Enna, effetti della prima e seconda ondata a confronto - QdS

Enna, effetti della prima e seconda ondata a confronto

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Enna, effetti della prima e seconda ondata a confronto

sabato 05 Dicembre 2020 - 00:00

L’Azienda sanitaria provinciale che ha messo a confronto marzo-maggio e le ultime settimane. “Migliorate le capacità diagnostiche, la risposta del sistema sanitario e la difesa dei più fragili”

ENNA – Quale ondata è stata più virulenta e contagiosa? È questa la risposta cui ha cercato di dare risposta l’Azienda sanitaria provinciale, che ha diffuso un apposito report che ha messo a paragone i casi registrati sul territorio nei mesi di marzo, aprile e maggio scorsi con quelli relativi alle ultime settimane.

“Rispetto a marzo – hanno sottolineato i vertici sanitari – quando non si conosceva il virus e la pandemia ha colto tutti impreparati, abbiamo imparato quali sono le caratteristiche di Sars-Cov-2, in che modo si diffonde e come prevenire il contagio, ponendo l’attenzione soprattutto sulla prevalente presenza di soggetti asintomatici ma che possono egualmente trasmettere il virus. Nella prima ondata il sistema era palesemente non pronto (sia in Italia che nel resto del mondo), quindi la quota di malati non identificati da screening e tracciamenti è via via aumentata”.

Maria Grazia D’Agati, dirigente medico della Direzione medica del presidio Umberto I di Enna, ha messo a confronto alcuni indicatori riferiti al periodo marzo-maggio e quanto emerso nell’arco dell’intero mese di novembre 2020. Per quanto riguarda il numero di ricoveri, si osserva un aumento pari al 36,5%: nel mese di novembre sono stati 157 a fronte dei 115 della prima ondata (marzo-maggio); la degenza media tuttavia si abbassa considerevolmente passando da 27 giorni a 12 giorni nel mese di novembre. Attualmente i posti letto attivati disponibili sono 119 a fronte di 170 attivati nella prima ondata. Un ulteriore dato che spicca è la percentuale dei decessi sui ricoverati: si passa dal 25,2%, registrato nel periodo marzo-maggio, al 12,1%, tenendo conto, tuttavia, che il secondo dato è calcolato solo su novembre, mese di inizio attività dei reparti Covid presso l’Asp Enna.

Più alta l’età media dei ricoverati, passata da 63 anni agli attuali 69, mentre è invariata l’età media al decesso che risulta essere di 77 anni. Altro dato emerso nell’arco del mese di novembre è l’aumento della percentuale dei ricoveri provenienti da fuori provincia: il 13% dei ricoverati non è residente nella provincia di Enna a fronte del 10,5% registrato nella prima ondata.

“Sono migliorate – ha spiegato D’Agati – le capacità diagnostiche dei medici, la risposta del sistema sanitario, la protezione verso le categorie più fragili”.

“Rispetto alla prima ondata – ha aggiunto Angela Maria Montalbano, direttore medico degli ospedali Umberto I, Michele Chiello di Piazza Armerina e Ferro Branciforti Capra di Leonforte – nella fase attuale, tutto il sistema ha mantenuto la sua fisiologica organizzazione, continuando a garantire le attività sanitarie di tutte le altre specialità, le sedute operatorie, le prestazioni ambulatoriali, senza subire né contraccolpi né interruzioni. A tale scopo, per fronteggiare in maniera efficace l’attuale fase della pandemia è stata ulteriormente ampliata la dotazione organica. Infatti, ai reparti Covid sono stati assegnati sia medici che personale di comparto già presenti in Azienda, che continuano a espletare il proprio servizio con abnegazione, sia giovani medici, infermieri e Oss assunti con contratti flessibili”.

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