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Gino Astorina rivisita in chiave moderna “L’eredità dello zio canonico”

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Gino Astorina rivisita in chiave moderna “L’eredità dello zio canonico”

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lunedì 17 Gennaio 2022 - 16:40

Dopo Giuseppe Castiglia e il “suo” “San Giovanni Decollato”, un altro big della comicità catanese sarà protagonista al Teatro Angelo Musco. Toccherà a Gino Astorina confrontarsi con un classico della tradizione firmato da Antonino Russo Giusti, “L’eredità dello zio canonico”. Il nuovo allestimento, in scena da martedì 18 a domenica 23 gennaio, è stato rivisitato in chiave moderna dal regista Antonello Capodici. Lo spettacolo, prodotto da Progetto Teatrando, vedrà sul palco anche Carmela Buffa Calleo, Elisa Franco, Turi Giordano, Plinio Milazzo, Francesca Agate, Alberto Abbadessa, Gianni Fontanarosa (in video), con la partecipazione di Luciano Messina. Le scene sono di Salvo Manciagli.

Gino Astorina, insieme con i suoi “complici” di sempre, è un perfetto Antonio Favazza del terzo millennio. La sua comicità naturale, spontanea, vissuta, insieme alla sua catanesità moderna, borghese, caustica ma bonaria e benevola, rappresenta la versione aggiornata di una scuola umoristica, trasversale e senza tempo. Che attraversa, sia tutta la vicenda di Catania degli ultimi decenni, sia la deriva più generale del nostro Paese.

Anni di trasformazioni spesso più apparenti che reali – spiega il regista Antonello Capodici di paradossi più affrescati che ritratti a fondo: come se un copione, appunto, senza tempo, venisse via via aggiornato, con gags vecchie ma affidate a maschere dell’oggi. Astorina, ma anche il grande Luciano Messina e Plinio Milazzo e Francesca Agate, sono stati e sono – maestri inarrivabili di questa operazione costante di riscrittura: lo testimoniano i successi e i consensi ottenuti sia da solisti sia da ensemble. Insieme al gruppo costante di attori in questa sezione dedicata alla tradizione del cartellone diretto da Francesca Ferro, cioè Carmela Buffa Calleo, Elisa Franco, Turi Giordano e Alberto Abbadessa, danno vita ad una “Eredità” ambientata oggi: senza forzature contemporaneiste né svenevolezze ideologiche, ma semplice al limite del poetico”.

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