La guerra in Iran e la conseguente situazione drammatica nel Medio Oriente che si evolve di ora in ora mette a rischio tanti eventi e le dinamiche del conflitto creano incertezza in una vasta area. Anche il circus della Formula 1 è coinvolto. E con lui di riflesso la Formula 2 dove corre anche il marinese Gabriele Minì e anche la F3.
Il campionato mondiale della massima serie scatterà nel weekend in Australia e da lì arrivano rassicurazioni così come per i Gp di Cina e Giappone che non sono a rischio, ma gli appuntamenti successivi in Bahrain e Arabia Saudita nei fine settimana del 12 e 18 aprile prossimi, quarta e quinta prova in calendario, sono seriamente in dubbio. Chiamarli effetti collaterali del conflitto sarebbe riduttivo.
A meno di un miracolo e di uno stop alle armi che attualmente appare una previsione quanto mai ottimistica. Le notizie fino a oggi non sono delle migliori dal punto di vista bellico e continuano ad essere chiusi (anche perché oggetto di attacchi) aeroporti e il blocco dello stretto di Hormuz chiudono, di fatto, le porte in faccia senza dimenticare l’aspetto primario della sicurezza delle vite umane.
Le alternative
Non c’è nulla di ufficiale ma si parla già di una sostituzione – in corsa – dei due appuntamenti sopracitati che previsti in due Paesi che sono stati attaccati dall’Iran come risposta ai raid congiunti avviati da Israele e Stati Uniti tra venerdì e sabato scorsi. Missili e droni sono stati sganciati e partiti dalla repubblica islamica.
Questo per scongiurare ingenti danni economici alle scuderie. La Fia starebbe lavorando ad una soluzione che potrebbe coinvolgere piste europee. Il tutto nella speranza che la crisi nel Golfo Persico si risolva in tempi medi perché in caso contrario anche la parte finale della stagione in Formula 1 sarebbe a rischio: il calendario delle 24 prove del campionato iridato prevede due Gp in Qatar e Abudabi il 29 novembre e il 6 dicembre.
Ipotesi Imola tra le possibili soluzioni
La situazione, quindi, in evoluzione ma gli organizzatori stanno temporeggiando per capire cosa effettivamente fare. Ci sono valutazioni in corso e due settimane prima di attuare il piano B. Molte scuderie hanno lasciato gran parte dei loro materiali impegnati nei test ufficiali sul circuito di Sakhir, in Bahrain dello scorso mese.
Rimanere oltre un mese senza gare sarebbe un duro colpo economico per le 11 scuderie di Formula 1. Si potrebbe, dunque, ovviare con un esordio anticipato nel Vecchio Continente. Secondo il calendario attuale, il primo Gp in Europa è l’iconico Gp di Monaco. A questo punto potrebbero tornare utili allo scopo il circuito Dino ed Enzo Ferrari di Imola che tornerebbe dopo un anno di assenza (vinse Max Verstappen) e quello dell’Algarve a Portimao in Portogallo che è assente dal circus dal 2021 ma che tornerà ufficialmente nel 2027.
Fia e Liberty Media, la società che da una decina di anni è proprietaria e detentrice della competizione Formula 1, stanno lavorando a tal proposito.
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