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Guerra Iran, le ultime news in diretta | In Pakistan al via i negoziati. Il ministro degli Esteri accoglie Vance: “Impegniamoci in modo costruttivo”

Guerra Iran, le ultime news in diretta | In Pakistan al via i negoziati. Il ministro degli Esteri accoglie Vance: “Impegniamoci in modo costruttivo”
Foto di Trump da Adnkronos

Gli aggiornamenti sul conflitto

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 11 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime notizie dell’11 aprile 2026 in diretta

Guerra in Iran – sabato 11 aprile 2026 -, LIVE sul QdS
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 11 aprile 2026.
Inizio diretta: 11/04/26 07:00
Fine diretta: 12/04/26 00:00
Netanyahu: "Se non avessimo attaccato due volte, avrebbe l'arma nucleare"

Israele ha deciso di entrare in guerra con l’Iran a febbraio perché il paese “era molto vicino a dotarsi di un’arma nucleare” e ad acquisire la capacità di produrre migliaia di missili. A dichiaralo è stato il premier israeliano Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video.

Se Israele non avesse attaccato l’Iran due volte nell’ultimo anno, ha affermato, la Repubblica Islamica “avrebbe già avuto un’arma nucleare”. Il premier ha affermato che il suo paese era in possesso di informazioni di intelligence lo scorso anno secondo cui l’Iran si stava preparando a trasformare il suo uranio arricchito in un’arma nucleare. “Nel momento stesso in cui abbiamo ricevuto queste informazioni, siamo entrati in azione”.

“Solo pochi mesi più tardi sono arrivate nuove informazioni di intelligence secondo cui l’Iran voleva espandere i suoi progetti missilistici e nucleari e nasconderli in profondità nel sottosuolo”, ha proseguito per poi annunciare che Israele ha ucciso otto scienziati che si occupavano di armamento nucleare nell’ambito dell”Operazione Leone Ruggente’, ha distrutto il reattore ad acqua pesante di Arak e le linee di produzione di centrifughe e di uranio iraniane. “Siamo riusciti a distruggere il suo programma nucleare, a distruggere il suo programma missilistico”, ha concluso, secondo quanto riporta il Times of Israel.

Netanyahu: "Campagna contro Teheran non conclusa ma ottenuto risultati storici"

La campagna contro l’Iran “non è finita”. A dichiararlo, in un messaggio video è stato il premier israeliano. “Ma possiamo già dirlo chiaramente: abbiamo ottenuto risultati storici”, ha aggiunto, secondo quanto riporta il Times of Israel.

“Li abbiamo colpiti, ma abbiamo ancora molto da fare”, ha affermato ancora. Il premier israeliano ha quindi aggiunto di aver dedicato gran parte della sua vita a garantire che l’Iran non ottenesse un’arma nucleare, approvando operazioni segrete per ritardarne la realizzazione e denunciando al mondo il pericolo. “Ma il mondo non ha voluto ascoltare”, ha dichiarato. Israele “ha infranto la barriera della paura” colpendo l’Iran lo scorso giugno, ha poi affermato.

Fonti Casa Bianca: "Negoziati trilaterali con Iran e Pakistan ancora in corso"

I negoziati trilaterali tra le delegazioni di Usa e Iran con la mediazione del Pakistan “sono in corso”. Lo riferisce un alto funzionario della Casa Bianca a Islamabad, dove è notte. La dichiarazione arriva dopo che media iraniani hanno riportato che si sono svolti due round di negoziati e che si aspetta un terzo.

Trump: "Abbiamo sistemi sminamento migliori al mondo, Hormuz presto libero"

“Abbiamo il migliore, il più sofisticato equipaggiamento di sminamento del mondo, lo sappiamo, lo stiamo solo mettendo in posizione”. Così Donald Trump, intervistato da una giornalista di News Nation, ha espresso la convinzione che lo stretto di Hormuz sarà libero “in un futuro non troppo distante”, suggerendo anche che gli Stati Uniti sanno dove sono state piazzate dall’Iran le mine sottomarine nello stretto.

Il presidente ha comunque aggiunto che la chiusura di queste settimane ha fatto “vedere alle persone che vi sono alternative al passaggio dello stretto”.

Due cacciatorpedinieri Usa hanno attraversato Hormuz. Teheran smentisce

Sarebbero due cacciatorpedinieri lanciamissili le navi della Marina Usa che oggi hanno passato lo Stretto di Hormuz. Lo sostengono tre fonti citate dal Wall Street Journal. Si tratta del primo passaggio di navi da guerra americane dall’inizio del conflitto con l’Iran sei settimane fa.

Intanto, i media iraniani hanno negato che le navi americane abbiano attraversato lo Stretto, riferendo di un episodio in cui una nave sarebbe ritornata indietro dopo che le forze di Teheran avevano minacciato un attacco entro 30 minuti dall’attraversamento. Ma le fonti americane citate da Axios negano di aver ricevuto questo avvertimento.

Axios, navi della Marina statunitense hanno attraversato lo Stretto di Hormuz

Diverse navi della Marina degli Stati Uniti hanno attraversato oggi lo Stretto di Hormuz. A riferirne è il sito Axios, citando un funzionario statunitense. L’iniziativa non è stata coordinata con l’Iran, si legge sul sito che ricorda come sia la prima volta che navi della Marina statunitense attraversano lo stretto dall’inizio della guerra.

Trump: "Distrutte tutte le 28 navi posa mine di Teheran, avviamo ora processo sminamento Stretto"

Gli Stati Uniti stanno avviando ora il processo di sminamento dello Stretto di Hormuz a beneficio dei Paesi di tutto il mondo, inclusi Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia e molti altri, ha scritto Donald Trump in un post su Truth in cui rivendica anche la distruzione di tutte e 28 le navi posamine iraniane.

I Paesi elencati “non hanno incredibilmente il coraggio di fare questo lavoro da soli”, ha aggiunto il Presidente americano mentre a Islamabad sono iniziati i negoziati con l’Iran e la mediazione del Pakistan, con i primi colloqui trilaterali. Trump ha anche scritto che petroliere vuote di diversi Paesi “stanno tutte dirigendosi verso gli Stati Uniti per caricare”.

Teheran: "In contatto con Beirut per assicurarci rispetto cessate il fuoco su tutti i fronti"

Il ministero degli Esteri iraniano ha reso noto che il paese è in contatto con le autorità libanesi per assicurarsi che gli impegni relativi al cessate il fuoco siano rispettati su tutti i fronti. A riferirne è stato da Islamabad un portavoce citato dalla televisione statale: “Siamo in continuo contatto con Beirut per assicurarci che gli impegni sul cessate il fuoco siano rispettati su tutti i fronti” ha affermato il portavoce, secondo quanto riporta l’emittente libanese LBCI.

Aerei da guerra Pakistan atterrati in Arabia Saudita nel quadro di patto di difesa

Aerei da guerra e da supporto pachistani sono atterrati in Arabia saudita nel quadro del patto di difesa sottoscritto lo scorso anno per rafforzare il coordinamento militare fra i due Paesi e “elevare il livello di prontezza operativa” fra le loro forze militari.

Le forze pachistane sono arrivate alla base Re Abdulaziz nell’est dell’Arabia saudita, ha reso noto il ministero della difesa a Riad, in un tweet. L’Arabia saudita è stata colpita durante la guerra fra Stati Uniti e Israele e Iran.

Trump: "L'Iran è una nazione in fallimento, esistono alternative a Hormuz"

Il presidente americano Donald Trump ha definito l’Iran “una nazione in fallimento” e ha affermato che i colloqui tra le due parti sono già in corso. Interpellato da Newsnation sulla buona fede di Teheran nei negoziati, Trump ha dichiarato: “Ve lo farò sapere in un periodo di tempo molto breve, non ci vorrà molto”.

Il presidente ha inoltre sostenuto che lo Stretto di Hormuz tornerà operativo “in un futuro non troppo lontano”, aggiungendo che esistono “altre alternative” per le rotte energetiche globali. “Guardate i grandi mari del mondo: molte navi stanno andando verso gli Stati Uniti per caricare petrolio, ne abbiamo in abbondanza”, ha concluso.

Tasnim rilancia: "Ok Usa a sblocco beni all'estero, ma Teheran chiede garanzie"

L’Iran torna a rilanciare, questa volta tramite l’agenzia Tasnim vicina ai Guardiani della Rivoluzione, la notizia secondo cui gli Stati Uniti avrebbero accettato di sbloccare i fondi iraniani congelati all’estero. Teheran, da parte sua, continua tuttavia a chiedere garanzie concrete sull’effettiva attuazione della misura.

Secondo una fonte informata citata da Tasnim, Washington avrebbe dato il via libera dopo pressioni e negoziati, inviando anche un team tecnico a Islamabad per discutere gli aspetti finanziari. La delegazione iraniana intende però verificare la reale disponibilità americana, alla luce delle “ripetute inadempienze” del passato e degli ostacoli già incontrati nel trasferimento dei fondi bloccati. La notizia, emersa inizialmente da fonti iraniane di alto livello, era stata successivamente smentita da fonti statunitensi presso diversi media internazionali.

Fonti Usa a Cbs: "Nessun accordo sulle linee rosse di Teheran"

“Nessun accordo da parte degli Stati Uniti sulle’ linee rosse’ dell’Iran’. E’ quanto riferisce Cbs news citando una fonte Usa, dopo che i media iraniani hanno riportato che la delegazione di Teheran ad Islambad ha trasmesso ha già trasmesso lal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif le proprie proposte e le “linee rosse”, in particolare quattro condizioni considerate non negoziabili per un eventuale accordo nei colloqui con gli Stati Uniti. Tra le richieste avanzate figurano il mantenimento della sovranità sullo Stretto di Hormuz, il pieno risarcimento per i danni di guerra, lo sblocco senza condizioni degli asset iraniani congelati all’estero e un cessate il fuoco “duraturo e concreto” in tutta la regione.

Iran, ecco le linee guida per i negoziati

La delegazione dell’Iran ai colloqui odierni di Islamabad ha trasmesso le proprie richieste e le proprie “linee rosse” primo ministro pachistano Shehbaz Sharif nel corso della riunione di oggi. Lo ha riferito da Islamabad un giornalista della televisione di Stato iraniana, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters. Le “linee rosse” indicate da Teheran comprendono lo stretto di Hormuz, il pagamento di riparazioni di guerra, il rilascio degli asset iraniani congelati e un cessate il fuoco esteso all’intera regione.

Ufficio del premier Sharif annuncia: "Incontrato Vance e iniziati colloqui pace Islamabad"
Il premier pakistano Shehbaz Sharif ha incontrato a Islamabad il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance. Lo ha riferito l’ufficio del primo ministro, annunciando che sono “iniziati” i colloqui di pace per porre fine al conflitto in Medio Oriente.
“In occasione dell’avvio dei colloqui di Islamabad, il primo ministro del Pakistan ha incontrato Sua Eccellenza JD Vance”, si legge nella nota. Sharif ha inoltre ribadito che Islamabad è pronta a continuare a facilitare il dialogo tra le parti “per favorire progressi verso una pace sostenibile nella regione”. Lo riporta Adnkronos
Dagli Stati Uniti: "Lo Stretto di Hormuz non può essere riaperto da Teheran perché non riesce a localizzare mine"
L’Iran non sarebbe in grado di riaprire completamente lo Stretto di Hormuz perché non riesce a localizzare o rimuovere tutte le mine navali che avrebbe posizionato al suo interno. Lo riferisce il New York Times citando funzionari statunitensi.
Teheran – scrive il Times – avrebbe utilizzato piccole imbarcazioni per posare le mine, ma senza una mappatura precisa delle loro posizioni, rendendo difficile sia il tracciamento che la bonifica. Questa limitazione tecnica rischia di rappresentare un ostacolo anche nel contesto dei colloqui in corso a Islamabad tra le delegazioni di Teheran e Washington, nei quali la sicurezza della navigazione nello stretto è uno dei temi centrali. Lo riporta Adnkronos.
Da Tasnim: Teheran deciderà se incontrare o meno Usa soltanto dopo il colloquio con Sharif
I colloqui tra Iran e Stati Uniti a Islamabad dipendono dall’esito dell’incontro preliminare tra la delegazione iraniana e il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e potrebbero svolgersi più tardi nella giornata. Lo riferisce l’agenzia iraniana Tasnim, vicina ai Guardiani della Rivoluzione.
Secondo quanto riportato da Tasnim, la delegazione iraniana incontrerà Sharif alle 13 ora locale (le 10 in Italia) e solo dopo il colloquio verrà deciso se avviare effettivamente i negoziati con gli Stati Uniti. Teheran intende infatti valutare in questa fase preliminare il rispetto degli impegni assunti da Washington prima di procedere al dialogo. Tra le condizioni poste dall’Iran per l’avvio dei colloqui figurano lo sblocco dei beni iraniani e il cessate il fuoco in Libano, scrive l’agenzia. Lo riporta Adnkronos
Min.Esteri Pakistan Ishaq Dar accoglie Vance: "Impegniamoci in modo costruttivo"
Il ministro degli Esteri del Pakistan, Mohammad Ishaq Dar, ha accolto il vicepresidente statunitense al suo arrivo a Islamabad ed elogiato l’impegno di Washington nel perseguire una pace duratura a livello regionale e globale.
In una dichiarazione diffusa dal ministero degli Esteri, Dar ha espresso l’auspicio che Iran e Stati Uniti possano “impegnarsi in modo costruttivo”, ribadendo la volontà di Islamabad di continuare a facilitare le parti nel raggiungimento di una soluzione duratura e stabile al conflitto. Lo riporta Adnkronos.
USA, Trump sullo Stretto di Hormuz: "Lo apriremo con o senza Teheran"

Apriremo lo Stretto, con loro o senza di loro. E lo faremo presto. L’obiettivo numero 1 è impedire che l’Iran abbia armi nucleari”, dice Trump rispondendo ai media prima di volare in Virginia. Lo riporta Adnkronos.

Conflitto Iran-USA, le ultime news: cosa sta succedendo

Da oggi, sabato 11 aprile, partono in Pakistan i negoziati tra Usa e Iran. Si entra in una fase cruciale per il futuro del conflitto. Teheran ha fatto sapere che non parteciperà ai negoziati in Pakistan senza che venga rispettato un cessate il fuoco “su tutti i fronti”, compreso il Libano. Donald Trump minaccia nuovamente Iran: “Gli iraniani non sembrano rendersi conto di non avere alcuna carta da giocare. L’unico motivo per cui sono ancora in vita oggi è negoziare”.

Il vice presidente americano  Jd Vance è positivo sulla conclusione dei trattati: “Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile”.

“Se gli iraniani sono disposti a negoziare in buona fede e a tendere una mano, è un conto. Se invece cercheranno di prenderci in giro, scopriranno che la nostra delegazione non è poi così disponibile”.