La frana di Niscemi finisce all’Angelus, a piazza San Pietro a Roma. Anche Papa Leone XIV ne parla assicurando la sua preghiera e vicinanza a chi è stato duramente colpito.
Le sue parole: “La mia preghiera per le popolazioni del Portogallo, del Marocco, della Spagna, in particolare di Grazalema in Andalusia e dell’Italia meridionale, specialmente di Niscemi in Sicilia, colpite da inondazioni e frane. Incoraggio le comunità a rimanere unite e solidali con la materna protezione della vergine Maria”.
L’allarme di Musumeci: “In Sicilia 9 comuni su 10 ad alto rischio frana”
Pochi giorni fa il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha tracciato un quadro preoccupante per il territorio siciliano. Nell’informativa al Senato sui danni del ciclone Harry – citando dati dell’Ispra del 2024 – Musumeci, ex governatore dell’Isola, ha parlato di “nove Comuni su 10 ad alto rischio frana in Sicilia” e di “oltre il 94% dei territori italiani esposto a pericolo idrogeologico, valanghe ed erosione costiera”.
La vigilanza delle aree rurali passa alla Forestale
Il corpo forestale della Regione Siciliana si occupa della vigilanza dinamica perimetrale delle zone rurali vicino a Niscemi, situate a valle della frana. L’affidamento ufficiale del compito è stato deciso giovedì, durante la riunione del Centro coordinamento soccorsi svoltasi nella Prefettura di Caltanissetta.
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