Roma, 13 mar. (askanews) – “La Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla ci ricorda quanto sia urgente affrontare i disturbi del comportamento alimentare con strumenti e luoghi di accoglienza che vadano oltre la sola terapia clinica, valorizzando il ruolo della relazione e della vita quotidiana nei percorsi di benessere”: lo afferma Enrica Baricco, fondatrice e presidente di FondazioneOz.
“Da quasi vent’anni, a Torino, CasaOz accompagna bambini, ragazzi e famiglie in uno spazio dove i gesti comuni e le azioni di ogni giorno diventano occasioni di cura e trasformazione, concretizzando il principio della Quotidianità che Cura. Il Centro Diurno Socio Riabilitativo ‘Ci vediamo a CasaOz’ – sottolinea in una nota Baricco – traduce questa filosofia in spazi e attività quotidiane, offrendo ai ragazzi un contesto sicuro e inclusivo”.
Il Centro Diurno “Ci vediamo a CasaOz” accoglie ragazze e ragazzi tra i 10 e i 18 anni con Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (DAN) o a rischio di ritiro sociale e scolastico. Il Centro, che collabora costantemente con la rete sanitaria e sociale, ospita attualmente 19 giovani e combina accoglienza familiare e spazi inclusivi. È pensato per favorire integrazione e continuità con il resto della struttura, coerentemente con il principio di CasaOz della “mixité”. Anche il linguaggio degli ambienti è scelto con attenzione: il nome stesso del Centro evoca un incontro informale e lontano da connotazioni cliniche. Inoltre, la scelta di rimuovere le porte che lo avrebbero separato dal resto di CasaOz si pone altresì in un’ottica di accoglienza e di unione degli spazi. Le attività del Centro Diurno si collocano in un contesto storico particolare, nel quale il tema dei disturbi alimentari emerge come un fenomeno in preoccupante ascesa.
“Negli ultimi anni abbiamo osservato un aumento molto significativo del disagio psicologico tra bambini e adolescenti – spiega la dottoressa Antonella Anichini, neuropsichiatra infantile dell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino -. Un’analisi realizzata qualche mese fa in ambito universitario sull’attività del Pronto Soccorso del Regina Margherita ha mostrato che tra il 2018 e il 2022 le consulenze di neuropsichiatria infantile sono quintuplicate, passando da 319 a 1.694 accessi. Nello stesso periodo si è registrata una crescita marcata di diversi indicatori di sofferenza: i disturbi alimentari sono aumentati del 294%, l’ideazione suicidaria del 297% e i tentativi di suicidio del 249%. Oggi circa il 20% delle richieste di consulenza riguarda i disturbi dell’alimentazione. In Italia anoressia e bulimia – patologie che dopo la pandemia hanno registrato un incremento evidente – arrivano a interessare tra l’8 e il 10% delle ragazze e fino all’1% dei ragazzi. Anche i percorsi di cura riflettono questa tendenza: gli accessi in day hospital per disturbi alimentari sono cresciuti del 191% e rappresentano ormai circa la metà degli accessi complessivi”.
Per rinforzare il supporto rispetto a queste problematiche sempre più diffuse, è importante quindi affiancare il modello medicalizzato e le strutture ospedaliere, proponendo un approccio integrato che accompagni i giovani anche dopo la fase acuta della patologia, nel percorso di recupero verso la vita quotidiana. Il Centro Diurno “Ci vediamo a CasaOz” nasce proprio sulla base di questa esigenza. Concretamente, questo significa ritrovare l’autonomia e la socialità attraverso un percorso improntato sul concetto della Quotidianità che Cura, che si traduce in attività, tempo condiviso e piccoli gesti, per permettere a questi giovani di riprendere in mano la propria esistenza.
Il Centro Diurno “Ci vediamo a CasaOz”, situato all’interno di CasaOz, è un presidio socio assistenziale accreditato dal Comune di Torino e autorizzato dall’Asl Città di Torino. Attivo da un anno e mezzo, può contare sul supporto professionale di tre educatori, un Operatore Socio Sanitario e un tecnico della riabilitazione psichiatrica, ed è accessibile su segnalazione delle neuropsichiatrie infantili territoriali o ospedaliere e dei servizi sociali.

