Giovinetto di Mozia, Marsala dice no a mostra internazionale - QdS

Giovinetto di Mozia, Marsala dice no a mostra internazionale

Pietro Vultaggio

Giovinetto di Mozia, Marsala dice no a mostra internazionale

sabato 18 Dicembre 2021 - 00:20

Dopo le polemiche, l’opera non sarà più trasferita al Museo archeologico “A. Salinas” di Palermo. Rammarico dell’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana: “Un’occasione persa”

MARSALA – Una polemica partita sottovoce da Marsala ed arrivata a palazzo d’Orleans a Palermo. La ‘contesa’ riguarda, o meglio riguardava, il Giovinetto di Mozia, esposto nel museo Whitaker sull’isola al centro dello Stagnone, che avrebbe dovuto fare bella mostra di sé, temporaneamente, al Museo Salinas di Palermo.

L’imperfetto della frase precedente indica la decisione, già presa dalla Regione Sicilia, di non esporre la preziosa statua di scuola fidiana datata tra il 470 ed il 450 a.C., dopo le polemiche sollevate. Andiamo per gradi, dopo aver divulgato l’ipotesi espositiva dell’Efebo in programma per due mesi e mezzo (all’inizio del nuovo anno) presso il Museo Archeologico regionale “A. Salinas”, dove un comitato scientifico sta selezionando le opere più emblematiche siciliane, i cittadini marsalesi – quindi la coscienza stessa di una città – si sono intimoriti che l’opera potesse rimanere fuori i ‘confini’ per un lungo periodo.

Per i marsalesi la statua non è solo vanto culturale ma anche ritorno turistico, infatti il museo Whitaker ogni anno registra migliaia di visitatori che vengono principalmente per vedere l’opera. Per capire l’animo dei marsalesi, nel 2012 il Giovinetto mancò da Marsala, per essere esposto in America, per ben due anni, con i turisti che più volte protestarono non trovando la preziosa scultura. è pur vero però, che partecipare a mostre fuori dai confini cittadini rappresenta un’educazione di conoscenza, senza questa molti, soprattutto chi non può permettersi un viaggio, non saprebbero quali bellezze popolano il nostro Paese.

Dal Palazzo di Città del Comune di Marsala hanno cercato di calmare gli animi divulgando una nota stampa: “Si registra preoccupazione a Marsala, quasi un allarme, per la decisione del Governo Regionale di trasferire il Giovinetto di Mozia al Museo Salinas di Palermo, al fine di esporlo in una mostra dedicata ai reperti dell’Isola fenicia. In merito, il sindaco Massimo Grillo ha avuto modo di contattare l’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà che ha affermato che il provvisorio trasferimento del Giovinetto di Mozia al momento è solo un’ipotesi che necessita di ulteriori valutazioni e approfondimenti di ordine tecnico e che si procederà al trasferimento solo se verrà garantita la totale sicurezza del reperto”.

Solo una ipotesi, quindi, ma i marsalesi hanno preferito ‘prevenire che curare’. Il Governo Regionale però ha già assunto le sue decisioni, infatti il Giovinetto di Mozia non farà parte della grande mostra internazionale. Lo ha deciso l’assessore regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana, Alberto Samonà, comunicandolo alla direttrice del Museo Archeologico regionale “A. Salinas”, Caterina Greco, a capo del comitato scientifico.

E le spiegazioni scritte di Samonà non sono tardate ad arrivare: “Prendo atto della volontà espressa dalla comunità locale che ha manifestato platealmente il proprio dissenso, privando la mostra di un’opera che avrebbe dato una grande visibilità a Mozia e ai preziosi scavi dell’Isola”.

“È innegabile – ha aggiunto l’assessore – che questa è un’occasione persa perché, grazie a questa mostra, il Giovinetto avrebbe fatto parlare di sé non soltanto la stampa specializzata ma anche importanti testate a carattere nazionale e internazionale, con un’evidente ricaduta positiva sull’immagine di Mozia, sulla quale il governo regionale sta, da tempo, attuando importanti azioni di valorizzazione. Colgo l’occasione per stigmatizzare la campagna di disinformazione messa in atto da taluni che avevano diffuso la notizia falsa di un trasferimento permanente dell’opera, che non è mai stato all’ordine del giorno”.

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