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Giornate FAI di Primavera 2026: presenze record a Catania

Giornate FAI di Primavera 2026: presenze record a Catania
Giornate FAI di Primavera 2026 – Catania

Ecco i numeri di questa 34° edizione

Boom di visitatori a dispetto delle condizioni meteo con piogge sparse e il sole che ha giocato a nascondino con le nuvole. 21 siti accessibili tra le città di Catania, Acireale, Giarre, Mascalucia, Mineo, Misterbianco e Piedimonte Etneo. 5 intrecci tematici. Capillare presenza degli Aspiranti Ciceroni, ben 860, provenienti da 33 istituti scolastici di Catania e provincia (studenti della secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado) che hanno raccontato e descritto con minuzia di particolari, la storia legata ai palazzi nobiliari e istituzionali, ai saloni, alle ville e alle dimore antiche aperte durante le giornate del 21/22 marzo. Narrato le trasformazioni delle chiese storiche e delle terme romane. D’altronde il concept era “Intrecci di comunità – 5 Racconti di un territorio in costante trasformazione”.

L’edizione dell’accessibilità

Le Giornate FAI di Primavera 2026 di Catania sono state anche l’edizione dell’accessibilità, mettendo il visitatore al centro dell’attenzione in virtù delle collaborazioni che la Delegazione FAI di Catania ha consolidato con la sezione di Catania dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e con l’Associazione Famiglie Audiolesi Etnei, grazie alle quali sono state garantite le visite dedicate e i percorsi inclusivi in alcuni siti accessibili agli ipovedenti e alle persone con disabilità uditiva.

“La rispondenza che abbiamo dalla cittadinanza cresce ogni anno di più – spiega Marilisa Yolanda Spironello alla guida della Delegazione FAI di Catania -. Le Giornate FAI sono davvero la preziosa occasione per mettere in relazione il passato con il futuro, vivendo il presente, e attraverso i “cinque intrecci” tematici che abbiamo individuato, la città di Catania si è connessa con i territori di Acireale, Giarre, Mascalucia, Mineo, Misterbianco e Piedimonte Etneo. I visitatori hanno avuto l’opportunità di assaporare i fasti del passato e conoscere luoghi che non conoscevano pur essendo nelle loro città”.

Le sinergie avviate per la 34° edizione

La riuscita della 34° edizione è il frutto delle sinergie avviate con l’Università di Catania, il Sistema Museale d’Ateneo dell’Università di Catania, MARE – Museo Accessibilità Ricerca esperienza, AFAE – Associazione Famiglie Audiolesi Etnei,Unione Italiana dei Ciechi e Ipovedenti (sezione di Catania), Associazione Monasterium Album – Misterbianco, Pro Loco Macchia di Giarre, Pro Loco Campanarazzu, Borgopetra – Dimora storica, Mascalucia DOC, Barriera Salesiani Don Bosco – Catania, e con il prezioso patrocinio dei Comuni di Catania, Acireale, Giarre, Mascalucia, Mineo, Misterbianco, Piedimonte Etneo, la Diocesi di Acireale, la Polizia di Stato, il Parco archeologico e paesaggistico di Catania e della Valle dell’Aci, l’Arcidiocesi di Catania, la Banca d’Italia – Eurosistema, e l’Arciconfraternita dei Bianchi.

“Il tema “Intrecci di comunità – 5 Racconti di un territorio in costante trasformazione” – ha aggiungo Marilisa Yolanda Spironello – è stato declinato non solo nei luoghi interconnessi tra loro, ma anche nelle relazioni instaurate con gli enti istituzionali e le rappresentanze private, soggetti grazie ai quali è stato possibile aprire tutti questi siti. Ma tutto ciò non avrebbe potuto materializzarsi se ci fosse stato il prezioso quanto indispensabile supporto dei volontari FAI, dei Capigruppo FAI Giovani Catania, FAI Ponte tra Culture di Catania, FAI Etna Nord, Acireale, Giarre e Calatino, e degli studenti delle scuole del territorio che, nel ruolo di Aspiranti Ciceroni, sono stati veri protagonisti, facendosi carico della narrazione dei luoghi. Con i loro racconti hanno dimostrato ancora una volta che “la primavera è la promessa di ciò che arriverà” come sostiene lo scrittore svizzero Joël Dicker. E loro, i giovani, sono le promesse del futuro”.

Gabriella Catalano: “Laboratorio di entusiasmo ed energia in fermento”

“Queste Giornate di Primavera sono state un laboratorio di entusiasmo ed energia in fermento” ha detto Gabriella Catalano – capogruppo FAI Ponte tra Culture di Catania. E non è stata la sola a pensarla così. “Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto in occasione di queste Giornate di Primavera – ha affermato Giada Patané capogruppo FAI Giarre-Riposto – soprattutto perché l’elevata affluenza di visitatori ha indicato che la missione del FAI di far conoscere il territorio e la sua storia, è stato raggiunto. Ci ha emozionato molto vedere in quanti, nonostante la pioggia, si sono presentati per conoscere villa Fiamingo e la sua storia, dandoci lo sprone per condividere la passione per il FAI”. A dispetto dell’avvio della stagione primaverile “i numerosi visitatori che hanno sfidato le condizioni meteo non favorevoli hanno dimostrato un forte interesse e grande entusiasmo durante la visita, apprezzando l’atmosfera e gli ambienti raccontati dai meravigliosi Ciceroni del liceo Amari di Linguaglossa – ha detto Rosaria Milone capogruppo FAI Etna Nord.

Gli apprendisti Ciceroni

Sulle presenze degli studenti, il capogruppo FAI di Acireale Carlo Zimbone ha detto: “Vedere i 200 Apprendisti Ciceroni delle scuole acesi insieme ai volontari FAI guidare i visitatori nei cinque splendidi siti aperti ad Acireale e nella frazione di Santa Tecla, ci ha reso felici”. Da Catania arrivando fino al territorio Calatino, il FAI contribuisce a creare legami, rafforzare la rete, e dare gli strumenti alle nuove generazioni per diventare cittadini del mondo. Mission che rafforza la conoscenza del patrimonio culturale, i valori e le usanze che definiscono l’identità di una comunità.

“Come tutti gli anni le Giornate FAI di Primavera rappresentano un’occasione importante per fare conoscere il patrimonio artistico e culturale del nostro “Bel Paese”. Il Castello di Serravalle di Mineo – ha detto Maria Grazia De Francisci capogruppo FAI Terre del Calatino – rappresenta uno dei tanti gioielli disseminati nel nostro territorio, ricco di storia e tradizioni tramandate di generazione in generazione. Vedere così tanti visitatori incuriositi nell’osservare questo bellissimo scrigno che custodisce ricordi e affetti familiari accanto al tesoro artistico e ambientalistico, è stato emozionante”.

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