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Guerra in Iran, da Palazzo Chigi: “Nessuna trattativa con Teheran su Hormuz”

Guerra in Iran, da Palazzo Chigi: “Nessuna trattativa con Teheran su Hormuz”
Foto Adnkronos

La risposta della Presidenza del Consiglio dei ministri alla notizia riportata da alcuni media internazionali secondo cui alcuni Paesi europei, tra cui Italia e Francia, avrebbero avviato colloqui col regime nel tentativo di negoziare un accordo per il libero passaggio delle navi attraverso il canale

La Presidenza del Consiglio dei ministri “smentisce l’apertura di negoziati bilaterali o trattative dirette con l’Iran per garantire il passaggio delle navi italiane attraverso lo Stretto di Hormuz”. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi in merito a quanto riportato oggi da alcuni giornali stranieri.

“Nessun negoziato sottobanco con Teheran”

Non è in corso “nessun negoziato sottobanco” con l’Iran per garantire il passaggio ad Hormuz di navi o petroliere italiane. È quanto si apprende da fonti che commentano la notizia riportata dal Financial Times, secondo cui alcuni Paesi europei, tra cui la Francia e l’Italia, avrebbero avviato colloqui con Teheran nel tentativo di negoziare un accordo che garantisca il libero passaggio delle loro navi attraverso lo Stretto di Hormuz.

Le fonti spiegano di voler valutare meglio l’articolo e di verificare se, nella stesura dell’articolo, qualcosa possa essere stato interpretato in modo non corretto. Palazzo Chigi e Farnesina, aggiungono, confermano che nei loro contatti diplomatici i leader italiani vogliono favorire le condizioni per una de-escalation militare generale, ma non esiste nessun “negoziato sottobanco” che punti a preservare soltanto alcuni mercantili rispetto ad altri.

Ue verso sanzioni a tutela libertà di navigazione

Intanto l’Unione Europea potrebbe adottare un regime di sanzioni per colpire chi ostacola la libertà di navigazione, come sta facendo l’Iran nello stretto di Hormuz, dopo l’attacco israelo-americano, si apprende da una fonte diplomatica europea, in vista del Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo.

Essendo l’Europa relativamente povera di materie prime ed esportando in gran parte del mondo, il benessere delle sue economie “dipende dalla libertà di navigazione”, ricorda. Il blocco dello stretto di Hormuz, che unisce il Golfo Persico e il Mar Arabico, ha già fatto schizzare il barile di petrolio oltre i 100 dollari (il future sul Brent, il greggio di riferimento europeo, quota a 100,5 dollari al barile poco prima delle 11,30) e il gas naturale, colpendo al cuore l’economia europea. Pertanto, lunedì prossimo almeno un Paese membro proporrà ai partner Ue di “iniziare a lavorare” per istituire un regime sanzionato.

Media: “Pentagono valuta invio ulteriori navi per scorta nello Stretto”

Nel frattempo il Pentagono starebbe valutando l’invio di ulteriori navi da guerra in Medio Oriente per prepararsi a scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, mentre l’Iran prosegue – e intensifica – gli attacchi nella strategica via marittima. Lo riferiscono al Wall Street Journal due funzionari statunitensi, secondo cui l’obiettivo sarebbe garantire la sicurezza del traffico energetico nella zona.

Secondo le stesse fonti, tuttavia, le forze statunitensi non avvieranno le operazioni di scorta finché non sarà ridotta la minaccia iraniana. Il processo potrebbe richiedere fino a un mese o più, mentre continuano i raid militari americani contro gli arsenali di missili e droni di Teheran.

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