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Giovanni Ferrero perde il primato: ora è Andrea Pignataro della Ion Group l’uomo più ricco d’Italia

Giovanni Ferrero perde il primato: ora è Andrea Pignataro della Ion Group l’uomo più ricco d’Italia
Giovanni Ferrero, Presidente del Gruppo Ferrero (Imagoeconomica)

Le origini di Ion Group, il successo e l’espansione

La classifica in tempo reale di Forbes, riconosciuta come punto di riferimento del settore, ha rivelato un cambiamento significativo nella posizione di vertice. Giovanni Ferrero, che deteneva ininterrottamente il titolo di persona più ricca d’Italia da quattro anni, è stato superato da Andrea Pignataro, fondatore della società di software e dati finanziari Ion Group. Il patrimonio netto di Pignataro è salito a 42,8 miliardi di dollari, superando di mezzo miliardo quello di Ferrero, noto imprenditore del settore dolciario. Solo Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica, riuscì a superare Ferrero.

Chi è Andrea Pignataro

Andrea Pignataro, nato nel 1970 a Bologna, ha conseguito una laurea in economia e un dottorato in matematica presso l’Imperial College di Londra.  Ha successivamente maturato esperienza presso Salomon Brothers, storica banca d’affari di Wall Street, prima di fondare Ion Group nel 1999. Tra i miliardari globali, Pignataro si distingue per la sua riservatezza, con un numero limitato di fotografie disponibili e un’estrema parsimonia nelle interviste rilasciate.

Egli è uno degli individui più riservati tra i miliardari italiani. Raramente si concede interviste ai media e le fotografie disponibili di lui sono limitate, prevalentemente risalenti al passato. È noto il suo interesse per la vela e i suoi investimenti nel settore immobiliare in località quali Sankt Moritz, Londra, Milano, Pisa e Sardegna. Inoltre, ha investito 300 milioni di dollari per l’acquisizione di Canouan Estate, una proprietà di 1.280 acri con ville e hotel di lusso situata a Saint Vincent e Grenadine, nei Caraibi. A livello personale, ha diversificato i suoi investimenti al di fuori del settore finanziario e dei dati, investendo in Macron, un marchio di abbigliamento sportivo della sua città natale.

Come nasce Ion Group

In una delle sue rare interviste, rilasciata nel 2023 al Sole 24 Ore, Pignataro ha illustrato l’origine dell’idea di Ion Group: “Provenendo dal mondo della ricerca, sono rimasto sorpreso dalla quantità di tempo sprecato quotidianamente da individui altamente qualificati, molti dei quali in possesso di dottorati di ricerca, nel prendere decisioni attraverso processi algoritmici: mancavano sia l’automazione che il software. Questa ‘sorpresa’ mi ha permesso di identificare un’esigenza di mercato allora non soddisfatta”. Da questa osservazione è nata l’idea di una ‘algo-azienda’, ovvero un’azienda fondata sull’utilizzo di algoritmi.

Pignataro ha descritto la costruzione di un “ibrido” che combina “la disciplina, la velocità e la capacità di esecuzione dei grandi fondi” con “un orizzonte temporale permanente, tipico di una holding industriale. Ion dispone sempre di una ‘entrance strategy’, ma non di una ‘exit strategy’, ovvero una strategia di vendita”.

L’acquisto di nuove aziende

Nel corso degli anni, Pignataro ha acquisito diverse aziende, tutte non quotate in borsa, che spaziano da Dealogic, una piattaforma di analisi e contenuti finanziari, a Fidessa, una società di software per il trading. Il valore complessivo degli asset è stimato in circa 30 miliardi di dollari. Tra i suoi clienti figurano aziende come Amazon e Microsoft, nonché circa il 30% delle banche centrali mondiali. Inizia poi la collaborazione con Mts, il mercato telematico dei titoli di stato italiani ed europei. All’epoca, Mts era presieduto da Giorgio Basevi, ex docente di Pignataro a Bologna.  Il ruolo di Ion in Mts, secondo Malagutti, ha consentito a Pignataro di rafforzare i rapporti con importanti istituzioni finanziarie quali Deutsche Bank, Barclays e JpMorgan.

Pignataro definito come “il Bloomberg italiano”

Condivide con Michael Bloomberg – attualmente la 17esima persona più ricca al mondo, con un patrimonio stimato in 109,4 miliardi di dollari –  parzialmente il settore d’affari e l’esperienza presso Salomon Brothers. “Intraprendiamo un’attività simile e, talvolta, in competizione”, ha dichiarato Pignataro al Sole Ventiquattro ore nel 2023. “Bloomberg è principalmente una società mediatica. Ion si concentra sull’automazione e la digitalizzazione del settore fintech. Dieci anni fa, Bloomberg era 30 volte più grande di noi; oggi, il rapporto si è ridotto a tre volte. Forse, entro il 2030, raggiungeremo un livello di parità”. La società di investimento di Pignataro, Bessel Capital, con sede in Lussemburgo, ha registrato utili per 151 milioni di euro nell’ultimo esercizio, con un incremento del 146% rispetto all’anno precedente, come riportato dal Corriere della Sera.

Negli ultimi anni, Pignataro ha effettuato investimenti significativi in Italia, pari a 5,7 miliardi di euro tra il 2021 e il 2024. Tra le acquisizioni di rilievo si annoverano Cerved, agenzia di informazioni commerciali, e Cedacri, fornitore di servizi informatici per il settore bancario.  Pignataro è stato azionista di Monte dei Paschi di Siena e della Banca Illimity di Corrado Passera, ed è attualmente azionista della Cassa di Risparmio di Volterra. Nel 2024, ha acquisito Prelios – precedentemente nota come Pirelli Real Estate – per 1,35 miliardi di euro. L’azienda si è espansa dai servizi immobiliari al settore dei crediti deteriorati. Nel giugno 2025, Pignataro ha concluso un contenzioso con l’Agenzia delle Entrate italiana, pagando 280 milioni di euro a fronte di una contestazione iniziale di 1,2 miliardi di euro, senza ammettere alcuna responsabilità.

Ion Group minacciata dall’AI

La crescita di Ion Group è attualmente percepita come potenzialmente minacciata dall’avvento dell’intelligenza artificiale. Il Financial Times ha recentemente evidenziato come l’introduzione di nuovi strumenti di programmazione, come quelli rilasciati da Anthropic nelle ultime settimane, possa rivoluzionare il settore dei software e dei dati finanziari. Di conseguenza, i mercati hanno esercitato una forte pressione sulle obbligazioni di Ion Group, che, a seguito delle numerose acquisizioni effettuate nel corso degli anni, hanno portato il debito dell’azienda a circa 10 miliardi di dollari, con un conseguente aumento del rapporto tra debito e margine operativo lordo a otto volte.

Pignataro ha affrontato le preoccupazioni relative all’intelligenza artificiale in un intervento ufficiale dell’azienda, intitolato “The Wrong Apocalypse”. In tale intervento, ha affermato: “Il mercato si comporta come se ‘L’IA può svolgere il compito’ equivalesse a ‘L’IA può rimpiazzare il sistema’. Si tratta di una fallacia logica di sostituzione. Il software aziendale non è, in primo luogo, uno strumento per svolgere lavori intellettuali. È uno strumento per coordinare il lavoro cognitivo all’interno dei confini organizzativi, in condizioni di fiducia non assoluta”.

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