Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di domenica 12 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 12 luglio 2026
Punti chiave
- Kuwait: attaccati dall'Iran 3 posti di frontiera e piattaforma petrolifera
- Media: "Servizi occidentali, non Israele, hanno avvisato Trump del rischio attentato"
- Guterres, "Preoccupa grave escalation, conseguenze catastrofiche da ritorno ostilità"
- Kuwait, attaccati valichi frontiera e piattaforma petrolio
- Trump: "Stretto di Hormuz è aperto"
- Iran: almeno un morto e due feriti nel sud
- Bahrein, intercettati e neutralizzati attacchi
- Netanyahu: "Trump deve poter esaurire via negoziale"
- Governatore Qeshm: "Dieci o 11 proiettili nemici contro l'isola"
- Fonti Usa, raid contro difese aeree e missilistiche e barchini Pasdaran
Tre posti di frontiera e una piattaforma petrolifera offshore kuwaitiana sono stati attaccati dall’Iran. Lo ha reso noto il ministero della Difesa dell’emirato che parla di “vile attacco, che ha provocato danni materiali”. “Una piattaforma di trivellazione offshore appartenente alla Kuwait Oil Company è stata presa di mira da un drone ostile, causando danni materiali e il ferimento di un operaio” si legge in una nota.
Sarebbe stato un servizio d’intelligence occidentale e non Israele a intercettare informazioni secondo cui l’Iran avrebbe valutato un attentato contro Donald Trump durante la sua visita in Turchia. Lo riferisce Channel 12. Secondo il report di intelligence, alti funzionari iraniani avrebbero considerato la presenza di Trump in Turchia un’opportunità irripetibile, ma il servizio segreto straniero avrebbe avvertito gli Stati Uniti con sufficiente anticipo.
Proprio questa segnalazione avrebbe indotto le autorità statunitensi a cambiare il velivolo presidenziale utilizzato da Trump. Questi dettagli sono stati pubblicati con l’autorizzazione della censura militare israeliana. Il New York Times mercoledì ha riferito che Trump è ripartito dal vertice Nato di Ankara utilizzando il vecchio Air Force One anziché il nuovo aereo ricevuto in dono dal Qatar. Secondo fonti a conoscenza dei fatti, la decisione sarebbe stata presa su raccomandazione dei servizi segreti come misura precauzionale e non in risposta a una minaccia concreta.
“Sono profondamente preoccupato per la grave escalation e il rinnovato confronto militare nel Golfo, compresi gli attacchi iraniani alle navi nello Stretto di Hormuz, gli attacchi degli Stati Uniti all’Iran e gli attacchi dell’Iran contro obiettivi nei paesi vicini”. Lo scrive in un post su X il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che intima: “Tutti questi attacchi devono cessare”.
“Un ritorno alle ostilità su vasta scala avrebbe conseguenze catastrofiche, per i popoli della regione, per la pace e la sicurezza internazionale e per l’economia globale”, avverte Guterres, che poi esorta “l’Iran e gli Stati Uniti a riprendere urgentemente i negoziati e a risolvere le questioni irrisolte attraverso la diplomazia”.
Il ministero della Difesa del Kuwait ha annunciato oggi che tre valichi di frontiera e una piattaforma petrolifera offshore sono stati attaccati durante un nuovo scambio di raid aerei tra Iran e Stati Uniti, provocando un ferito e danni materiali.
“Tre valichi di frontiera nel nord del Paese sono stati bersaglio di un vile attacco, che ha causato danni materiali”, ha dichiarato il ministero in un comunicato, senza specificare la provenienza dell’attacco.
Il ministero ha aggiunto che “una piattaforma di trivellazione offshore appartenente alla Kuwait Oil Company (…) è stata colpita da un drone ostile, ferendo un dipendente e causando danni materiali”.
Lo stretto di Hormuz “è aperto” al traffico. Lo ha assicurato Donald Trump parlando con Nbc, dopo che gli iraniani hanno sostenuto il contrario.
Un dipendente di una compagnia di telecomunicazioni è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti in seguito ad attacchi nella provincia di Hormozgan, sulla costa del Golfo Persico nel sud dell’Iran, secondo quanto riportato dai media statali, a seguito della ripresa delle ostilità tra Teheran e Washington.
“A seguito dell’attacco nemico a Farur, nella provincia di Bandar Lengeh, un dipendente della compagnia nazionale di telecomunicazioni è stato ucciso mentre era in servizio e due suoi colleghi sono rimasti feriti”, ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Irna.
Il Comando generale delle forze di difesa del Bahrein (Bdf) ha dichiarato oggi che i suoi sistemi di difesa aerea hanno intercettato e neutralizzato diversi attacchi aerei iraniani diretti contro il Bahrein. In una dichiarazione, le Bdf affermano che l’Iran ha continuato quello che ha definito un “approccio ostile sistematico” attraverso attacchi missilistici e con droni “illegali” contro i civili nel regno.
Confermano inoltre che tutte le unità delle Bdf rimangono ai “massimi livelli” di prontezza e piena preparazione difensiva per proteggere il Paese. Il Comando generale esorta la popolazione a prestare attenzione, evitando di avvicinarsi o maneggiare oggetti sconosciuti o sospetti derivanti dai resti degli attacchi.
Oggi gli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani, mentre l’Iran ha risposto contro basi e strutture statunitensi in tutto il Golfo, segnando una netta escalation, nonostante un memorandum d’intesa firmato a giugno.
Il presidente degli Usa Donald Trump “vuole esaurire la possibilità di raggiungere un accordo” con l’Iran, “specialmente sul tema nucleare, attraverso negoziati. Dovremmo lasciare che il presidente abbia questa opportunità”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu, oggi al programma “Meet the Press” di Nbc News.
“Ovviamente – ha aggiunto – non rifugge dall’usare la forza, quando gli iraniani violano qualsiasi impegno preso, di solito qualche ora o qualche minuto dopo averlo preso”. Il premier israeliano si è detto “profondamente grato per il fatto che l’America e Israele abbiano unito le forze per impedire all’Iran di ottenere armi nucleari e i mezzi per lanciarle”.
Dieci o undici “proiettili nemici” hanno colpito l’isola di Qeshm, nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito il governatore locale, Hossein Amir Teymouri, citato dall’agenzia di stampa Irna, a cui ha precisato che sono stati colpiti tutti obiettivi militari e che non ci sono state vittime.
I raid che gli americani hanno condotto nell’ultima ora contro l’Iran hanno preso di mira sistemi di difesa aerea e missilistica e barchini dei Pasdaran in un paio di località nello stretto di Hormuz. Lo ha detto una fonte americana al giornalista di Axios Bara Ravid, come da lui stesso riferito su X.
Nuove esplosioni in Iran. Le agenzie di stampa Mehr e Fars hanno dato notizia di numerose deflagrazioni nel porto di Bandar Abbas, nel sud del Paese, e nell’area intorno all’isola di Kishm, nello Stretto di Hormuz. La natura delle esplosioni non è al momento chiara.
Le autorità iraniane hanno sottolineato ancora una volta che il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è temporaneamente sospeso, un’affermazione che contraddice quella degli Stati Uniti, i quali sostengono che il traffico “scorre normalmente”.
“A causa dei recenti movimenti illegali delle forze militari statunitensi nella regione, il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è attualmente impossibile”, ha annunciato l’Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo (Pgsa).
L’agenzia ha dichiarato che “non appena la stabilità e la calma saranno ripristinate, tutte le richieste saranno esaminate e i permessi necessari saranno rilasciati secondo il programma previsto”. Le autorizzazioni saranno rilasciate solo tramite il sito web dell’Autorità (Pgsa).
La dichiarazione di Teheran è una risposta al Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), il quale ha riferito che il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz “scorre normalmente”.
Almeno sei palestinesi sono morti in seguito a circa 20 attacchi condotti da Israele nella Striscia di Gaza, in particolare a Gaza City e Khan Younis, nella parte meridionale dell’enclave. Israele ha confermato nelle ultime ore che gli attacchi del fine settimana hanno ucciso “due terroristi di Hamas nella parte settentrionale dell’enclave”.
Uno di loro è stato identificato come Hasan Mustafa Zahir al-Razina, ricercato per aver piazzato esplosivi sulla “linea gialla” che delimita le posizioni israeliane nell’enclave. Il secondo è stato identificato come Mohamed Mahmoud Abdel Maati Fiomi, dell’unità Nukhba.
Nel frattempo, l’agenzia di stampa ufficiale palestinese Wafa riferisce di quattro morti nella zona sud-ovest di Gaza City, causati da un attacco di un drone israeliano contro un’officina metallurgica. Queste morti si aggiungono alle tre segnalate ieri dalle autorità dell’enclave. Tutti questi attacchi si verificano durante un cessate il fuoco teorico, concordato lo scorso ottobre. Da allora, gli attacchi israeliani hanno provocato 1.098 morti e 3.535 feriti; e, dallo scoppio della guerra di Gaza nel 2023, gli attacchi israeliani hanno ucciso 73.221 palestinesi, mentre il numero dei feriti ha raggiunto quota 173.643.
“Li abbiamo colpiti molto duramente la scorsa notte”. Lo ha rivendicato Donald Trump, parlando con la Cnn dell’ultima ondata di raid contro l’Iran e rivelando che ieri Washington e Teheran erano vicini ad “un accordo”. “Stavano cedendo su tutto – ha sostenuto – e poi improvvisamente due ore dopo hanno colpito una nave con un drone. C’è qualcosa che non va in queste persone”.
L’esercito degli Usa ha assicurato oggi che il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz “scorre normalmente”, negando che l’Iran sia tornato a chiudere questo passaggio strategico, come hanno annunciato le autorità della Repubblica Islamica ieri sera, all’inizio di un nuovo scambio di bombardamenti con gli americani.
“Lo Stretto di Hormuz è aperto a tutte le navi che desiderano transitare legalmente in questa via navigabile internazionale”, ha dichiarato il Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom) in un comunicato stampa pubblicato sui social media. “L’Iran non controlla lo stretto. Il traffico marittimo scorre normalmente”, ha aggiunto.
In mattinata, il Comando Operativo Congiunto Usa-Regno Unito ha confermato che la rotta meridionale attraverso lo stretto non solo rimane aperta, ma si è addirittura ampliata nelle ultime ore, pur raccomandando alle navi mercantili di prestare la massima attenzione. Il CentCom ha sottolineato che le forze statunitensi hanno agevolato il transito di oltre 800 navi e oltre 400 milioni di barili di petrolio greggio negli ultimi due mesi e che oltre 140 navi hanno attraversato lo stretto negli ultimi sette giorni.
L’Oman ha convocato l’ambasciatore iraniano a Muscat per una protesta per gli attacchi di droni nel mezzo della nuova escalation tra Usa e Iran. A Mousa Farhang, ambasciatore della Repubblica islamica, è stata consegnata una nota di protesta dopo che sono stati presi di mira da droni siti nelle zone di Musandam e al-Wusta, fa sapere via X il ministero degli Esteri dell’Oman. Espresso il “disappunto” per “queste azioni irresponsabili”.
L’Oman, impegnato in sforzi diplomatici, insiste su “rispetto delle norme in materia di sovranità degli Stati, rapporti di buon vicinato, non ingerenza negli affari interni”.
I raid statunitensi sferrati nella notte tra sabato e domenica contro l’Iran sono costati la vita a un militare iraniano, secondo quanto riportato dai media locali. “Il tenente Hamidreza Dehghani, della marina dell’Esercito della Repubblica islamica dell’Iran, è caduto martire durante l’attacco criminale e terroristico perpetrato ieri sera dagli Stati Uniti contro il porto di Jask”, situato nel sud dell’Iran e affacciato sul Golfo, hanno riferito le agenzie di stampa Mehr e Tasnim, citando un funzionario locale.
Il governo del Qatar, Paese mediatore tra Washington e Teheran, ha condannato con fermezza i “rinnovati attacchi” lanciati domenica dall’Iran contro il proprio territorio e altri Paesi della regione, avvertendo che si riserva “il diritto di rispondere”. “Il Qatar si riserva il pieno diritto di rispondere, in conformita’ con il diritto internazionale, e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sovranita’, la propria sicurezza, l’integrita’ territoriale e i propri cittadini”, ha affermato il ministero degli Esteri qatariota in un comunicato. Doha ha definito l’offensiva iraniana una “palese violazione” della sovranita’ degli Stati della regione e ha accusato la Repubblica islamica di essere “pienamente responsabile di questi attacchi e delle loro ripercussioni e conseguenze”. La reazione del Qatar arriva dopo che la caduta di detriti provocati dall’intercettazione dei missili iraniani ha causato almeno tre feriti sul territorio qatariota, nell’ambito di una serie di attacchi che ha colpito anche altri Paesi vicini. Secondo l’emirato, l’azione militare contro il proprio territorio e contro quello di Paesi come Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Oman e Kuwait rappresenta “una pericolosa escalation” che ostacola “gli sforzi per contenere le tensioni e compromette le iniziative diplomatiche” in Medio Oriente. Il Qatar ha inoltre ribadito la propria “piena solidarieta’ ai Paesi fratelli” e il sostegno a qualsiasi misura legittima che essi decideranno di adottare per difendersi, chiedendo al tempo stesso l’immediata cessazione delle ostilita’ e un ritorno “serio” al dialogo.
Il Qatar ha condannato gli attacchi iraniani contro il proprio territorio e i Paesi vicini, dopo che la Repubblica islamica ha lanciato una serie di attacchi contro i Paesi arabi. “Il Qatar condanna con la massima fermezza i nuovi attacchi sferrati dalla Repubblica islamica dell’Iran”, ha affermato il ministero degli Esteri in un comunicato, riferendosi anche agli attacchi contro Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Oman e Kuwait e definendo tali attacchi una “pericolosa escalation”.
Il consigliere militare della Guida Suprema iraniana, Mohsen Rezaei, ex capo delle Guardie Rivoluzionarie, ha dichiarato oggi che lo Stretto di Hormuz, punto focale delle tensioni con gli Stati Uniti, è più importante per l’Iran del suo programma nucleare. “Questo passaggio strategico è più importante di decine di bombe atomiche e la Repubblica Islamica dell’Iran lo proteggerà”, ha affermato Rezaei, citato dall’agenzia di stampa Isna, riferendosi al programma nucleare iraniano, che Usa, Israele e Paesi occidentali sospettano abbia scopi militari. Teheran nega queste accuse, ma insiste sul suo diritto all’energia nucleare civile.
“La situazione della gestione dello Stretto di Hormuz non tornerà mai più quella precedente agli attacchi israelo-americani iniziati il 28 febbraio”: lo ha dichiarato oggi Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, aggiungendo: “L’Iran proteggerà e continuerà a gestire questa via d’acqua strategica, che rappresenta una delle componenti della deterrenza del Paese e svolge un ruolo decisivo nel garantire la sua sicurezza e i suoi interessi nazionali”. “L’Iran continuerà a rivendicare i propri diritti e a salvaguardare la sicurezza del Paese, facendo affidamento sulle proprie capacità di difesa”, ha sottolineato, secondo quanto riportato da Tasnim.
L’agenzia di stampa Sabreen, vicina al regime iraniano, ha pubblicato un elenco di obiettivi attaccati durante la notte. Si tratta della base di Amir Hussein in Giordania, la base aerea di Al-Adid in Qatar, il porto di Al-Sheikh in Kuwait, il quartier generale della Quinta Flotta statunitense e l’area di Al-Juffair in Bahrein, il porto di Al-Daqam in Oman e depositi di carburante militari statunitensi nella stessa area.
Il governo del Kuwait ha definito “un’escalation della massima gravita’” l’offensiva lanciata domenica dall’Iran contro i Paesi del Golfo e la Giordania, sostenendo che essa “compromette gli sforzi diplomatici” volti alla de-escalation. “La prosecuzione di queste aggressioni rappresenta un’escalation della massima gravita’, suscettibile di aggravare le tensioni e l’instabilita’ nella regione, minacciare la pace e la sicurezza regionali e compromettere gli sforzi diplomatici finalizzati alla de-escalation e alla risoluzione pacifica delle crisi”, ha affermato il ministero degli Esteri kuwaitiano in un comunicato. Il piccolo Stato del Golfo ha inoltre espresso la propria condanna per “le gravi aggressioni iraniane perpetrate questa mattina contro lo Stato del Kuwait, che riflettono la determinazione a perseguire una strategia ostile reiterata”. Secondo il ministero, tali azioni costituiscono “una grave violazione della sovranita’ dello Stato del Kuwait e dell’integrita’ del suo territorio, una minaccia diretta alla sua sicurezza e stabilita’, nonche’ alla sicurezza dei suoi cittadini e residenti, e una palese violazione del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e della Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza”.
Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la politica estera e la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha scritto in un post su X: “Abbiamo preso il controllo dello Stretto di Hormuz con la forza e lo conserveremo con la forza”. Lo riporta Al Jazeera.
“Tutta la nostra solidarieta’ a Giorgia Meloni, che certamente non si fa intimidire”. A dirlo, in un’intervista al Corriere della Sera, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, commentando l’immagine – pubblicata da un giornale iraniano – della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in tuta arancione, accusata dal giornale di essere tra i principali responsabili della morte della Guida Suprema Ali Khamenei. In Iran – aggiunge Tajani – “e’ in atto una lotta per il potere in Iran che rende piu’ difficile e fa alzare i toni”. “Nelle trattative in corso, il nodo resta lo stretto di Hormuz – continua – Trump trova inaccettabile, e anche noi, che si debba pagare un pedaggio per passare”.
“L’Oman e l’Iran hanno concordato di proseguire i negoziati per raggiungere un’intesa comune in merito alla garanzia della sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Lo riferisce il ministero degli Esteri iraniano.
Le forze armate Usa hanno dichiarato di aver colpito stanotte almeno 140 obiettivi in Iran, in rappresaglia per un attacco di Teheran contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz. “Le forze statunitensi hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento terrestri e navali, droni e navi militari”, ha affermato il Comando centrale (Centcom) degli Stati Uniti in una dichiarazione. Tra gli obiettivi colpiti figurano siti missilistici e di droni, depositi di munizioni, strutture navali, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera.
La Marina delle Guardie rivoluzionarie iraniane ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino a nuovo avviso, riporta l’agenzia di stampa turca Anadolu. Subito prima della chiusura, è stato esploso un colpo di avvertimento contro un’imbarcazione che tentava di attraversare lo stretto seguendo una rotta non autorizzata, riporta Cnn citando i media iraniani.
Le forze americane hanno lanciato “la terza serie di attacchi della settimana contro l’Iran, in risposta all’aperta aggressione da parte del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica contro la M/V GFS Galaxy, una nave portacontainer battente bandiera cipriota in transito nello Stretto di Hormuz”. Lo afferma il Centcom, sottolineando che un membro civile dell’equipaggio risulta disperso e l’imbarcazione non è in grado di proseguire il viaggio a causa di un incendio a bordo e di gravi danni alla sala macchine.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
“La vendetta è un desiderio della nostra nazione e deve certamente essere compiuta”: poche parole, ma nette, quelle della guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei in un messaggio scritto per i funerali e la sepoltura del padre, Ali Khamenei, rilanciato dai media iraniani. “Promettiamo di vendicare il tuo sangue puro e il sangue di tutti i martiri di queste due guerre, per mano di questi criminali e disonorevoli assassini”, prosegue la dichiarazione, rivolgendosi al defunto leader.
I colloqui proseguono in Oman con al centro lo Stretto di Hormuz, nonostante l’assenza della delegazione statunitense. Ma l’Iran avverte: in caso di ulteriori attacchi da parte di Washington, Teheran non si considererà più vincolato dall’accordo con gli Stati Uniti, negoziato grazie alla mediazione del Pakistan e volto a porre fine alle ostilità. Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato sabato che Teheran ha “mantenuto la parola data” sul cessate il fuoco con gli Stati Uniti, dopo che Donald Trump ha insistito sul fatto che la tregua fosse finita, ma che avesse acconsentito a ulteriori negoziati con la Repubblica islamica.
“Finora l’Iran ha mantenuto la parola data, a differenza del cosiddetto Segretario del Tesoro statunitense che sta violando il paragrafo 9 del Memorandum d’intesa“, ha scritto Araghchi su X, riferendosi a una parte del memorandum relativa al mancato dispiegamento di ulteriori forze statunitensi nella regione. Nel su post su X, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha aggiunto che “non può esserci rispetto se non è reciproco”.
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