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Dalla sicurezza al Venezuela, Meloni: “Sinistra surreale e sempre dalla parte sbagliata”

Dalla sicurezza al Venezuela, Meloni: “Sinistra surreale e sempre dalla parte sbagliata”

Questo atteso appuntamento, organizzato in Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, vede la premier risponde a una lunga serie di domande

“Il governo italiano si occupa di questa vicenda quotidianamente, da 400 giorni per quello che riguarda la vicenda di Alberto Trentini. Ma come sappiamo, Alberto Trentini non è l’unico italiano detenuto in Venezuela. Lo abbiamo fatto, diciamo, e lo continuiamo a fare mobilitando tutti i canali che sono canali politici, che sono canali diplomatici, che sono canali di intelligence e non smetteremo di occuparci di questa vicenda fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare suo figlio. Io ho parlato varie volte con la mamma di Alberto e chiaramente capisco il suo dolore e la sua difficoltà, è molto doloroso anche per me non riuscire a dare risposte nei tempi in cui vorrei darle”. Così Giorgia Meloni alla conferenza di inizio anno sul caso di Alberto Trentini, detenuto in Venezuela. Io sono fiduciosa, voglio dire che considero il segnalo dato dalla presidente Rodriguez un segnale di grande valore”, aggiunge.

Questo atteso appuntamento, organizzato in Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti in collaborazione con l’Associazione della Stampa Parlamentare, vede la premier risponde a una lunga serie di domande – stimate in 40 – che toccheranno tutti i temi. Dalle attività del governo, manovra 2026, legge elettorale e politica estera con gli ultimi sviluppi internazionali. Ma anche il punto sull’attacco degli Usa al Venezuela all’attesa per la sorte di Alberto Trentini, dai negoziati per la guerra in Ucraina alle proteste in Iran.

Groelandia, Meloni: “Non credo che gli USA procedano con azione militare per assumere il controllo di quel territorio”

Su Trump e la situazione della Groelandia: “Io continuo a non credere nell’ipotesi che gli Usa attuino un’azione militare per assumere il controllo della Groenlandia. Una opzione che chiaramente non condividerei, l’ho già messo nero su bianco. Io credo non converrebbe a nessuno, non converrebbe neanche agli Stati Uniti d’America”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla conferenza stampa di inizio anno.

Sulla sicurezza, Giorgia Meloni ribadisce: “Abbiamo lavorato moltissimo in tre anni”

Tema sicurezza, Giorgia Meloni chiarisce il punto di vista del Governo. “Abbiamo lavorato moltissimo sulla sicurezza in tre anni, anni di lassismo non sono facili da cancellare ma i risultati per me non sono sufficienti. Questo deve essere l’anno in cui si cambia passo sulla sicurezza, in cui si fa ancora di più. Ma voglio rivendicare, abbiamo lavorato molto, sono state moltissime le iniziative varate”. Le parole di Meloni nella conferenza di inizio anno. 

E ancora, sulla sicurezza “ci sono altri provvedimenti che stiamo studiando. Uno riguarda le baby gang, la situazione è fuori controllo, ma non è solo questo”- spiega la premier Giorgia Meloni. “Se vogliamo garantire la sicurezza occorre lavorare tutti nella stessa direzione, governo, polizia, magistratura, che è fondamentale in questo disegno”. Aggiunge poi ancora: “Per non rendere vano il lavoro del Parlamento e delle forze dell’ordine faccio un appello a lavorare tutti nella stessa direzione per garantire la sicurezza dei cittadini, può fare la differenza”. 

La Meloni sul conflitto in Medio Oriente: “Soldati in Ucraina? Non è necessario ad oggi”

Di Medio Oriente “noi continuiamo a occuparcene quasi quotidianamente, soprattutto nel tentativo, chiaramente, di rendere effettivo il piano di pace”. Quello in Medio Oriente “è un percorso che io ho sempre definito un’occasione che potrebbe non tornare da una parte, ma anche un percorso molto complesso, è una tregua molto fragile. È la ragione per la quale credo che l’Italia debba mettere tutto il suo impegno”. Soldati italiani in Ucraina? ”Ad oggi io non considero necessario” l’invio delle truppe italiane in Ucraina. ”Anche perché quante sono le truppe che noi dovremmo mandare in Ucraina per essere efficaci sul piano della deterrenza, a fronte di un esercito che ha un circa un milione e mezzo di persone in Russia?”,

“Io sono sempre stata favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Europa sulla questione ucraina, cioè una persona che ci consentisse di fare la sintesi ma di parlare con una voce sola”. Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa di inizio anno.

“Ascolto le valutazioni maggioranza, l’Italia non deve escludere niente”

Poi, chiarisce ancora Giorgia Meloni: “Ascolto tutte le valutazioni che arrivano dalla maggioranza, ho letto anch’io di qualcuno che diceva che auspicava che il decreto Ucraina non ottenesse i voti, non credo andrà così e come ho già detto lo considererei uno sbaglio. Mi stupisce in particolar modo che arrivi da un generale il ragionamento: i soldati sono i primi che capiscono quanto le forze armate siano fondamentali per costruire pace e non diciamo semplicemente per fare la guerra”, aggiunge la premier.

“Io credo che l’Italia non dovrebbe escludere niente”, neanche “la possibilità di una partecipazione italiana a un’eventuale forza multinazionale” in Medio Oriente. Lo dice la premier Giorgia Meloni, alla conferenza stampa di inizio anno. “Chiaramente poi dipenderà dalle condizioni di sicurezza, dipenderà da quello che dice il Parlamento, perché non è una decisione che io posso prendere da sola, ma credo che l’Italia oggettivamente non dovrebbe escludere niente sulla sua possibile partecipazione in questo quadro, chiaramente con l’obiettivo che per noi rimane sempre lo stesso, che è costruire la prospettiva dei due Stati”, conclude. Lo riporta Adnkronos.

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