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Giusta la patrimoniale per i veri ricchi

Giusta la patrimoniale per i veri ricchi

C’è in Svizzera, auspicata in Gran Bretagna

La polemica sull’istituzione di una patrimoniale sui patrimoni, scusate il bisticcio di parole, è del tutto priva di fondamento in quanto se i ricchi e i supericchi, poniamo quei soggetti che hanno patrimoni superiori al miliardo di euro o di dollari, pagassero l’uno per cento, non si impoverirebbero di certo, mentre darebbero un contributo alle finanze pubbliche in un quadro in cui vi è un’equa redistribuzione della ricchezza.
Peraltro, la nostra Costituzione prevede che la ricchezza prodotta venga redistribuita per alleviare le difficoltà dei meno abbienti in un quadro di solidarietà che è un principio fondamentale di una vera Democrazia.
L’egoismo dei supericchi deve trovare un’attenuazione nelle leggi, che taglino un pochino delle loro riserve e le distribuiscano ai cittadini e alle cittadine che ne hanno bisogno. La questione è lampante, chi non la vuole vedere è in malafede e blatera al vento. E purtroppo di gente in malafede ce n’è tanta.

La proposta dei Patriotic Millionaires

I Patriotic Millionaires britannici hanno chiesto al primo nuovo ministro labourista, Andy Burnham, di potere contribuire alle casse dello Stato con una tassazione sui loro patrimoni non miliardari, ma di appena 10 milioni di sterline, pari al 2 per cento. Il gettito, hanno calcolato i Patriotic Millionaires, è di oltre 20 miliardi di sterline. Ma anche gli statunitensi Patriotic Millionaires hanno chiesto di avere tassato il loro patrimonio, magari con un livello più elevato di qualche miliardo.
Ora, non si capisce perché la nostra brava presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, abbia detto “No” alla patrimoniale, iniqua a livelli molto bassi di patrimonio ma fortemente equa quando i patrimoni superano il miliardo di euro.
Noi stimiamo Giorgia da quando è venuta a trovarci qui il 21 febbraio 2018 e per averla vista parecchie volte ai Giardini del Quirinale in occasione della Festa della Repubblica. Ma qualche volta Lei è mal consigliata, per cui su questo punto dobbiamo ricordarle che ragioni di equità imporrebbero l’istituzione di una patrimoniale, ripetiamo al di sopra di un miliardo o di cento milioni anche in Italia. Ricordiamo che in Svizzera esiste già, come abbiamo scritto più volte, la cui misura è 0,9 per cento.

Le patrimoniali già esistenti in Italia

Non dobbiamo dimenticare che alcune patrimoniali esistono già. per esempio l’Imu sugli immobili – esclusi quelli considerati prime case – è una patrimoniale. I bolli annuali sulle auto costituiscono anch’essi una patrimoniale. I bolli di registro su tutte le transazioni sono imposte patrimoniali; quindi nessuno scandalo se a questi tre si aggiungesse quella sui patrimoni.
Non si deve contrastare una proposta dell’opposizione per questione di principio, ma la saggezza di chi governa dovrebbe portare a concordare anche con la minoranza qualche iniziativa che è giusta ed equa per il Popolo. Il difetto di Elly Schlein, quando ha proposto l’istituzione di una quarta patrimoniale (ricordiamo che, come scritto, tre vi sono già) è stato quello di aver urlato senza spiegare le ragioni di equità, né portando a esempio gli altri Paesi, come abbiamo scritto prima. In altri termini, tutte le proposte devono essere ragionate ed effettuate a voce bassa, perché non conta l’urlo ma le stesse ragioni che le supportano.

La perdita di credibilità delle istituzioni

Nel nostro Paese le istituzioni perdono continuamente di credibilità. In primo luogo perché non mantengono gli impegni che assumono. In secondo luogo perché non conseguono i risultati per i quali si sono impegnati. In terzo luogo, perchè parlano a casaccio in quanto le loro argomentazioni non sono fondate su una cultura vasta e profonda bensì sul sentito dire, sul cicaleccio, su tutte le stupidaggini che vengono diffuse nei media sociali e su tanto altro blaterume che si ascolta nelle radio e che si vede nelle televisioni.
La grave malattia del nostro Popolo è l’ignoranza, che aumenta sempre più e rende impotenti quelli che ne sono affetti, perchè solo chi ha conoscenze adeguate riesce a valutare i comportamenti, i fatti e le circostanze.
Chi non vede non sa cosa perde: l’ignorante è cieco. Dare luce a chi non vede dovrebbe essere il compito principale delle istituzioni nazionali, regionali e locali e i giornali cartacei sono l’ultimo strumento che può accendere questa luce: il baluardo finale!