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Gdo, Buttarelli: pronti a rispondere ad Antitrust, noi freno a inflazione

Gdo, Buttarelli: pronti a rispondere ad Antitrust, noi freno a inflazione

Sempre attenti a remunerazione agricoltori, mdd calmieratore di prezzi

Milano, 14 gen. (askanews) – Federdistribuzione è pronta a fornire le proprie spiegazioni all’Antitrust nell’ambito dell’indagine conoscitiva avviata il 16 dicembre scorso sulla grande distribuzione per la corsa dei prezzi alimentari, che negli ultimi 4 anni sono cresciuti del 24,9% a fronte di un +17,3% dell’indice generale dei prezzi al consumo. A dirlo è il presidente di Federdistribuzione, Carlo Alberto Buttarelli, che replica punto su punto ai temi sollevati dall’autorità , precisando che “entro fine gennaio forniremo alcune spiegazioni sperando poi di essere auditi”.

“Abbiamo ricevuto prima di Natale l’informativa dell’Antitrust su questa indagine conoscitiva a cui risponderemo senza problemi su tutte le evidenze indicate – ha detto Buttarelli ad askanews – come associazione forniremo le nostre spiegazioni poi l’Antitrust audirà anche le singole aziende. Ma leggendo l’istruttoria prima di tutto quello che è necessario chiarire da parte nostra all’Antitrust sono le modalità che regolano le attività delle nostre imprese, che partono da un assunto: in questi anni in cui, a partire dal 2022, ci sono stati picchi inflattivi il nostro settore è stato una barriera all’inflazione e questo va detto con forza. Spesso siamo stati da soli a contrastare gli aumenti dei prezzi cercando di limitare il trasferimento di questi aumenti ai prezzi al consumo e questo lo ribadiremo all’autorità”.

Il presidente di Federdistribuzione, la federazione che rappresenta le aziende della distribuzione moderna, alimentare e non, con una rete di oltre 18.400 punti vendita, solleva anche la questione del costo dell’energia. “Noi siamo un settore fortemente energivoro con catene del freddo e banchi refrigerati nei nostri negozi – osserva – e subiamo costi dell’energia molto elevati con grande appesantimento della struttura dei bilanci eppure non siamo riconosciuti come una industria energivora e non abbiamo gli aiuti riconosciuti a questo tipo di imprese”.

Entrando nel merito, all’Antitrust che ipotizza “una compressione o, quanto meno, una crescita inadeguata dei margini” per i produttori agricoli “in parte riconducibile al forte squilibrio di potere contrattuale degli agricoltori rispetto alle grandi catene della gdo”, Buttarelli replica che “Da parte nostra c’è molta attenzione e abbiamo a cuore l’equilibrio dei produttori del settore primario” sottolineando che “i nostri fornitori agricoli sono imprese molto grandi, non piccoli imprenditori. E abbiamo l’interesse a garantire loro equilibrio e a riconoscere la giusta remunerazione per avere continuità nella fornitura”.

Un altro tema su cui l’Antitrust ha acceso un faro è quello relativo alla marca del distributore (o private label), che, si legge nell’informativa, “nell’ambito dell’analisi dei rapporti negoziali tra catene della gdo e fornitori di prodotti agroalimentari, assume grande rilievo”, “incidendo in misura crescente sugli assortimenti delle catene e rafforzandone ulteriormente il potere contrattuale nei confronti dei propri fornitori”. Fornitori con cui, osserva, si configura anche un rapporto di concorrenza diretta orizzontale. A questo riguardo, anticipa Buttarelli “racconteremo che la lettura che diamo è al contrario. La marca distributore è un calmieratore dei prezzi, un elemento che garantisce qualità e accesso ai prodotti a una pluralità di persone. Per quanto riguarda poi il rapporto della marca distributore con la grande marca, la prima non nasce per contrastare il grande brand sugli scaffali e non c’è alcuna volontà di acquisire peso contrattuale” nei confronti dei fornitori. “In questo senso va fatto un ragionamento molto chiaro – occorre distinguere quando parliamo di fornitori settore primario e quando parliamo di produttori industriali che molto spesso sono multinazionali. In ogni caso è una cosa che non esiste quella di agire per avere maggiore potere contrattuale”.