Milano, 12 gen. (askanews) – “Una chiusura domenicale oggi noi l’abbiamo definita antistorica perché è una condizione che avrebbe un effetto molto negativo su tanti aspetti, a cominciare dai consumi, che già oggi sono particolarmente fragili”. Così il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, a margine della presentazione di Marca, la fiera dedicata alla marca del distributore in programma a Bologna il 14 e 15 gennaio. “Ci auguravamo di non sentire più il ritorno di questi temi, anche perché le aperture domenicali oramai sono una consuetudine che risponde a un’esigenza di cambiamento anche del modello di consumo da parte delle persone – ha detto – Oramai anche le aziende hanno strutturato, organizzato i loro sistemi”. A rilanciare la proposta i primi giorni dell’anno era stato il presidente di Ancc-Coop, Ernesto Dalle Rive.
Buttarelli parla anche delle ricadute occupazionali di questa proposta. “Sull’occupazione avrebbero un effetto devastante. Su alcuni settori merceologici, in particolare il non alimentare, sarebbe mostruosamente deleteria” ha spiegato.
“E poi c’è da dire una cosa: l’apertura domenicale è una facoltà. Se qualcuno vuole chiudere la domenica che chiuda il negozio, può veramente farlo – ha rimarcato – Non è obbligatorio andare a condizionare un sistema che oggi ha tutta una serie di problemi, per carità”.
Il presidente di Federdistribuzione l’altro aspetto che sostiene “con le imprese ma anche con le nostre strutture contrattuali nazionali è che naturalmente anche ai lavoratori vanno date le giuste attenzioni, quindi le corrette turnazioni del lavoro per garantire la qualità della vita. Credo che sia un impegno oramai da tempo consolidato. “Detto questo – ha concluso – la chiusura domenicale assolutamente non è un tema che vogliamo affrontare, secondo me non esiste proprio”.

