Frodi Iva, presentato a Bruxelles nuovo sistema di controllo dell’Ue - QdS

Frodi Iva, presentato a Bruxelles nuovo sistema di controllo dell’Ue

Salvatore Forastieri

Frodi Iva, presentato a Bruxelles nuovo sistema di controllo dell’Ue

giovedì 23 Maggio 2019 - 00:00
Frodi Iva, presentato a Bruxelles nuovo sistema di controllo dell’Ue

Si chiama Tna (Transaction Network Analysis), consentirà di individuare più facilmente gli illeciti. Si basa sullo scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali europee

BRUXELLES – Come è noto, una quota dell’Iva riscossa dai singoli Stati appartenenti all’Unione europea deve essere versata nella casse della Ue.
Esiste quindi un interesse abbastanza importante da parte dell’Unione a riscuotere l’Iva di sua competenza.
L’esigenza di combattere l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto, pertanto, non si collega solo alla necessità di limitare l’evasione fiscale nei singoli Paesi Ue, ma anche alla necessità di assicurare all’Erario Europeo la parte Iva ad esso spettante.
Gli Organi europei cercano, principalmente, di combattere le cosìddette “frodi carosello”.

Parliamo dei comportamenti illeciti (che peraltro costituiscono reati, e quindi sono penalmente sanzionabili) posti in essere da coloro i quali, attraverso, una serie di passaggi fittizi di merce tra varie società appartenenti a Stati diversi, utilizzando nella maggior parte dei casi società cosiddette “cartiere”(quelle che pongono in essere fatture per operazioni inesistenti), consentono, in occasione di acquisti intracomunitari di beni effettuati senza applicazione dell’Iva (in quanto soggetti al meccanismo del “reverse charge”), di creare, nel momento della “rivendita” in Italia, un’imposta “detraibile” che, evidentemente non essendo stata versata “a monte” dal finto cedente, sarà portata illegittimamente in detrazione dell’acquirente fiale, a favore del quale risulterà un credito Iva inesistente.
Recentemente, è stato presentato dalla Commissione europea un nuovo sistema di controllo, denominato Tna (Transaction Network Analysis), il quale, utilizzando anche banche dati già esistenti (principalmente Eurofisc, il network per lo scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali europee), nonché altre banche dati come quelle dei casellari giudiziari, dell’Eurpol e dell’Olaf (l’Agenzia Europea Antifrode), sarà in grado di individuare condotte a rischio da sottoporre in maniera tempestiva alle dovute verifiche.

Secondo il Commissario agli Affari economici della Ue, Moscovici, anche con l’introduzione di questo nuovo sistema di controllo (il Tna) il problema dell’evasione non può comunque considerarsi risolto, essendo necessari, ancora, molti altri interventi al fine di risolvere i tanti problemi connessi con l’applicazione dell’Iva negli scambi intracomunitari.

Si ricorda, a tal proposito, che, dopo ben sedici anni dall’entrata in vigore delle disposizioni sugli scambi intracomunitari (D.L. 30 agosto 1993 n. 331) siamo ancora in presenza di una normativa con carattere assolutamente provvisorio, che ha già dato prova, peraltro, di non essere sufficientemente idonea a garantire il pagamento dell’Iva e ad evitare le numerose truffe che si sono verificate.

Si dovrebbe quindi passare, al più presto, ad una normativa “definitiva”, con un sistema che preveda il pagamento dell’Iva nel Paese di origine il quale la verserà poi al Paese di destinazione (quello di effettivo consumo), tenendo conto delle diverse aliquote da quest’ultimo applicate.

Un sistema che dovrebbe essere realizzato cercando di semplificare al massimo tutti gli adempimenti, anche grazie alla più stretta ed efficace collaborazione esistente tra i diversi Stati europei.

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