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Giunta regionale in Sicilia, Schifani: “Entro marzo la nomina dei due assessori mancanti”

Giunta regionale in Sicilia, Schifani: “Entro marzo la nomina dei due assessori mancanti”
Renato Schifani, presidente della Regione

Il governatore dell’Isola sottolinea: “Nella mia agenda c’è soltanto entro il mese prossimo, di lasciare i due assessorati dove sono ad interim, per assegnarli a persone che possano ricoprire il ruolo a pieno titolo”

Il prossimo mese saranno nominati gli assessori regionali alla Famiglia e alle Autonomie locali. Ne parla il presidente della Regione siciliana Renato Schifani a margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar a Palermo rispondendo ai cronisti che chiedevano sull’ipotesi di un rimpasto in Giunta.

Schifani: “Ormai è un atto ineludibile”

“Nella mia agenda – dice il governatore dell’Isola – allo stato attuale, c’è soltanto entro il mese prossimo di lasciare i due assessorati che ricopro ad interim, per assegnarli a persone che possano svolgere quel ruolo a pieno titolo. Ormai è un atto ineludibile”.

A seguito della revoca degli assessori della Dc (Nuccia Albano e Andrea Messina) dopo l’inchiesta giudiziaria su appalti nella sanità che ha visto coinvolto Totò Cuffaro, Schifani ne ha assunto le deleghe.

A fine gennaio la raffica di nomine alla Regione

Nel corso della giunta regionale dello scorso 29 gennaio a Palazzo d’Orleans, il governo ha deliberato tre nomine ai vertici dell’Amministrazione regionale. Oltre a Foti, riconfermato dirigente generale del dipartimento Lavoro, la delibera di giunta porta i nomi di Grazia Terranova e Giovanni Bologna. La prima riguarda una proroga, fino al 30 aprile, per la guida dell’Ufficio Autorità di audit dei programmi cofinanziati dalla commissione europea. Bologna, già avvocato generale della Regione siciliana, assume l’interim del dipartimento del Turismo, dello sport e dello spettacolo fino alla nomina del nuovo dirigente generale.

I tre nomi, tra riconferme, proroghe e interim, spostano così in avanti la dead line della riorganizzazione della dirigenza regionale giungendo così oltre la previsione di rimpasto in giunta di marzo.

Ma ci sono i primi movimenti per le Regionali in Sicilia nel 2027

Intanto tutto si muove per la ormai prossima grande sfida regionale. L’annuncio di candidatura di Ismaele La Vardera, leader del suo novello movimento politico Controcorrente in rapida e continua ascesa, ha sparigliato le timide intese sul fronte dell’opposizione politica regionale.

L’ipotesi di una candidatura alla Presidenza della Regione Siciliana dell’attuale eurodeputato a cinque stelle Giuseppe Antoci pare del tutto tramontata e resta sul banco dell’asse M5s-Pd la scelta di Nuccio Di Paola. Il coordinatore regionale, ed ormai da quattro anni vicepresidente vicario dell’Ars, sarebbe l’investimento ideale per le segreterie di Giuseppe Conte ed Elly Schlein.

Di Paola, il cui consenso popolare è cospicuo, capitalizzerebbe l’esperienza nel parlamento siciliano che Antoci non ha. Ma sul fronte del consenso, in termini percentuali rilevati dagli istituti demoscopici, hanno un peso anche il Controcorrente deputato regionale Ismaele La Vardera ed il deputato regionale e sindaco di Taormina Cateno De Luca. La somma dei due “non allineati” potrebbe facilmente superare il 25% alle urne.

I nodi e i dubbi da sciogliere tra i leader siciliani

Un nodo da sciogliere, una sintesi da trovare tra i leader siciliani per non finire con una maggioranza che perderà la corsa a Palazzo d’Orleans solo perché disunita. Mancano però ancora un programma comune, un accordo definitivo sul candidato unico, un elenco delle possibili candidature certe ed infine un lavoro più concreto per avviare la campagna elettorale non ufficiale prima che il centrodestra ufficializzi squadra e candidato.

Nella maggioranza, Renato Schifani verso nuova candidatura

Al momento infatti rimane il presidente della Regione uscente l’unico candidato. Renato Schifani ha infatti incassato il nullaosta da tutti gli alleati, ed anche alcune frizioni interne a Forza Italia sembrano essere state lubrificate come altre tra le forze di maggioranza. Almeno ufficialmente. Sotto il tappeto però restano motivi di attrito che partono dalla scelta dei candidati alle amministrative e culminano ancora in quelle deleghe a tutt’oggi in mano a Renato Schifani che ne ha assunto l’interim a novembre.

Nei corridoi si vocifera di una restituzione ormai quasi certa alla Democrazia Cristiana, ma non si mette la mano sul fuoco sulla seconda delle due deleghe assessoriali revocate al partito quando è esploso il caso giudiziario a carico del suo rifondatore, l’ex governatore Totò Cuffaro. Il fatidico rimpasto in giunta era stato rinviato a marzo, e la proroga era stata pacificamente accordata per gli eventi calamitosi che avevano colpito la Sicilia.

Marzo decisivo per la Dc

Un momento decisamente inopportuno per muovere guerra interna al presidente Schifani mentre la priorità assoluta – non soltanto per il presidente della Regione – era quella di occuparsi dei territori disastrati. Marzo è però ormai dietro l’angolo, e con esso potrebbe arrivare anche un parziale ritorno ufficiale dei democristiani in giunta. Il gruppo all’Ars, nel corso della tempesta giudiziaria, mediatica e politica, ha garantito sempre lealtà al governatore ed agli ultimi vertici di maggioranza sono anche stati riaccolti senza più alcun veto.

A Caltanissetta inoltre, domenica, all’Assemblea regionale della Dc ha partecipato il segretario regionale di Forza Italia Marcello Caruso e dalla sala gremita è stato lanciato il messaggio di forza a sostegno di Renato Schifani.

“Sosterremo una sua seconda candidatura a presidente della Regione”, hanno detto Laura Abbadessa, presidente Dc Sicilia, ed il capogruppo della Dc all’Ars Carmelo Pace.

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