Roma, 17 apr. (askanews) – Anticipato dalla preghiera d’amore laica di Zagara, dal viaggio nei labirinti di Berlino con Telephone Tango e in quelli familiari con La casa dei miei nonni e dall’inebriante festa d’estate in Sirene sulla Luna, esce per Carosello Records “Bitte Leben”, primo album di Francamente, cantautrice torinese (trapiantata prima a Berlino e ora a Milano) dal timbro e dalla personalità inconfondibili.
“Bitte Leben” sarà presentato dal vivo, per la prima volta in full band, in quattro concerti primaverili, organizzati da OTR Live, in programma il 19 maggio al Locomotiv Club a Bologna, il 20 a Largo Venue a Roma, il 22 a Hiroshima Mon Amour a Torino e il 23 maggio al MI AMI Festival a Milano.
Nove canzoni incorniciate da un intro e un outro che riassumono con efficacia l’anima del disco, evidente fin dal titolo Bitte Leben (letteralmente “per favore, vita!” e inteso come “per favore vivi”) e dalla copertina: una foto intensa che restituisce uno sguardo accogliente e determinato, caldo e umano, che condivide con chi osserva le difficoltà dell’esistenza, ma al tempo stesso riafferma la spinta inarrestabile della vita, la necessità di guardarla con coraggio e determinazione negli occhi.
“Bitte Leben” è un invito a tuffarsi in ciò che sembra a noi lontano e straniero, non solo per lingua, ma per abitudine. Racconta l’artista. Incontrare persone che non avremmo mai pensato potessero esserci amiche, fare i lavori più disparati per pagarsi l’affitto. Riconoscere il dolore nella vita di ciascuno di noi, ma non trattarlo come un mostro, come un alieno, bensì come una parte indispensabile che non deve paralizzare, ma diventare qualcosa su cui fare leva.
Frutto di un lavoro quotidiano e artigianale in studio al fianco del produttore Goedi, alias Diego Montinaro, Bitte Leben si muove con potenza e raffinatezza tra cantautorato ed elettronica, guardando all’eredità di artiste come Kate Bush, Giuni Russo e Alice.
Testi evocativi e sinceri, che partono da esperienze, ricordi ed emozioni personali per poi espandersi attraverso immagini suggestive e riflessioni profonde e universali, si fondono a un pop elegante e poetico, dal sound a tratti più introspettivo e altre volte più esplosivo e “danzereccio” e capace di lasciarsi sporcare da altri mondi sonori. Ecco quindi che nell’album risuonano gli ascolti di artisti molto diversi tra loro, da Lucio Battisti a Lola Young, dai Tame Impala ai New Order, da Franco Battiato ai The Cure, a conferma di un approccio alla musica,che non conosce limiti di genere e di sperimentazione.
Bitte Leben si apre con Ma tu, intro intima e sincera che si rivolge a chi ascolta in modo diretto per essere subito in due, insieme. 5 di mattina fotografa con sonorità liberatorie e incalzanti l’adolescenza in periferia, dove la rassegnazione è di casa tra autogrill, balconi affollati e biciclette in cerca delle luci della città. E poi Cattedrale, primo brano nato dalla collaborazione tra Francamente e Goedi. Il manifesto del disco, che contiene tutti i suoni e le tematiche ne costituiscono il fil rouge: il desiderio di essere uno spazio aperto, ma sicuro, per chi si ama, l’idea di un mondo civile dove ciascuno può essere un’altissima cattedrale con luce e cori; l’anelito alla libertà, come Giordano Bruno e Giovanna d’Arco.
Se Sirene sulla Luna sgorga dall’esperienza al festival La Luna e I Calanchi ad Aliano, plasmando un’atmosfera di folclore contemporaneo, immergendosi in una dimensione bucolica e quasi onirica, Nuda di bossa nasce invece dalla rottura con una persona cara al termine di un viaggio in Brasile e, avvolgendosi in sonorità tra bossa, Lucio Battisti e Ornella Vanoni, celebra la bellezza dei rapporti che finiscono ma che continuano a costituire un punto di riferimento.
La Casa dei Miei Nonni nasce invece in studio, partendo da una bozza di Goedi e Mattia Del Moro (Dumar), e va a scandagliare i legami familiari, invitando a cercare il proprio modo di abitare gli affetti, scegliendo ciò che è meglio per noi e accettando che a volte l’amore richiede lontananza. Telephone Tango invece è una dedica a Berlino, città in cui Francamente ha vissuto per quattro anni e che rappresenta un tassello importante della sua identità. A intrecciarsi e dialogare con essa nella sua geografia emotiva c’è Milano, che è il suo presente: muovendosi tra raffinato cantautorato e tappeti di elettronica, è un invito a permettersi di essere in costante definizione. Fiorita sotto il sole di un’ estate siciliana, Zagara invece è l’incontro tra Palermo e Berlino. Una canzone sacra e dissacrante in cui si fondono canzone italiana ed elettronica, con richiami alla tradizione popolare e a sonorità anni ’80 della cold wave tedesca, e che parla di amore: un sentimento così grande e intenso che a volte spaventa, in bilico costante tra estasi e paura, quasi come fosse l’apparizione di una santa. Torino con i suoi portici, i tram e i bar, le discussioni e le attese, è lo sfondo di Non mi importa più: un grido di liberazione per chiunque si senta vincolato a una situazione (lavorativa, amorosa, familiare) dalla quale però finalmente riesce a uscirne, come da una dipendenza. Se potessi è una ballad dedicata al nipote di Francamente, l’espressione di un desiderio di protezione dai tempi bui in cui viviamo e di ricerca di nuove strade senza paura, seguendo chi ancora non sa cosa sia.
Infine, “Per favore vivi”, l’outro del disco che condensa e chiude il cerchio aperto nell’intro (Ma tu), tra suoni in parte caotici e disconnessi, proprio com’ è la vita, arriva a comporsi il messaggio e il concept dell’album. “Questo brano vuole essere uno slancio verso ciò che è scomodo e sconosciuto, un invito a non prendersi troppo sul serio e a permettersi di mutare costantemente”, afferma Francamente. “Uno sguardo rivolto verso chi ascolta, da essere umano a essere umano, consapevole delle difficoltà altissime di ogni percorso, ma che ciononostante continua a guardare verso il mare del possibile. Nonostante tutto quindi, tu per favore vivi”.

