Giusto dire menzogne per giungere alla verità - QdS

Giusto dire menzogne per giungere alla verità

Carlo Alberto Tregua

Giusto dire menzogne per giungere alla verità

giovedì 22 Luglio 2021 - 00:00

Platone sosteneva che “è giusto dire menzogne per raggiungere la verità”. Si tratta di un concetto filosofico molto diffuso, ma che ai tempi nostri è stato stravolto e strumentalizzato.
Infatti, la gente mente normalmente, quasi senza farci caso, ritenendo che il prossimo sia credulone e non comprendendo che molto spesso si capisce chi sta mentendo.

La questione non è di poco conto, perché la menzogna ben detta appare come la verità, ma in effetti serve per ingannare il prossimo, per fargli fare cose che non sono di sua convenienza e che potrebbero, anzi, essergli dannose.

Il peggio accade quando a mentire è la classe dirigente, soprattutto quella politica, la quale per prima dovrebbe condurre i cittadini verso mete di loro interesse, nell’ambito di un interesse generale, che gli eletti dovrebbero perseguire sempre.
Purtroppo non è così. A parole (menzognere) dicono di essere altruisti; nei fatti sono egoisti.

In questa sorta di limbo ingannevole, rientra un comportamento apparentemente gentile che serve per conquistare la simpatia altrui e, con essa, il consenso. La verità è che si tratta di un ulteriore comportamento disdicevole per tornaconto personale.

Se si fosse veramente gentili si potrebbe conquistare il mondo, perché il sorriso è una forma di arma “letale”, smonta i comportamenti facinorosi e quelli aggressivi e determina un feeling con gli interlocutori che migliora la qualità della vita di tutti.

Per capire queste cose bisognerebbe che esse diventassero oggetto della conversazione fra persone civili, amici e non. La conversazione che è sparita e che invece dovrebbe tornare al centro della convivialità.
Ovviamente ci riferiamo ad una conversazione mediamente colta, che non si occupi dei soliti argomenti, per altro legittimi, come calcio, donne o uomini, vestiti, auto, tablet, Internet e via enumerando.

Quando si parla di queste cose, si parla del niente perché non arricchiscono la vita intellettuale e spirituale, bensì stimolano una sorta di bulimia per le cose materiali. La bulimia, come è noto, è una sorta di fame insaziabile che non viene mai soddisfatta.
In fondo, si tratta di una sorta di Truman Show in cui il protagonista vive una vita finta in un ambiente finto e solo alla fine, squarciando il telo, rientra nella realtà. Ecco, parlare di cose materiali continuamente è proprio come vivere in una sorta di Truman Show, che è il mondo del finto e del vuoto.

C’è un modo per combatterlo? Sicuramente, lo scriviamo da decenni: acquisire conoscenza leggendo molto ed incentrando la conversazione su grandi problemi, sempre esistiti, quelli che affronta la gente non solo guardandosi l’ombelico, ma allungando lo sguardo oltre l’orizzonte.
Parlare mentendo è un modo, come si scriveva prima, di cercare la notorietà, ma non la verità. Invece ognuno di noi dovrebbe sempre tentare, nei propri limiti, di raggiungere ciò che è vero.
Qualcuno obietterà che la verità in assoluto non esiste. Confermiamo, perché essa è conseguenza delle nostre capacità di apprendere e di valutare.

E qui ritorniamo al punto di partenza e cioè: è giusto dire menzogne per raggiungere la verità? Qualche volta sì, quando siamo in presenza, per esempio, di un malato grave o quando vogliamo incoraggiare qualcuno o ancora quando cerchiamo di infondere ottimismo. Tutto ciò, naturalmente “cum grano salis”, cioé con buonsenso. Oppure, non dire nulla quando la verità potrebbe colpire o fare male, astenendosene.

La materia che trattiamo è delicata, ognuno può fare le proprie valutazioni, da cui discendono i relativi comportamenti. Però la questione si deve porre sempre all’insegna del principio che non bisogna mai danneggiare gli altri. Scegliere di dire una verità, una mezza verità, una bugia o astenersi è una scelta da effettuarsi caso per caso in relazione all’intenzione che si ha, come sempre, di rispettare il prossimo.

Vi è una nota: il bugiardo (cattivo) deve avere un’ottima memoria. Diversamente, come è noto, “le bugie hanno le gambe corte”. Prima o dopo si tradirà. Per cui neanche gli conviene essere bugiardo.

0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta

Registrazione n. 552 del 18-9-1980 Tribunale di Catania
Iscrizione al R.O.C. n. 6590


Ediservice s.r.l. 95126 Catania - Via Principe Nicola, 22

P.IVA: 01153210875 - Cciaa Catania n. 01153210875


SERVIZIO ABBONAMENTI:
servizioabbonamenti@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/372217

DIREZIONE VENDITE - Pubblicità locale, regionale e nazionale:
direzionevendite@quotidianodisicilia.it
Tel. 095/388268-095/383691 - Fax 095/7221147

AMMINISTRAZIONE, CLIENTI E FORNITORI
amministrazione@quotidianodisicilia.it
PEC: ediservicesrl@legalmail.it
Tel. 095/7222550- Fax 095/7374001

Direttore responsabile: Carlo Alberto Tregua direttore@quotidianodisicilia.it

Raffaella Tregua (vicedirettore)
vicedirettore@quotidianodisicilia.it

Dario Raffaele (redattore)
draffaele@quotidianodisicilia.it

Carmelo Lazzaro Danzuso (redattore)
clazzaro@quotidianodisicilia.it

Patrizia Penna (redattore)
ppenna@quotidianodisicilia.it

Antonio Leo (redattore)
aleo@quotidianodisicilia.it

redazione@quotidianodisicilia.it

Telefono 095.372684