Roma, 20 ott. (askanews) – E’ stato l’attore e regista Michele Placido ad aprire il XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione organizzato da Coldiretti a Roma, interpretando il discorso all’umanità tratto dal film “Il grande dittatore” di Charlie Chaplin del 1940: “Pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchine ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza”.
Ed è proprio sulla necessità della pace che si è focalizzato il discorso di apertura del segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo. “La guerra è già entrata nelle case e nelle imprese degli italiani. Negli ultimi dieci anni, la spesa militare sul pianeta è aumentata del 40%, con un balzo particolarmente significativo per i Paesi europei, che hanno più che raddoppiato le risorse destinate agli armamenti”. Gesmundo ha denunciato gli effetti della guerra sui costi dei fattori della produzione agricola e sulla vita quotidiana dei cittadini, dalla spesa alle cure fino alla scuola. Una situazione che, avverte, “si traduce nell’erosione delle principali fondamenta delle nostre democrazie, mina la coesione sociale, produce fenomeni sempre più estesi di insofferenza, se non di rivolta”, mentre cresce la distanza dalla partecipazione elettorale. Da qui il richiamo alla voce di Papa Leone XIV e la richiesta di un ritorno della politica e del pieno utilizzo degli strumenti diplomatici. “Un Papa che è in sintonia con i bisogni dei popoli”, ha detto Gesmundo.
“Noi scegliamo la strada dei profeti disarmati – ha proseguito – Gesmundo – La nostra posizione non si basa su un pacifismo astratto, ma sulla certezza che non vi sono alternative alla ricerca della pace, che la guerra, segnatamente per il nostro popolo, per i contadini, rappresenta solo distruzione e morte”. Il segretario generale richiama gli agricoltori ucraini morti sulle mine nei campi e i contadini russi mandati a combattere. “Il nostro non è esercizio astratto di contabilità, è riaccensione di memoria, in un momento in cui la retorica bellicistica sommerge i popoli europei”, sottolinea.
“L’alternativa è la speranza, la ricerca attiva della pace”. Gesmundo rivendica quindi l’indipendenza dell’organizzazione: “Coldiretti non è in prestito alla politica, sia essa di destra o di sinistra o di centro”. È, ribadisce, una “forza sociale autonoma” che cerca interlocuzioni con chi governa a Bruxelles, a Roma e nelle Regioni.
“Abbiamo riportato sotto l’euro il costo del gasolio agricolo in quasi tutta Italia, grazie a questo modo di fare e alla nostra capacità di mobilitarci e presentare non solo proteste, ma proposte concrete”, afferma. “Noi siamo al servizio dei nostri soci e siamo certi che gli interessi dell’agricoltura italiana coincidano con gli interessi generali del Paese”.

