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Si appropria indebitamente di 81mila euro, Cassazione conferma condanna a gestore di giochi catanese

Si appropria indebitamente di 81mila euro, Cassazione conferma condanna a gestore di giochi catanese
tribunale giustizia

Confermata in Cassazione la condanna a due anni e dieci mesi di reclusione per peculato ad un gestore di apparecchi da gioco leciti a Catania. Il ricorrente si era appropriato di oltre 81mila euro di Prelievo Unico Erariale (Preu), somme riscosse dai giocatori ma destinate allo Stato.

Come riporta Agipronews, il caso riguarda il periodo tra dicembre 2011 e dicembre 2012, durante il quale il titolare della società, che aveva un contratto di servizi con un concessionario autorizzato, ha trattenuto parte delle somme riscosse a titolo di Prelievo erariale unico (Preu), previsto dalla legge sui giochi leciti.

Gestore di giochi si appropria di 81mila euro, già condannato in Corte d’Appello di Catania

La Corte d’Appello di Catania aveva già condannato il gestore, riconoscendo che le somme riscosse dai giocatori appartengono immediatamente allo Stato e che, in quanto “incaricato di pubblico servizio”, il ricorrente aveva violato l’articolo 314 del codice penale appropriandosi dei fondi (reato di peculato).

Gestore di giochi condannato per peculato di Catania, “Ricorso inammissibile”

Il ricorso presentato in Cassazione, basato sull’argomento che il Preu non sarebbe denaro pubblico fino al calcolo dell’importo dovuto, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che il concessionario ha la qualifica di “agente contabile” e che il gestore partecipa alle attività proprie del concessionario, assumendo così la “responsabilità di pubblico servizio”.

“Il denaro riscosso dai giocatori, pur essendo calcolato successivamente, appartiene immediatamente alla pubblica amministrazione – sottolinea la sentenza – e chi lo trattiene per sé realizza appropriazione indebita e, quindi, peculato”.

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