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Il futuro del cervello si opera con AI e robot: a Catania la neurochirurgia guarda avanti

Il futuro del cervello si opera con AI e robot: a Catania la neurochirurgia guarda avanti

Si è aperta nella Chiesa di San Nicolò l’Arena la manifestazione di caratura internazionale. A guidare i lavori Giuseppe Barbagallo, direttore della clinica neurochirurgica e ordinario all’Unict

CATANIA – La neurochirurgia elegge la Sicilia a capitale scientifica. Si è aperta mercoledì 23 settembre, nella Chiesa di San Nicolò l’Arena al Monastero dei Benedettini, la 75esima edizione del Congresso nazionale SINch. Fino a domani Catania diventa il centro nevralgico del dibattito clinico e tecnologico internazionale. A guidare i lavori e fare gli onori di casa è il professore Giuseppe Barbagallo, presidente del congresso, ordinario all’Università di Catania e direttore della clinica Neurochirurgica del Policlinico G. Rodolico – San Marco. Inoltre, è presidente della Scuola di Medicina dell’Unict e segretario della Società italiana di neurochirurgia. Sotto la sua presidenza, il summit ha l’obiettivo di fare il punto sulle reali necessità formative dei nuovi specialisti e sull’integrazione ormai irrinunciabile tra il fattore umano e l’algoritmo. L’evento, in collaborazione con il Comune di Catania, apre una finestra sulle frontiere più avanzate della medicina, dove la precisione umana incontra intelligenza artificiale, robotica e realtà 3D/4D.

Neurochirurgia e intelligenza artificiale, la tecnologia entra in sala operatoria

La tecnologia sta rivoluzionando la sala operatoria. Un esempio è Neuroreality, un sistema avanzato che funziona come un simulatore di volo per la neurochirurgia. Questa piattaforma visiva tridimensionale e dinamica permette ai chirurghi di “fare pratica” e studiare in anticipo gli interventi più delicati. Simulando l’operazione in un ambiente virtuale ultra-dettagliato, il medico migliora la preparazione e abbatte i rischi per il paziente.

Catania al centro del congresso mondiale di neurochirurgia

La cerimonia inaugurale e il cocktail nel Chiostro di Levante hanno accolto specialisti da tutto il mondo. La portata globale è confermata dai simposi congiunti, come il Joint Meeting con la Federazione Latinoamericana di Neurochirurgia (Flanc). I panel esplorano ogni branca: dalla neuro-oncologia alla chirurgia spinale mini-invasiva, fino a neuroendoscopia e neuroradiochirurgia avanzata. Sistemi di navigazione robotica come il Loop-X e il machine learning nella gestione dei tumori complessi sono ormai pratica clinica quotidiana. L’obiettivo, ribadito da esperti mondiali durante le special lectures, è passare a una chirurgia “massimamente sicura” (maximal safe resection), capace di preservare la qualità della vita del paziente.

Un momento di altissima intensità emotiva e culturale è stato regalato dalla lecture di Henry Marsh “L’Intelligenza artificiale mi avrebbe impedito di commettere errori?”. Il celebre neurochirurgo e scrittore britannico, autore del bestseller internazionale Primo non nuocere, ha affrontato con disarmante onestà i temi della fallibilità medica e dell’intimo legame tra il chirurgo e il paziente. Il suo intervento ha ricordato a tutti come, dietro l’incredibile complessità tecnologica e la precisione del bisturi, debba sempre esserci un profondo rispetto per la fragilità umana. Grande partecipazione per il riconoscimento alla carriera conferito al professore Vincenzo Albanese, figura storica della scuola medica siciliana e nominato presidente onorario di questo congresso. Il professore Albanese ha guidato per quasi trent’anni la Clinica Neurochirurgica e la Scuola di specializzazione dell’Università di Catania, formando generazioni di specialisti. Un intervento del dottore Michele Faro, chiamato a rappresentare la moderna imprenditoria siciliana, ha dato risalto alla lungimiranza degli imprenditori siciliani raccontando la storia della sua azienda florovivaistica.

Neurochirurgia, a Catania i grandi esperti internazionali

A confermare il peso globale dell’evento è stata la presenza di una faculty straniera di assoluto prestigio. Nel corso delle giornate congressuali si susseguono infatti gli interventi di vere e proprie autorità mondiali, tra cui spiccano luminari del calibro dei professori Robert Spetzler, Ossama Al-Mefty, Kenan Arnautovic e Luis Borba. Il loro contributo, ritenuto di inestimabile valore scientifico dal comitato organizzatore, arricchirà trasversalmente le diverse sessioni, portando a Catania il vertice dell’esperienza clinica globale.

Giovani neurochirurghi, premi e borse di studio

Il futuro della disciplina passa per il talento delle nuove generazioni. Tradizione dei congressi SINch è la valorizzazione dei giovani attraverso borse di studio e riconoscimenti per i migliori contributi scientifici di dottori e dottoresse. Premio europeo SINch “Beniamino Guidetti-Caterina Rocca” assegnato alla dottoressa Ilaria Bove; borsa di studio intitolata a Federico Bartolazzi assegnata ad Alessandro Caretta; borsa di Studio Fondazione Asino assegnata ad Andrea Bianconi; Premio Giuseppe Carannante assegnato ad Alberto Morello; borsa di studio intitolata a Ginetta Ferraguti assegnata ad Erica Grasso; Premio Manfred Tschabitscher assegnato ad Amedeo Piazza.

Il futuro della neurochirurgia tra tecnologia ed etica

La vera sfida dei prossimi anni non sarà solo tecnologica, ma etica e organizzativa: integrare le nuove risorse digitali nei sistemi sanitari, garantendo equità d’accesso alle cure e consolidando il patto di fiducia tra medico e paziente, il fondamento di ogni terapia.