GIBELLINA (TP) – “Riconosciamo la grandezza storica e culturale di una terra difficile, che ha conosciuto la sofferenza ma ha saputo vincerla grazie ad un grande spirito comunitario e ovviamente a una presenza storica di grandi artisti che hanno sempre visto in Gibellina un esempio di rigenerazione sociale e urbana e con questo meraviglioso progetto, che ha vinto il premio di Capitale italiana dell’Arte Contemporanea, Gibellina si conferma ciò che già era; un grandissimo punto di riferimento, soprattutto per le nuove generazioni dal punto di vista della creatività”.
Queste le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli inaugurando, nei giorni scorsi, Gibellina capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026. L’evento ha avuto luogo in una data dal forte valore simbolico, quella del 58° anniversario del sisma che – nel 1968 – colpì la cittadina trapanese e l’intera Valle del Belìce, segnando profondamente la storia della comunità.
Dal terremoto del 1968 alla rigenerazione culturale
Proprio in riferimento al tragico evento, Giuli ha aggiunto: “Gibellina è l’esempio tangibile di un posto dove è successo qualcosa che ha trasformato e ha provocato la crescita di un tessuto umano superiore. Gibellina è come un tempio, perché ha saputo rigenerarsi e fare dell’immane tragedia del terremoto qualcosa di sacro. Sacra è la vita, sacra è la morte. A Gibellina la morte ha portato la coscienza e la possibilità di una vita superiore intonata alla bellezza e all’arte”.
Il ministro ha inoltre sottolineato l’importanza del momento inaugurale, definendolo “un giorno di festa”, in cui celebrare Gibellina e riconoscere “la grandezza storica e culturale di una terra difficile che ha vissuto la sofferenza, ma che l’ha saputa vincere grazie a un grande spirito comunitario e ovviamente a una presenza storica di grandi artisti che hanno visto sempre in Gibellina un esempio di rigenerazione sociale e urbana”.
La cittadina del Trapanese è il primo comune italiano a ricevere questo importante riconoscimento nazionale, ottenuto grazie alla presentazione di un programma annuale originale e innovativo, con azioni di rigenerazione sociale, culturale e urbana di forte impatto per l’intero territorio.
“Portami il futuro”: il progetto vincitore
Il progetto, dal titolo ‘Portami il futuro’, ha convinto la Giuria di esperti presieduta da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo per la qualità e l’impatto delle azioni proposte a beneficio della collettività locale e del dibattito culturale nazionale.
Gibellina Capitale è sostenuta dalla Regione siciliana, dal Comune di Gibellina, dal Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao di Gibellina e dalla Fondazione Orestiadi, con la direzione artistica di Andrea Cusumano.
Il programma, che attraverserà tutto il 2026, sarà articolato in mostre, residenze d’artista, pratiche performative, progetti educativi, attività di partecipazione e momenti di studio. Un calendario diffuso che declina l’arte contemporanea non soltanto come espressione del presente, ma come arte della presenza, capace di attivare relazioni, produrre conoscenza e generare responsabilità condivisa.
Il prestigioso titolo ha un significato strategico e paradigmatico. Fin dalla sua rifondazione dopo il sisma, la città ha scelto di affidare agli artisti un ruolo centrale nel processo civico, facendo dell’arte un motore di sviluppo, un catalizzatore di coesione sociale e uno strumento di memoria collettiva.
La scelta di Gibellina non rappresenta dunque soltanto un nuovo slancio per il territorio, ma si propone come laboratorio nazionale e internazionale, chiamato a offrire una riflessione concreta sul ruolo dell’arte contemporanea nella costruzione dello spazio pubblico, della democrazia culturale e della vita comunitaria.
Un’iniziativa corale, che è stata infatti costruita in rete con i comuni della Valle del Belìce, i centri della provincia di Trapani e un ampio partenariato nazionale e internazionale.
“Portami il futuro” mira a fare di Gibellina un epicentro di cultura mediterranea, intesa come luogo di scambio, prossimità e pluralità. Un progetto fondato sul valore della persona, sulla centralità della collettività e sul principio che arte e cultura siano un diritto inalienabile, accessibile e condiviso.
La cerimonia inaugurale e le voci istituzionali
L’apertura della manifestazione è stata affidata all’Orchestra Filarmonica del Sud (Fides), progetto speciale finanziato dal MiC, diretta dal maestro Antonio Giovanni Bono, che ha eseguito l’Inno nazionale e l’ouverture tratta da “La Forza del Destino” di Giuseppe Verdi.
Dopo le significative parole del ministro Giuli, altri attori istituzionali hanno voluto dire la loro per sottolineare il valore dell’importante rassegna culturale.
“Per tutta la Valle del Belìce questa – ha affermato il presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, Gaetano Galvagno – è una data destinata a restare nella memoria collettiva. L’avvio del cammino di Gibellina prima Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026 rappresenta, infatti, un esempio virtuoso di come un territorio possa trasformare le ferite in bellezza, esaltando al contempo la visione dell’indimenticato sindaco Ludovico Corrao e di grandi artisti e architetti quali Burri, Consagra, Accardi e Paladino. Qui, dove 58 anni fa un violento terremoto lasciò cicatrici profonde celebriamo oggi la straordinaria esperienza di rinascita civile e culturale di una comunità che, anche mediante le opere diffuse, non ha mai rinunciato al proprio futuro”.
“Soprattutto per queste ragioni l’Assemblea regionale siciliana – ha concluso Galòvagno – ha sostenuto da subito e con grande convinzione, la candidatura di Gibellina, continuerà inoltre, a stare accanto all’intera comunità del Belìce durante quest’anno in cui le porte di un intero territorio saranno aperte a residenze creative, start-up culturali, turismo di qualità e formazione per i giovani. Ai ragazzi del Belìce – ha concluso Galvagno – rivolgiamo un messaggio chiaro: guardiamo al domani senza dimenticare il passato perché, non può esserci un futuro senza memoria”.
Arte contemporanea e identità culturale: un modello unico
“Simbolo autentico di rinascita, forza e resilienza, Gibellina – ha dichiarato l’assessore regionale ai Beni culturali e identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato – rappresenta un unicum nel panorama culturale nazionale e internazionale. Un luogo che, sin dalla sua ricostruzione, ha saputo trasformare la ferita della distruzione in un potente laboratorio di sperimentazione artistica, diventando una vera e propria chiamata a raccolta per artisti poliedrici provenienti da tutto il mondo. Oggi incarna pienamente quella vocazione multiculturale e contemporanea che le è valso il riconoscimento di Capitale dell’arte contemporanea, un modello virtuoso capace di essere esportato e raccontato oltre i confini regionali”.
Il ruolo delle istituzioni e della rete territoriale
Non è mancato il contributo di Anci Sicilia, attraverso le parole di Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale dell’Associazione: “Gibellina è molto più di un luogo: è un’idea di rinascita. Capitale dell’Arte Contemporanea 2026 significa riconoscere il coraggio di una città che ha trasformato la ferita del terremoto in un linguaggio universale fatto di arte, memoria e futuro. Qui l’arte non è ornamento, ma identità viva, capace di unire storia, sperimentazione e comunità. Gibellina continua a dimostrare che la cultura può essere un atto di resistenza e di speranza, un ponte tra ciò che è stato e ciò che può ancora nascere”.
Performance artistiche e luoghi simbolo di Gibellina
Cuore simbolico della cerimonia è stata la proiezione di due contributi video inediti, realizzati nei luoghi emblematici della città. ‘Il Grande Crett’o di Alberto Burri, con la lettura del testo inedito “Poesia Gibellina”, a cura della scrittrice e poetessa Marilena Renda (Premio Strega Giovani Poesia 2025) e la ‘Montagna di Sale’ di Mimmo Paladino, scenario della performance musicale del sassofonista jazz Francesco Cafiso. Il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea assume per Gibellina un significato strategico.
Mostre inaugurali e musei protagonisti
Nei primi due giorni della rassegna sono state, inoltre, inaugurate diverse mostre mostre. “Dal mare. Dialoghi con la città frontale”, a cura di Andrea Cusumano, che riunisce le video-installazioni Resto del duo Masbedo e The Bell Tolls Upon the Waves di Adrian Paci, offrendo una riflessione sul Mediterraneo come orizzonte umano, politico ed esistenziale allestita nel Teatro di Pietro Consagra, opera-manifesto progettata da Pietro Consagra, emblema della visione che ha affidato all’arte un ruolo fondativo nella ricostruzione della città.
“Colloqui: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo”, a cura di Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta, mette – invece – in relazione le opere di cinque artiste centrali nella storia culturale di Gibellina e nel panorama dell’arte italiana, riaffermando un’attenzione pionieristica al lavoro delle donne come parte integrante del progetto civico e comunitario della città.
Il giorno successivo è stata la volta di “Austerlitz” di Daniele Franzella, progetto installativo all’interno della Chiesa di Gesù e Maria progettata da Nanda Vigo – luogo di cura, silenzio e rifondazione simbolica dello spazio sacro – parte della mostra collettiva Generazione Sicilia. Collezione Elenk’Art, a cura di Alessandro Pinto e Sergio Troisi, che si sviluppa al MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, istituzione cardine della storia culturale cittadina, raccontando l’evoluzione di un territorio attraverso una pluralità di linguaggi artistici e riaffermando la territorialità come espressione di una policentricità culturale che rifiuta ogni logica di accentramento.
Scuola, formazione e futuro dei giovani
Importante sottolineare infine che anche gli studenti siciliani saranno protagonisti delle iniziative in programma. Sono, infatti, 159 le scuole dell’Isola che hanno aderito alla circolare, finanziata con 700 mila euro dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale, che ha l’obiettivo di avvicinare gli studenti all’arte contemporanea attraverso progetti didattici incentrati sulla storia e sul patrimonio artistico della cittadina simbolo della rinascita dopo il sisma del 1968.
Dal prossimo anno, inoltre, a Gibellina, in uno spazio architettonico progettato da Nanda Vigo e rimasto per anni in disuso, saranno attivati i laboratori degli studenti del corso di laurea in Tecnologia per l’arte e la creatività contemporanea dell’Università Kore di Enna.
“Il governo Schifani – afferma l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano – si è speso convintamente per trasformare questo importante riconoscimento in un’occasione di rigenerazione e rilancio dell’intero territorio, attraverso interventi di politica pubblica che individuano nell’arte una funzione sociale e di sviluppo”.

