ROMA – Il tasso di grave deprivazione materiale e sociale tra i giovani (di età compresa tra 15 e 29 anni) nel 2025 nell’Unione europea era del 5,8%, la stessa percentuale del 2024. Il tasso è stato leggermente inferiore rispetto alla popolazione totale (6,3%), così come certificato da Eurostat.
Italia sotto la media Ue, ma lontana dai Paesi più virtuosi
Le percentuali più elevate di giovani che hanno subito gravi privazioni materiali e sociali sono state registrate in Romania (15,1%), Grecia (14,7%) e Bulgaria (14%). Per contro, il tasso è stato inferiore al 3% in dieci Paesi dell’Ue: Croazia, Slovenia, Polonia, Cechia, Estonia, Cipro, Austria, Paesi Bassi, Lussemburgo e Portogallo. L’Italia ha fatto segnare il 4,4%, dato che ci colloca sotto la media dell’Ue ma distanti dai Paesi più virtuosi. La Croazia e la Slovenia, per esempio, hanno una percentuale pari appena allo 0,8%, la Polonia 1,5%.
Cos’è la grave deprivazione materiale e sociale secondo Eurostat
“Il tasso di grave deprivazione materiale e sociale – hanno spiegato dall’Eurostat – integra l’indicatore di povertà relativa basato sul reddito, cogliendo aspetti non monetari quali la possibilità di mantenere l’abitazione adeguatamente riscaldata, di far fronte a spese impreviste e di partecipare regolarmente ad attività ricreative. Si tratta di una misura assoluta della povertà che riflette le differenze negli standard di vita tra i Paesi dell’Ue”.
Povertà di reddito e deprivazione materiale: due fenomeni diversi
Paesi come Finlandia, Danimarca, Lussemburgo, Svezia e Paesi Bassi hanno registrato tassi di rischio di povertà relativamente elevati, ma bassi tassi di grave deprivazione materiale. Ciò indica che, sebbene una quota maggiore di giovani avesse un reddito inferiore alla soglia di povertà nazionale, un numero minore di essi ha vissuto una condizione di grave disagio materiale. Tale confronto dimostra che la povertà di reddito e la deprivazione materiale riflettono dimensioni diverse delle condizioni di vita, spiega il report. La quota di giovani con un tasso di grave deprivazione materiale e sociale è risultata inferiore a quella della popolazione totale in quasi tutti i Paesi dell’Ue; hanno fatto eccezione Danimarca, Svezia e Malta, sebbene con differenze contenute.
Rischio di povertà ed esclusione sociale: il dato dell’Italia
Esaminando il tasso complessivo a rischio di povertà o di esclusione sociale (Arope) per i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni nel 2025 scopriamo che era del 24,2% nell’Unione europea e in Italia del 25,1% e che in Ue si registravano 3,3 punti percentuali in più rispetto al tasso della popolazione totale (20,9%).
Considerando le specifiche componenti Arope, i giovani presentavano un tasso di rischio di povertà superiore di 3,3 punti percentuali rispetto alla popolazione generale (19,6% rispetto al 16,3% della popolazione totale). Al contrario, la percentuale di coloro che vivono in famiglie con un’intensità di lavoro molto bassa era solo 0,3 punti percentuali più alta tra i giovani (8,2% rispetto al 7,9% della popolazione totale).
Famiglie a bassa intensità di lavoro: l’Italia sopra la media Ue
Un’altra componente del tasso di rischio di povertà o esclusione sociale è costituita dalla quota di persone che vivono in famiglie a bassissima intensità di lavoro. Tale indicatore riguarda le famiglie in cui gli adulti hanno lavorato poco o per nulla durante la maggior parte dell’anno precedente, una condizione spesso associata a un’esclusione di lunga durata dal mercato del lavoro. Nel 2025, nell’Ue, 5,7 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 29 anni vivevano in famiglie a bassissima intensità di lavoro, pari all’8,2% della popolazione di tale fascia d’età. Tra i Paesi dell’Ue, la Finlandia (14,8%), la Danimarca (14,3%), la Germania (10,9%), la Lituania (10,8%) e il Belgio (10,2%) hanno registrato le quote più elevate di persone tra i 15 e i 29 anni residenti in tali famiglie. Le quote più basse sono state rilevate in Slovenia (3,0%), Polonia e Croazia (entrambe al 3,3%) e Cipro (3,4%). L’Italia registra l’8,6%, poco al di sopra della media Ue.

