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Gesmundo: abolire norma doganale che consente falso made in Italy

Gesmundo: abolire norma doganale che consente falso made in Italy

Miracolo riportare in Italia 10 miliardi Ue per settore primario

Roma, 5 feb. (askanews) – “Siamo riusciti in quello che può essere definito un miracolo: riportare in Italia 9 miliardi di euro già sottratti al settore agricolo, più un ulteriore miliardo, per un totale di circa 10 miliardi che torneranno nelle tasche dei produttori”. Lo ha detto il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, a margine dell’assemblea Coldiretti in corso a Bari con migliaia di agricoltori.

“È il risultato di una lunga mobilitazione dei produttori agricoli italiani di Coldiretti, portata avanti per mesi in Italia e a Bruxelles – ha spiegato Gesmundo – e significa restituire, solo in Puglia, circa un quarto delle risorse sottratte con la prima formulazione della PAC. Un risultato eclatante, che va riconosciuto, pur nella consapevolezza dei tanti problemi ancora aperti”.

Coldiretti rivendica anche le misure nazionali a sostegno delle imprese agricole, a partire dal carburante agevolato. “L’Italia è oggi uno dei Paesi europei in grado di offrire questa tutela concreta – ha sottolineato Gesmundo – che contribuisce a sostenere il reddito delle imprese agricole, sempre più colpito dalle dinamiche di mercato”.

Il segretario generale di Coldiretti ha ricordato che la PLV agricola italiana vale circa 42 miliardi di euro, ma potrebbe superare i 60 miliardi se venisse abolita la norma del codice doganale europeo sull’ultima trasformazione sostanziale. “Vale per il pomodoro, per il grano, per l’olio – ha spiegato – ovvero per le produzioni simbolo della Puglia e del Paese. Quelle risorse finirebbero correttamente, giustamente ed eticamente nelle tasche dei produttori”.

Da qui il rilancio della battaglia sul codice doganale europeo. “È inaccettabile che produzioni strategiche come grano duro, olio e pomodoro siano penalizzate da una regola che consente ad alcune industrie borderline di etichettare come made in Italy prodotti ottenuti all’estero – ha denunciato Gesmundo – come il triplo concentrato di pomodoro che, con la semplice aggiunta di acqua, diventa formalmente italiano”.

“Questa situazione non è più tollerabile – ha concluso – Nei prossimi due anni la nostra battaglia sarà l’abolizione di questa norma e l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria per tutti i prodotti che arrivano in Italia e in Europa, per garantire ai consumatori cibi trasparenti, sicuri e realmente italiani. È questa la madre di tutte le battaglie, la stessa determinazione che ci ha permesso di recuperare i fondi PAC sottratti all’agricoltura”.