È stato programmato dalla Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Renato Schifani, l’intervento di messa in sicurezza di contrada Costa Don Lappio a Taormina, nel Messinese. Gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno pubblicato il bando di gara per i lavori che restituiranno la piena e sicura fruibilità di un versante che presenta diverse criticità geomorfologiche, con classificazioni di rischio e di pericolo molto elevate, P3 e R4. L’importo a base di gara è di 676 mila euro, con un termine per la presentazione delle offerte fissato al prossimo 7 settembre.
Acquisita progettazione esecutiva
Il primo passaggio è stato quello dell’acquisizione della progettazione esecutiva, oggi disponibile, presupposto per i lavori di completamento. Il sito interessato è quello a nord-est del centro abitato, che si caratterizza per una forte pendenza e per la mancanza di un sistema adeguato di regimazione idraulica.
L’area è quella compresa tra il casello autostradale e il centro urbano, con il cimitero monumentale che si staglia nella parte a monte. È proprio qui che, tra il 2003 e il 2004, si registrarono movimenti franosi e smottamenti che causarono lesioni in alcune abitazioni e danni a infrastrutture pubbliche, oltre al cedimento della pavimentazione di via Mario e Nicolò Garipoli, strade di accesso alla città. Ma è tutta l’area a presentare varie fragilità e fenomeni di instabilità che richiedono la realizzazione di opere di consolidamento e un’idonea sistemazione idrica.
Cattiva canalizzazione delle acque
Tra le cause scatenanti la cattiva canalizzazione delle acque che defluiscono verso l’alveo del torrente e che innescano azioni di scalzamento ai piedi del costone. Il progetto prevede anche la pulizia della parete rocciosa e disgaggi superficiali allo scopo di rimuovere i blocchi instabili. Tra le altre misure tecniche, la collocazione di pannelli di rete in aderenza e paramassi e la tirantatura dei massi di grosse dimensioni in equilibrio precario. L’intervento sarà altresì completato con vasche di dissipazione in gabbioni a monte, in corrispondenza della parte finale della condotta esistente, e a valle allo sbocco del canale.
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