CATANIA – L’anno nuovo è da poco iniziato e anche dentro le scuole c’è un’aria frizzante, piena di buoni propositi – e nuove sfide – verso il futuro. Un esempio di questo clima nel mondo della formazione è l’Istituto superiore De Felice Giuffrida-Olivetti di Catania. Ne abbiamo parlato con la dirigente scolastica, Anna De Francesco.
Un 2026 che pone nuove sfide nel campo dell’istruzione. Come si sta preparando il De Felice-Olivetti?
“Il 2026 rappresenta per il mondo dell’istruzione non solo una sfida, ma soprattutto un’opportunità. Al De Felice-Olivetti ci stiamo preparando puntando su tre direttrici fondamentali: innovazione didattica, connessione con il mondo del lavoro e centralità dello studente. Grazie ai fondi Pnrr, abbiamo investito in ambienti di apprendimento innovativi che consentono una didattica laboratoriale, collaborativa e digitale, trasversale a tutti gli indirizzi. Parallelamente, stiamo rafforzando i percorsi di Formazione Scuola Lavoro, di apprendistato e i rapporti con le imprese del territorio, affinché le competenze trasmesse siano realmente spendibili nel futuro professionale dei nostri studenti. Già dal prossimo anno scolastico, infatti, l’offerta formativa si arricchirà di nuovi percorsi quadriennali, pensati per rispondere in modo concreto alle trasformazioni del mercato del lavoro e alle nuove competenze richieste: Turismo, indirizzo Agrifood e Sostenibilità, Afm; indirizzo Sostenibilità, Sia-curvatura Big Data, giunto al suo terzo anno di attivazione e Servizi Commerciali; indirizzo Esperto e-commerce e web community. Percorsi che rendono ancora più strategici e necessari i rapporti strutturati con gli Its Academy, veri ponti tra istruzione secondaria, formazione terziaria professionalizzante e mondo produttivo. Il nostro obiettivo resta quello di formare giovani competenti, flessibili e consapevoli, capaci di affrontare un contesto in rapido cambiamento e di cogliere le opportunità offerte da un sistema formativo sempre più integrato e orientato al futuro”.
Questi primi mesi di anno scolastico sono stati pieni, anche dal punto di vista delle iniziative che avete messo in campo: quali sono state e come sono andate?
“Questi primi mesi dell’anno scolastico sono stati estremamente intensi e, soprattutto, molto significativi dal punto di vista educativo. Abbiamo messo in campo un’ampia gamma di iniziative coerenti con il Piano didattico d’istituto e con il percorso di educazione civica, con l’obiettivo di formare studenti consapevoli, competenti e aperti al mondo. Sul fronte dell’educazione alla legalità abbiamo promosso incontri di grande valore culturale e civile, come ‘Giustizia e umanità – Liberi di scegliere’ del progetto Biesse, gli interventi della Guardia di Finanza sull’educazione alla legalità economica e alla prevenzione dell’evasione fiscale e gli incontri con la Polizia postale sui pericoli del web. Particolarmente sentiti anche i momenti di riflessione sulla cultura del rispetto, come l’incontro promosso dall’Ande in occasione del 25 novembre. Grande attenzione è stata riservata all’educazione alla salute e al benessere, con progetti dedicati alla prevenzione delle dipendenze, alla promozione della solidarietà e della donazione del sangue, fino alle attività sportive, come il campionato di calcio a 7, che rafforzano il senso di appartenenza e il benessere psicofisico degli studenti. Dal punto di vista dell’orientamento e del rapporto con il mondo del lavoro, abbiamo partecipato a eventi di rilievo come Orienta Sicilia – Aster, organizzato incontri con gli Its, aderito a progetti di formazione scuola-lavoro e Stem come Skills e Crescere green – RepowerEu, e offerto esperienze culturali e formative attraverso spettacoli teatrali e conferenze tematiche. Un ruolo centrale lo hanno avuto anche le curvature di Turismo sostenibile, con attività dedicate al turismo di valore, all’enogastronomia, ai cammini geostorici di Sicilia e alle opportunità professionali del settore, che hanno coinvolto attivamente le classi e qualificati esperti del mondo accademico e professionale. Infine, l’apertura europea della nostra scuola si è concretizzata non solo attraverso le mobilità Erasmus+ Pnrr rivolte agli studenti, con destinazioni come Amiens–Paris e Alicante, ma anche grazie al coinvolgimento dei docenti e del personale Ata, che sin dall’avvio dell’anno scolastico hanno partecipato a percorsi di formazione all’estero. Un investimento strategico sulla crescita professionale di tutta la comunità educante, nella convinzione che l’innovazione e la qualità della scuola passino innanzitutto dalla formazione continua di chi ogni giorno opera al suo interno. In questo quadro di valorizzazione del merito e dell’impegno, il 19 dicembre si è svolta la premiazione degli studenti vincitori della borsa di studio di 500 euro, offerta da Confcommercio Cultura Catania. Un momento particolarmente significativo che ha voluto riconoscere il talento, la dedizione allo studio e il valore delle competenze maturate nel percorso scolastico”.
Gli studenti del De Felice Olivetti vivono una realtà che li mette in contatto con il territorio, un ponte tra formazione e lavoro. Quali sono, in questo contesto, i piani didattici che avete intenzione di continuare nel 2026?
“Il De Felice Giuffrida-Olivetti, articolato in un indirizzo tecnico e in un indirizzo professionale, ha nel rapporto con il territorio e con il mondo produttivo uno dei suoi pilastri fondamentali. Per questo, anche nel 2026, intendiamo consolidare e rafforzare tutti quei piani didattici che rappresentano un vero ponte tra formazione e lavoro. Continueranno e saranno ulteriormente potenziati i protocolli di intesa con le aziende, gli enti e le realtà professionalizzanti del territorio, che ci consentono di offrire agli studenti attività informative, ma soprattutto formative: percorsi di Formazione Scuola Lavoro, apprendistato, conferenze, seminari e testimonianze dirette di professionisti. L’obiettivo è permettere ai ragazzi di conoscere il mondo del lavoro in modo concreto, guidato e coerente con i loro percorsi di studio. Accanto alla dimensione locale, riteniamo imprescindibile quella internazionale. La conoscenza del mondo lavorativo non può più fermarsi ai confini del territorio: per questo continueremo a incentivare la partecipazione degli studenti alle esperienze di Formazione Scuola Lavoro all’estero, attraverso programmi europei e collaborazioni internazionali. Queste esperienze rappresentano un valore aggiunto straordinario in termini di competenze professionali, linguistiche e trasversali. Il nostro impegno per il 2026 è chiaro: offrire percorsi didattici sempre più integrati, flessibili e orientati al futuro, capaci di accompagnare gli studenti verso scelte consapevoli e di renderli protagonisti attivi del proprio progetto di vita e di lavoro”.
Un tema caldo dell’autunno è stata la discussione sull’educazione all’affettività e il contrasto alla violenza di genere. Voi come avete affrontato la questione?
“Per il nostro Istituto il tema dell’educazione all’affettività e del contrasto a ogni forma di violenza, in particolare quella di genere, non è legato all’attualità del momento, ma rappresenta una costante imprescindibile del percorso di educazione civica e di promozione della legalità. Abbiamo scelto di affrontare questo tema con serietà, continuità e competenza, valorizzando il lavoro dei nostri docenti e la collaborazione con il territorio. In particolare, la professoressa Maria Tripoli, referente dei progetti contro la violenza di genere, è fortemente impegnata nella realizzazione di seminari, incontri formativi e laboratori creativi, sviluppati in sinergia con associazioni qualificate come il Lions club Catania Etna. Si tratta di attività che favoriscono la riflessione, il dialogo e la consapevolezza emotiva, coinvolgendo attivamente gli studenti. Accanto a questo, la professoressa Siracusa ha avviato un significativo progetto di Service learning nell’ambito dell’educazione all’affettività, che unisce apprendimento e impegno sociale. Gli studenti sono chiamati non solo a riflettere sui temi delle relazioni, del rispetto e dell’empatia, ma anche a tradurre questi valori in azioni concrete, diventando protagonisti di un percorso di crescita personale e civica. Il nostro approccio è educativo, non ideologico: crediamo che la scuola debba offrire strumenti di comprensione, ascolto e rispetto, creando spazi sicuri di confronto. Per questo motivo l’istituto partecipa attivamente al progetto della rete ‘Scuole regionali dialogiche – Dialogando’. Lo scopo della rete è quello di evitare che la didattica diventi troppo incentrata sulla digitalizzazione a discapito dei rapporti interpersonali. L’alunna o l’alunno, come persona, il rapporto con le famiglie, sono al centro di questo progetto di dialogo e condivisione dell’azione didattico-educativa”.
Riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio Unesco. Voi siete attivi dal punto di vista dell’enogastronomia. Un suo commento e quali idee di rilancio per le vostre attività?
“Il riconoscimento della cucina italiana come Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco rappresenta un risultato di straordinaria importanza non solo sul piano culturale, ma anche educativo, economico e turistico. È il riconoscimento di un patrimonio che unisce storia, identità, territorio e saper fare, e che per noi costituisce un ambito formativo strategico. Il nostro istituto è attivo da tempo sul fronte dell’enogastronomia, in particolare all’interno dell’indirizzo Turismo. A partire dall’anno scolastico 2022-2023 abbiamo introdotto le curvature di Turismo sostenibile e Management alberghiero, all’interno delle quali vengono sviluppati in modo strutturato temi legati all’enogastronomia, alla filiera agroalimentare, alla valorizzazione delle produzioni locali e alla promozione del territorio. Dal 2023-2024, inoltre, il terzo anno dell’indirizzo Turismo-Esabac è interessato da una specifica curvatura Enogastronomica, che consente agli studenti di acquisire competenze ancora più mirate, con uno sguardo internazionale e comparato, coerente con il profilo europeo del percorso. Un’esperienza ormai consolidata e molto significativa è rappresentata dalle quattro edizioni di ‘De Felice meets wine makers’, organizzate dal professor Danilo Trapanotto, docente del nostro Istituto e presidente dell’Onav. Questi incontri hanno permesso agli studenti di confrontarsi direttamente con produttori, esperti e professionisti del settore vitivinicolo, valorizzando il vino non solo come prodotto, ma come espressione culturale e identitaria del territorio. In termini di rilancio, intendiamo rafforzare ulteriormente queste attività, ampliando le collaborazioni con cantine, consorzi, ristoratori e realtà del turismo enogastronomico, sviluppando laboratori esperienziali, eventi aperti al territorio e percorsi di formazione scuola-lavoro. L’obiettivo è formare figure professionali capaci di coniugare competenze tecniche, sostenibilità e capacità di narrazione del patrimonio enogastronomico italiano, rendendo i nostri studenti veri ambasciatori del Made in Italy nel mondo”.

