Roma, 27 gen. (askanews) – Una vasta organizzazione, radicata in provincia di Agrigento, che commercializzava olio contraffatto spacciato per olio extravergine d’oliva, in tutte le province della Sicilia, sul territorio nazionale e anche all’estero. Il bilancio è di 24 decreti di perquisizione nei confronti di altrettante persone indagate per associazione a delinquere finalizzata alla frode in commercio, al riciclaggio e violazione della normativa sulle accise. I provvedimenti sono stati eseguiti dai carabinieri del reparto carabinieri Tutela Agroalimentare di Messina e del comando provinciale di Agrigento.
Le indagini svolte dai carabinieri, attraverso il reparto specializzato dell’Arma Tutela Agroalimentare, sono ancora in atto e hanno consentito di scoprire una frode in commercio, iniziata già a partire dal 2022 ed ancora in atto, e anche reati di autoriciclaggio e riciclaggio delle somme derivanti dall’illecita attività.
Gli indagati utilizzavano importanti quantitativi di sostanze oleose che, miscelate con aggiunta di betacarotene e clorofilla rameica, venivano vendute come olio extravergine di oliva a basso costo ad esercizi commerciali, privati e laboratori alimentari. I guadagni illeciti venivano ripuliti ricorrendo alla falsa fatturazione da parte di alcune imprese individuali riconducibili agli stessi indagati, aventi ad oggetto prodotti agricoli.
Il gruppo criminale organizzato, utilizzando benzina e carburante per uso agricolo acquistato ad accisa ridotta, riforniva una serie di mezzi utilizzati per approvvigionare della sostanza oleosa, con cadenza giornaliera, ogni provincia della regione, ma spediva anche in Italia e in Germania.

