Roma, 20 ott. (askanews) – La paralisi dei trasporti che sta bloccando il comprensorio del Fucino mette a repentaglio la fornitura di beni di prima necessità per milioni di cittadini. Fermare con blocchi forzati, intimidazioni e atti di sabotaggio i mezzi diretti verso i mercati, la Grande Distribuzione e le industrie di trasformazione del Centro-Sud significa interrompere a tutti gli effetti un servizio di pubblica utilità. Così in una nota Confagricoltura Abruzzo il cui presidente, Fabrizio Lobene, ha inviato una comunicazione urgente ai vertici regionali e nazionali segnalando che dal Fucino, in piena raccolta degli ortaggi, non parte più nulla verso i mercati, le piattaforme della GDO, le imprese agroalimentari di lavorazione e condizionamento e trasformazione di prodotti agricoli situati nel Centro e Sud Italia.
“Accanto ai prodotti deperibili, in pratica tutte le verdure a foglia, pomodori e finocchi, ci sono carote e patate – scrive – In questo periodo il nostro comprensorio assicura, ai consumatori italiani, il 60% dei prodotti orticoli. I nostri associati ci segnalano blocchi stradali praticati da manifestanti che usano anche pratiche illegali come la foratura di pneumatici a chi vuole transitare”.
Per questo si chiede al Governo nazionale con urgenza il ripristino dell’ordine pubblico, la sospensione delle accise dei carburanti, la sospensione dei contributi agricoli dipendenti e autonomi e degli interessi passivi dei mutui.
“Lasciare che il 60% della produzione orticola nazionale marcisca nei magazzini o resti bloccata sui piazzali per l’impossibilità di circolare liberamente e in sicurezza rappresenta un paradosso inaccettabile”, conclude Confagricoltura Abruzzo.

