la collettività. Trasformare un terreno sottratto alla mafia in un’occasione di solidarietà, coinvolgendo scuole, associazioni e cittadini, significa affermare con forza i valori della legalità e della giustizia sociale. È così che si costruisce una comunità autentica: restituendo ai cittadini ciò che era stato tolto e mettendolo al servizio di chi ha più bisogno”.

”Raccolte arance simbolo di speranza”

Particolarmente intenso anche l’intervento del presidente della Cooperativa Beppe Montana Libera Terra, Alfio Curcio: “Oggi, su questa terra strappata alla criminalità e restituita alla comunità, abbiamo raccolto molto più che arance: abbiamo raccolto speranza. Vedere ragazze e ragazzi impegnarsi insieme su un bene confiscato significa dimostrare che il riscatto di un territorio è davvero possibile. Il messaggio che parte da qui è potente: ciò che la mafia ha sottratto, la comunità restituisce moltiplicato in dignità e solidarietà. Come Cooperativa Beppe Montana, che porta il nome di un servitore dello Stato caduto per difendere questa terra, sentiamo ogni giorno il peso e l’onore di questa missione. Un sincero ringraziamento va all’Amministrazione comunale, all’assessora Lombardo e all’esperto del sindaco Cristaldi per la capacità di fare rete tra istituzioni, scuole e terzo settore. La presenza del Questore e del Presidente del Tribunale per i Minorenni rappresenta inoltre un segnale importante per i giovani: le istituzioni sono dalla parte giusta. Catania sa rialzarsi e lo fa con le mani nella terra”.

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