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La frana di Niscemi, interventi dei vigili del fuoco senza sosta: effettuate 675 operazioni

La frana di Niscemi, interventi dei vigili del fuoco senza sosta: effettuate 675 operazioni

Grandi numeri per i vigili del fuoco impegnati a Niscemi, colpito lo scorso 25 gennaio da un disastroso evento franoso che ha provocato oltre 1600 sfollati. Quasi 700 gli interventi, e moltissimi per recuperare i beni all’interno delle case nella zona rossa

Proseguono ininterrottamente dallo scorso 25 gennaio le operazioni dei vigili del fuoco a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, a causa della frana di oltre 4 chilometri che ha coinvolto diversi edifici nel quartiere Sante Croci e in contrada Pirillo.

Quasi 700 interventi, 627 solo per recuperare i beni nelle case

Sono stati svolti finora 675 interventi, 627 solo per operazioni di recupero beni all’interno delle case nella zona interdetta. Monitorati edifici e suolo a monte della frana con apposite strumentazioni e rilevatori di movimento. Una frana disastrosa che ha provocato un grande numero di sfollati, che aumentano di giorno in giorno.

Aumentano gli sfollati e gli edifici in zona rossa

Aumenta il numero degli sfollati. Sono poco più di 1.600 le persone che hanno dovuto abbandonare le loro case nella zona rossa del paese. In questa zona rossa ci sono complessivamente 880 edifici: 201 tra questi sono fronte frana, al massimo a 50 metri, 240 tra i 50 e i 100 metri e i restanti 439 tra i 100 e i 150 metri.

Questo dato, emerso di recente dall’incontro del centro di coordinamento dei soccorsi presieduto dal prefetto di Caltanissetta Donatella Licia Messina, ha portato a un quadro più preciso della situazione in termini di edifici a rischio e zona rossa.

Attivato il monitoraggio Ingv e Ogs sull’area della frana

Nelle scorse ore è iniziato il monitoraggio tecnico-scientifico dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) sul fenomeno franoso. L’attività di sorveglianza straordinaria è stata richiesta dalla Presidenza della Regione Siciliana. Si svolge in stretta collaborazione con i dipartimenti della Protezione civile nazionale e regionale.

Cosa prevede il monitoraggio a Niscemi

Nel dettaglio, l’Ingv effettuerà il monitoraggio geochimico dell’area per verificare la possibile presenza di anomalie di gas crostali, con particolare attenzione al metano, e il monitoraggio geofisico che prevede l’installazione di una rete di stazioni Gnss (Global navigation satellite system) distribuite lungo l’area della frana e nella fascia instabile, al fine di misurare in tempo reale gli spostamenti del suolo e le accelerazioni del movimento.

Contemporaneamente l’Ogs effettuerà indagini attraverso l’esecuzione di una prospezione geoelettrica 3D e una prospezione sismica ad alta risoluzione con le quali sarà possibile identificare le caratteristiche del sottosuolo, individuare eventuali piani di scivolamento e definire con maggiore precisione i volumi di terreno coinvolti nel movimento franoso. 

Schifani: “Sicurezza cittadini nostra priorità”

“La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità assoluta – ha detto il presidente della Regione Renato Schifani – e per questo ci stiamo affidando a istituti di rilevanza scientifica internazionale che, attraverso indagini rigorose e tecnologie avanzate, ci permetteranno di comprendere pienamente il fenomeno. Si tratta di studi complessi che si avvarranno anche della collaborazione di altri enti per analisi dettagliate, per individuare sistemi di sorveglianza ed elaborare proposte e provvedimenti mirati per la tutela del territorio e della popolazione“.

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