Roma, 27 feb. (askanews) – In un lungo intervento ospitato stamattina sul Riformista, il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, torna a battere sulla necessità di politiche commerciali basate sul multilateralismo, “ma con un sistema di regole certe, a partire dal rispetto del concetto di reciprocità”. Soprattutto in una fase congiunturale come l’attuale, in cui l’Unione europea si trova a dover rimodulare i propri rapporti con gli Usa (“nostro primo mercato extra Ue”) e a ricercare e rafforzare nuovi mercati.
“Abbiamo raggiunto traguardi molto positivi, ad esempio, con il Giappone, con il Canada e recentemente con l’India, una piazza enorme che consentirà a numerosi comparti agricoli di crescere senza mettere a rischio le produzioni più sensibili, come invece accade per il Mercosur”, scrive Giansanti.
Sul fronte delle relazioni internazionali, l’Italia sta dimostrando grande vivacità. “Grazie a una rinnovata capacità di ascolto del governo, le politiche commerciali si sono rafforzate con l’obiettivo di un maggiore processo di internazionalizzazione delle imprese che ha spinto a una presenza più forte dell’Italia nelle grandi fiere internazionali”.
Senza dimenticare i mercati interni, come quello tedesco: “L’abbiamo visto di recente a Berlino, in occasione di Fruit Logistica: i nostri prodotti ortofrutticoli sono molto apprezzati per la qualità e il gusto”.
A fare da freno al vero potenziale del Made in Italy, però, c’è “un enorme deficit in termini di logistica e di costi di produzione”. L’agroalimentare italiano dimostra, nei numeri, la propria capacità di reagire davanti ai diversi terremoti geopolitici e commerciali che il sistema del food sta vivendo. “Il nostro Paese torna a essere un importatore netto di cibo, con una bilancia commerciale che nel 2025 segna un disavanzo di circa 760 milioni e un aumento delle importazioni di oltre il 10%”.
Risultati, questi, ottenuti anche grazie al sostegno di soggetti come l’Ice. “L’Agenzia, sia pure coi limiti degli strumenti a disposizione, grazie ad una guida lungimirante ha cambiato passo negli ultimi anni, facendo sentire la propria vicinanza al sistema produttivo e creando occasioni di presenza e visibilità fuori dai confini nazionali”.

