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Guadagnarsi la libertà con i propri mezzi

Il bene supremo di una persona è la libertà. Ovviamente una libertà che trova limiti in quelle altrui e della collettività.
Tutti la cercano, ma non molti ci mettono le proprie capacità per raggiungerla. Viene invocata ad alta voce, perché è apprezzata, ma non sempre chi lo fa adotta conseguenti comportamenti.
Per essere liberi in senso lato, bisogna liberarsi innanzitutto dai bisogni materiali, cioè ottenere quanto occorre.
Non ci riferiamo ai bulimici che cercano sempre nuove risorse per soddisfare appetiti ammalati, illogici e squilibrati.
L’insaziabilità dei bisogni materiali spinge a fare di più, ma non nel senso costruttivo, bensì in quello egoistico, proprio per soddisfare tale insaziabilità.
La libertà si conquista procacciando il cibo ogni giorno, cioè lavorando operosamente, fattivamente e produttivamente, in modo da raggiungere i necessari risultati.

Il pane è dietro i rovi. Significa che comporta sacrifici, sudore, rinunzie, anche perché prima di lavorare bisogna acquisire competenze, imparando.
Una volta le famiglie mandavano i loro figli dai mastri artigiani perché insegnassero loro il mestiere, e li pagavano pure. Da sempre vi è stata la necessità di imparare professioni, quelle vere, quelle che producono risultati.
In questo campo hanno dato poco contributo università e scuole, in cui non si insegnano competenze, bensì nozioni e informazioni, senza collegamenti e quindi non utili a lavorare e a saper lavorare.
Ed ecco che nello scenario nazionale si verifica una discrasia: vi sono due milioni di disoccupati e vi è un milione di posti di lavoro che non trovano occupati perché non in possesso di adeguate competenze.
Da questo si deduce la gravissima responsabilità delle istituzioni nazionali e locali: avere fatto retrocedere la popolazione sul piano culturale e delle competenze, rendendola poco competitiva con le popolazioni di altri paesi.
Solo ribaltando questa situazione si può pensare ad una risalita, senza la quale l’Italia retrocederà sempre di più.
I genitori o i parenti che non insegnano a figli e nipoti il principio secondo il quale ogni persona deve essere autosufficiente, non solo non li aiutano, ma li danneggiano, perché i ragazzi assumono la mentalità del mendicante: chiedere qualcosa che non si è meritata; secondo, pensare che quello che chiedono gli sia dovuto da qualcuno: la famiglia, i parenti, lo Stato. Non è così.
Invece, da piccoli i ragazzi debbono essere educati a un bilanciamento fra dovere e diritto: prima il dovere e poi il diritto.
Un grande magistrato, ucciso dalla mafia, Paolo Borsellino, si chiedeva sempre quando riceveva ogni mese lo stipendio: me lo sono meritato?
Ecco il punto: il merito. Ognuno di noi dovrebbe fare continuamente l’esame di coscienza per sapere se ciò che ha ricevuto dai terzi o dai parenti se lo è meritato. Come? Profondendo tutte le proprie energie nello studio e, contestualmente, facendo esperienze con l’abbinamento al lavoro.

La Germania, con la riforma del lavoro di Helmut Schroeder degli anni Duemila, ha imboccato la strada della collaborazione fra giovani scolari e mondo produttivo. In quel paese i giovani trascorrono due/tre mesi per anno dentro le aziende. Non ci vanno per fare visite. Così imparano un po’ di organizzazione, cominciano ad apprendere cos’è l’efficienza e quindi educano la propria mente, in modo da essere pronti alla fine del loro ciclo di studi ad entrare nel mondo del lavoro.
Il guaio del nostro Paese è la Scuola scadente per la scarsa qualità degli insegnanti, fra cui per fortuna ve ne sono tantissimi molto bravi e ligi al dovere, pur sapendo che il loro stipendio è uguale a quello dei loro colleghi sfaticati ed incompetenti.
Non è un alibi avere colleghi sfaticati e incompetenti: ognuno risponde alla propria coscienza e opera bene anche quando altri operano male.
Guadagnarsi la libertà: non è facile, ma si deve con grande volontà e non badando ai sacrifici che occorrono. Ogni soldo che si riceve, come diceva Borsellino, si deve meritare da qualunque parte e da chiunque provenga. Se un genitore dà soldi ad un figlio immeritevole, lo avvelena, altro che aiutarlo!