Giornali, in Giappone il 92% predilige ancora la carta stampata - QdS

Giornali, in Giappone il 92% predilige ancora la carta stampata

Elettra Vitale

Giornali, in Giappone il 92% predilige ancora la carta stampata

venerdì 26 Novembre 2021 - 01:30

Primato per lo “Yomiuri” con 9,96 mln di copie al giorno. Classifica Wan-Ifra, solo un giornale per gli Usa e tre per l’Europa

ROMA – La crisi della carta stampata, si sa, è ormai storia. Nell’era della notizia immediata a portata di click, i quotidiani cercano di reggere il colpo inferto dal web ridisegnando continuamente prospettiva e linea editoriale, al fine di offrire un’informazione sempre di qualità ma, allo stesso tempo, al passo con i tempi. Eppure la crisi non sembra minacciare i quotidiani di tutti i paesi del mondo.

Stando agli ultimi dati disponibili diffusi dall’Associazione mondiale della carta stampata denominata Wan-Ifra (World association of newspapers and news publishers e International federation of audit bureaux of circulations), infatti, i lettori dell’Islanda e della Germania preferiscono il vecchio formato della notizia “nero su bianco”: nell’Isola del Nord Europa ben il 96% dei cittadini si informa attraverso i quotidiani. Altro dato su scala mondiale che stupisce è quello dell’ultratecnologico Giappone in cui la percentuale degli abitanti che predilige la classica carta stampata è pari al 92%. Dati che fanno impallidire l’Italia se si pensa che, stando alle ultime rilevazioni Audipress, ammonta a 34,3 milioni il numero di cittadini che legge regolarmente un quotidiano, vale a dire poco più del 57% della popolazione.

Non stupisce, dunque, che nella classifica quotidiani più diffusi al mondo troviamo nelle prime tre posizioni della classifica i “big” della stampa giapponese e, rispettivamente, “Yomiuri”, “Asahi” e “Mainichi Shimbun” che, insieme, vendono circa 7 volte di più del giornale più letto in India, il “Times of India” (3,31 milioni di vendite giornaliere). Il primo, pubblicato a Tokyo, Osaka, Fukuoka e diffuso in tutto il Giappone, per la sola edizione del mattino vende 9,96 milioni di copie, che salgono a 13,5 milioni al giorno se si considera anche l’edizione serale. Il secondo, letteralmente “Giornale del sole del mattino” con sede a Osaka, si difende altrettanto bene 7,63 milioni copie giornaliere. Infine il Mainichi, che possiede anche un sito web in lingua inglese, vende quotidianamente 3 milioni e 426mila copie. Numeri da capogiro, specie se paragonati a quelli del nostro Paese in cui, stando alle rilevazioni Ads, il “Corriere della Sera”, il quotidiano più letto in Italia, registra all’incirca 5 mila copie vendute al giorno, seguito da “La Repubblica” con 3 mila e 400.

Osservando la graduatoria stilata dall’Associazione mondiale emerge un aspetto di certo molto interessante: prima di trovare un quotidiano occidentale bisogna attendere ben la settima posizione con il tedesco “Bild Zeitung”, a quota 2 milioni e 752mila copie al giorno, seguito dai due inglesi “Sun” che occupa l’undicesimo posto (2,42 milioni) e “Daily Mail” che si trova al quattordicesimo (1,88 milioni). E gli Usa? In rappresentanza del Nuovo continente, sorprendentemente, troviamo solo il “Wall street journal” con 2,29 milioni di quotidiani venduti ogni giorno mentre la Cina occupa ben cinque posti nella top venti mondiale, il primo dei quali (la numero cinque) è del “Cankao Xiaoxi”, con oltre 3 milioni di copie. Grande assente invece, come è facile immaginare, l’Italia. Va specificato che in tutti i casi citati si tratta di giornali a pagamento e che, inoltre, i numeri dei giornali giapponesi sono stati oggetto di critiche correlate alla “oshigami”, ovvero una pratica diffusa nella nazione che consiste nella deliberata offerta eccessiva di giornali a fornitori e imprese a profitto del grossista.

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