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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Pasdaran: “Controlliamo lo Stretto”, Trump: “Ripristineremo il blocco”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Pasdaran: “Controlliamo lo Stretto”, Trump: “Ripristineremo il blocco”
A sinistra: Donald Trump. A destra: Stretto di Hormuz. Foto da Adnkronos (13 luglio 2026)

Le notizie sulla guerra Iran-USA e sulla situazione in Libano: news in diretta su raid, negoziati, Stretto di Hormuz e la crisi geopolitica dell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di lunedì 13 luglio 2026.

Guerra in Iran, le notizie in diretta del 13 luglio 2026

Guerra in Iran, le ultime news in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 13 luglio 2026.
Inizio diretta: 13/07/26 07:00
Fine diretta: 14/07/26 00:00
Araghchi a Trump: "20% per transito Hormuz è troppo, saremo equi"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha replicato con ironia alle dichiarazioni di Donald Trump sul possibile pagamento per il transito delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz. “Il presidente degli Stati Uniti ha assolutamente ragione. Chiunque garantisca un passaggio sicuro e protetto alle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere compensato per questo servizio”, ha scritto Araghchi in un post su X. Poi la stoccata sarcastica: “Il 20% è ovviamente troppo. Saremo equi”, ha aggiunto il ministro iraniano, facendo riferimento alla percentuale evocata da Trump. “L’Iran è sempre stato il guardiano dello Stretto e lo rimarrà per sempre”, ha concluso il capo della diplomazia di Teheran.

Nyt, gli incontri segreti e il piano del Mossad su Ahmadinejad

L’inchiesta ricostruisce anche la progressiva trasformazione politica dell’ex presidente. Dopo aver guidato l’Iran dal 2005 al 2013 con una linea fortemente anti-israeliana, rilanciando il programma nucleare e negando l’Olocausto, Ahmadinejad avrebbe progressivamente moderato i toni una volta lasciato il potere. Negli ultimi anni avrebbe criticato l’establishment iraniano, denunciato la corruzione e cercato di costruirsi un’immagine più moderata, senza però rinunciare all’obiettivo di tornare alla guida del Paese.

Secondo un ex collaboratore e una persona appartenente alla sua cerchia ristretta, citati dal quotidiano, Ahmadinejad riteneva ormai impossibile riconquistare il potere attraverso l’attuale sistema della Repubblica islamica e avrebbe confidato di voler guidare una fase di transizione sostenuta anche da potenze straniere. In questo scenario, sempre secondo il New York Times, avrebbe persino ipotizzato che un suo futuro governo potesse riconoscere Israele e normalizzare le relazioni nell’ambito degli Accordi di Abramo promossi dal presidente americano Donald Trump. Il Mossad non ha commentato le rivelazioni del giornale. Anche Ali Akbar Javanfekr, portavoce di Ahmadinejad, ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni.

Nyt, gli incontri segreti e il piano del Mossad su Ahmadinejad

Secondo la ricostruzione del giornale, l’operazione culminò il 28 febbraio, all’inizio della guerra tra Israele e Iran, quando un raid israeliano colpì il complesso residenziale di Ahmadinejad a Teheran, distruggendo l’edificio destinato alle guardie del corpo e il suo veicolo blindato. Nella confusione seguita all’attacco, una Peugeot nera sarebbe arrivata sul posto per prelevare l’ex presidente e condurlo in una casa sicura gestita dal Mossad all’interno dell’Iran.

Sempre secondo fonti americane e iraniane citate dal New York Times, Ahmadinejad avrebbe però perso fiducia nel progetto israeliano e avrebbe lasciato il rifugio in circostanze non chiarite. È ricomparso in pubblico soltanto la scorsa settimana, durante il corteo funebre per la Guida Suprema, Ali Khamenei. Quattro funzionari iraniani sostengono che attualmente si trovi agli arresti domiciliari sotto la custodia dell’intelligence dei Guardiani della Rivoluzione, dopo che le autorità iraniane avrebbero ricostruito gran parte dei suoi contatti con Israele.

Libano, fonti: colloqui diretti con Israele riprendono domani a Roma

Dovrebbero riprendere domani a Roma i colloqui diretti tra Israele e Libano. Lo ha riferito all’agenzia Afp una fonte ufficiale libanese che ha parlato a condizione di anonimato, precisando che la nuova sessione di negoziati si svolgerà martedì e mercoledì nella capitale. Nei giorni scorsi l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, durante un incontro con il Council on Foreign Relations a Washington aveva indicato le date del 15-16 luglio per il nuovo round di negoziati a livello di ambasciatori. Secondo la fonte libanese, i colloqui inizieranno invece martedì alle 10.

Si tratta della sesta sessione di trattative tra Israele e Libano, due Paesi che non hanno relazioni diplomatiche ufficiali, ma che hanno avviato a metà aprile a Washington un percorso negoziale diretto, il primo del genere dopo decenni.

I colloqui hanno portato il 26 giugno alla firma, da parte di Israele, Libano e Stati Uniti, di un accordo quadro per una “pace duratura”, cinque giorni dopo l’entrata in vigore di un fragile cessate il fuoco nei combattimenti tra l’esercito israeliano e il movimento sciita Hezbollah, sostenuto dall’Iran. L’accordo prevede che l’esercito libanese ristabilisca la propria autorità nel sud del Paese, a condizione del disarmo di Hezbollah, a partire da alcune “zone pilota” dalle quali le forze israeliane dovrebbero ritirarsi. Una delegazione militare statunitense ha iniziato sabato a Beirut colloqui con l’esercito libanese sulle modalità di attuazione del ritiro israeliano da una di queste aree pilota.

Media, lanciati 6 missili dallo Yemen contro Arabia Saudita

Sei missili sono stati lanciati dallo Yemen contro l’Arabia Saudita. Lo ha riferito la tv iraniana Press Tv, precisando che tra gli obiettivi dell’attacco sferrato dagli Houthi ci sono l’aeroporto internazionale di Abha e la base militare Re Khalid.

Il blocco navale potrebbe tornare già oggi

L’esercito statunitense starebbe lavorando per iniziare ad applicare il blocco navale iraniano già da nel corso della giornata. Lo ha riferito al New York Times Tim Hawkins, portavoce del Comando Centrale degli Stati Uniti, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump sul ripristino del blocco a Hormuz per le navi iraniane e i loro “clienti”.

 

Libano, fonti Beirut: "Cauto ottimismo"

Il Libano guarda con “cauto ottimismo” il sesto round dei negoziati diretti con lo Stato ebraico mediati dagli Usa, in programma domani a Roma. Lo riferisce la versione online del quotidiano qatarino Al-Arabi Al-Jadeed, citando fonti ufficiali libanesi.

Le fonti hanno parlato di una “significativa” attenzione ai negoziati da parte americana, sostenendo che “Washington è in grado di esercitare forte pressione su Israele per rimuovere gli ostacoli e le difficoltà poste sul campo”.

“Il coordinamento – sottolineano le fonti – è in corso da più parti, soprattutto con gli americani a livello diplomatico e militare. La comunicazione è costante tra il presidente Joseph Aoun e il comandante dell’esercito, il generale Rudolphe Haykal, per tenere il passo con i preparativi per il dispiegamento dell’esercito libanese nelle zone pilota in concomitanza con il ritiro di Israele”.

 

Trump: "Usa guardiani di Hormuz"

“Gli Stati Uniti saranno, d’ora in poi, conosciuti come ‘il guardiano dello Stretto di Hormuz“, ma in quanto tale, e per una questione di equità, riceveranno un rimborso pari al 20% su tutte le merci spedite, a copertura di tutti i costi necessari per svolgere il compito di garantire la sicurezza in questa zona del mondo particolarmente instabile”. Lo ha annunciato il presidente statunitense Donald Trump in un post su Truth Social. “Il processo e l’organizzazione avranno inizio immediatamente”, ha concluso.

 

Trump: "Ripristiniamo blocco a navi di Teheran e suoi clienti"

Lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l’Iran. Stiamo ripristinando il blocco iraniano, così denominato perché impedisce solo alle navi o ai clienti dell’Iran di entrare o uscire”. Lo afferma Donald Trump in un post su Truth Social. “Tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero”, ha assicurato.

 

Iran: "Hormuz lo controlliamo noi"

“Continueremo a esercitare sovranità e controllo sulla gestione dello Stretto di Hormuz con forza e potenza”. Sono le parole di Hossein Mohebbi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, riportate da Iran International dopo le dichiarazioni di Donald Trump a Fox News a cui ha già risposto il portavoce del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya.

Il portavoce dei Pasdaran accusa gli Stati Uniti di “mettere a rischio, con le loro azioni, le forniture di petrolio e gas a livello globale” e afferma che gli Stati Uniti “devono essere ritenuti responsabili”.

 

Iran: "Reagiremo di fronte all'insicurezza"

L’Iran afferma che le sue forze “reagiranno con fermezza a disordini o insicurezza” al di fuori delle “rotte indicate” dall’Iran.”Qualsiasi forma di supporto logistico e cooperazione con gli Usa” sarà “considerata al pari di una guerra contro la sovranità e la sicurezza nazionale dell’Iran”, conferma il portavoce Ebrahim Zolfaghari, aggiungendo che il conflitto potrebbe “coinvolgere l’intera regione”.

 

Forze armate Iran: "Non consentiremo interferenze Usa in gestione Hormuz"

Non consentiremo agli Stati Uniti di interferire, in nessun modo, nella gestione dello Stretto di Hormuz”. Queste le parole del portavoce del comando militare iraniano Khatam al-Anbiya riportate dall’iraniana Press Tv dopo le parole di Donald Trump a Fox News.

Trump: "Khamenei è andato, Mojtaba anche al 90%"

Khamenei è andato, suo figlio è andato al 90%“. Lo sostiene il presidente statunitense Donald Trump, parlando a Fox News dell’escalation con l’Iran e dello stato della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. “Non hanno né marina né aviazione, hanno perso tutto. La loro difesa antiaerea è andata distrutta, i loro leader sono stati tutti uccisi, i loro migliori leader sono stati uccisi”, dice.

Yemen: tv, aereo iraniano diretto a Sana'a inverte rotta

Un aereo iraniano ha invertito la rotta dopo le ultime notizie che arrivano da Sana’a, capitale dello Yemen, dal settembre 2014 in mano agli Houthi che da anni Teheran è accusata di sostenere. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya.

La notizia arriva dopo che il governo yemenita riconosciuto dalla comunità internazionale ha accusato gli Houthi “di aver impedito a un aereo yemenita di atterrare nell’aeroporto della capitale, insistendo invece per autorizzare la violazione dello spazio aereo yemenita da parte di un aereo iraniano” e ha confermato di aver “preso dmira la pista” dello scalo.

Trump: "Prenderemo controllo dello Stretto di Hormuz"

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato di essere pronto a “prendere il controllo” dello Stretto di Hormuz. “Lo proteggeremo, e verremo pagati un sacco di soldi per farlo. Vogliamo essere risarciti per aver messo a rischio la nostra gente – ha detto a Fox News – Avevamo un accordo ma gli iraniani lo infrangono sempre. Li colpiremo duramente”. “Saremo l’angelo custode. Dovremmo essere risarciti per questo”, ha concluso.

 

 

Axios: "Nell'ultimo giorno 20 navi hanno attraversato Hormuz con coordinamento Usa"

Circa 20 navi commerciali avrebbero attraversato nelle ultime 24 ore lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate statunitensi. Lo riporta Axios, citando un funzionario statunitense e aggiungendo che il passaggio è avvenuto anche per altre navi che navigavano senza il coordinamento con Stati Uniti.

 

Tajani: "Al lavoro per una missione per il Libano"

L’Italia lavora “insieme alla Francia” per una missione internazionale che stabilizzi il Libano. Lo conferma il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Bruxelles a margine del Consiglio Ue. “Vediamo cosa accadrà – afferma – e vediamo anche che tipo di coalizione: noi siamo per una coalizione che abbia l’egida dell’Unione Europea o delle Nazioni Unite, quindi servirà comunque un mandato”.

“Lavoreremo – continua – insieme alla Francia, come abbiamo detto in occasione del vertice di Antibes. Siamo pronti a fare la nostra parte, come siamo pronti a continuare a formare le forze armate libanesi, cosa che sta già facendo l’Italia in base a un accordo bilaterale”.

“L’importante – aggiunge – è sostenere le istituzioni legittime libanesi, rinforzare il sistema libanese e fare in modo che Hezbollah venga disarmato, non rappresenti più una minaccia nei confronti di Israele, non lanci più missili contro Israele, perché questo poi provoca gli attacchi di Israele nei confronti del Libano. Noi lavoriamo perché ci sia la pace, contro qualsiasi tipo di escalation in tutta l’area mediorientale”, conclude.

Iran: 2 morti in raid Usa nel sudovest

Due persone sarebbero rimaste uccise e tre ferite in raid Usa che hanno preso di mira la zona di Abadan, nel sudovest dell’Iran. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars, riportando notizie confermate dalle autorità locali.

 

Bahrein: "L'Iran ha preso di mira i civili"

L’esercito del Bahrein accusa l’Iran di aver preso di mira i civili con i suoi ultimi attacchi contro il regno. “L’Iran continua il suo approccio ostile sistematico attraverso i suoi odiosi attacchi con missili e droni che prendono di mira i civili nel Regno del Bahrein”, si legge nella dichiarazione del comando generale delle forze armate del Bahrein, che comunica anche di aver “intercettato e distrutto diversi attacchi aerei iraniani” nelle scorse ore.

Tajani: "Inaccettabile l'attacco a Meloni"

L’inserimento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una lista di obiettivi che dovrebbero essere colpiti per rispondere all’uccisione di Ali Khamenei, pubblicata dal quotidiano conservatore Hamshahri, vicino al regime iraniano, “è inaccettabile. È un attacco incredibile”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a Bruxelles a margine del Consiglio Ue.

“L’Italia – aggiunge – non combatte contro l’Iran per questo. Non capiamo il perché di questo attacco contro l’Italia. Siamo a favore della democrazia, siamo a favore della pace, ma anche della libertà di navigazione. Bloccare Hormuz è un errore madornale: nessun dazio per questa parte di mare vicina al Golfo. Questa libertà di navigazione è cruciale per noi. È un punto chiave”.

 

Esplosioni vicino a Bandar Abbas e isola Qeshm

Nuove esplosioni sono state udite intorno a mezzogiorno (le 10.30 italiane) nei pressi della città portuale di Bandar Abbas e dell’isola di Qeshm, nel sud dell’Iran. Lo riferiscono i media di Stato iraniani e l’agenzia Mehr.

Secondo quanto riportato dall’agenzia, non risultano vittime civili né danni a infrastrutture residenziali o commerciali. L’agenzia aggiunge inoltre che “nelle ultime notti le forze terroristiche americane hanno condotto attacchi lungo la costa meridionale del Paese”, sostenendo che tali raid “hanno causato il martirio di un certo numero di pescatori e difensori della patria”.

 

Cina: "La sicurezza a Hormuz è interesse di tutti"

Così il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian, commenta gli ultimi risvolti del conflitto USA-Iran sottolineando che “lo Stretto di Hormuz è una via d’acqua per la navigazione internazionale” e che “la ripresa di un passaggio libero e sicuro serve gli interessi di tutte le nazioni”. Il portavoce ha quindi aggiunto che la questione del transito nello stretto “dovrebbe essere gestita in modo appropriato”. Le dichiarazioni arrivano dopo che l’ambasciatore iraniano a Pechino ha annunciato l’introduzione di nuove tariffe per le navi in transito nello Stretto di Hormuz, precisando tuttavia che la Cina e gli altri Paesi “amici” beneficeranno di “considerazioni speciali”.

 

Iran: "Graham figura malvagia, non piangeremo la sua morte"

L’Iran attacca duramente il senatore statunitense Lindsey Graham, morto improvvisamente all’età di 71 anni. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha definito Graham una figura “malvagia” e “dal temperamente irascibile”, ricordandone la posizione ostile nei confronti dell’Iran.

“I nostri cittadini non piangeranno un uomo la cui filosofia di vita era l’aggressione e l’intimidazione – ha dichiarato Baghaei – Tutta la sua esistenza era malvagia”. Diversi conduttori della televisione di Stato iraniana – riporta Al Jazeera – hanno accolto con favore la notizia della morte del senatore.

 

Iran: "Smetteremo di rispettare gli accordi se gli USA non onoreranno gli impegni presi"

L’Iran conferma che non rispetterà più il memorandum d’intesa se gli Stati Uniti non manterranno gli impegni presi. “Ogni volta che l’altra parte non ha rispettato i propri obblighi, noi non abbiamo rispettato i nostri. Continueremo ad agire in questo modo”, dice il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei in una conferenza stampa a Teheran.

Non c’è dubbio che il memorandum d’intesa sia scaduto e che sia la parte statunitense a violarlo chiaramente – aggiunge Baghaei -. La Repubblica Islamica non può essere biasimata per non aver rispettato i propri impegni. Non permetteremo agli Stati Uniti e a Israele di usare lo Stretto di Hormuz per danneggiare l’Iran e la sua sovranità”.

 

Iran :"Città di Khondab presa di mira dagli USA"

Il vicegovernatore della provincia centrale di Markazi, Hassan Ghamari, sostiene che Khondab sia stata presa di mira questa mattina – per il secondo giorno consecutivo – dagli statunitensi. Nel frattempo, il Ministero della Salute iraniano ha dichiarato che almeno 17 persone sono state uccise e altre 115 sono rimaste ferite negli attacchi degli USA dell’8 e del 9 luglio.

 

Washington Post: "Comando Usa ignorò intelligence su attacco in Kuwait che uccise 6 militari"

I sopravvissuti all’attacco con droni iraniani che a marzo ha ucciso sei soldati americani a Port Shuaiba, in Kuwait, accusano gli alti comandanti di aver ignorato gli avvertimenti dell’intelligence sulla vulnerabilità della base e di aver abbandonato le truppe dopo l’attacco. Lo rivela un’inchiesta del Washington Post, che ha intervistato 17 persone, tra cui sopravvissuti, testimoni e persone a conoscenza dell’indagine militare statunitense sull’episodio.

Secondo il Post, i soldati avrebbero affermato che briefing riservati precedenti alla guerra avevano identificato Port Shuaiba come un probabile obiettivo iraniano e avevano avvertito che qualsiasi conflitto con l’Iran avrebbe messo a rischio tutte le posizioni statunitensi. Il giornale ha riferito che le truppe avevano richiesto, senza successo, ulteriori sistemi di difesa anti-drone prima dell’attacco. L’attacco del 1° marzo uccise sei membri del 103° Comando di Supporto dell’Esercito e ne ferì più di 30, risultando uno degli attacchi più letali contro le forze statunitensi durante la guerra.

 

Pasdaran: "Colpiti obiettivi militari in Bahrein e Oman"

I Pasdaran iraniani rivendicano attacchi contro il Bahrein e l’Oman, affermando di aver distrutto sistemi radar in Oman e di aver colpito installazioni militari statunitensi alla periferia meridionale di Manama. “Oltre a colpire installazioni e infrastrutture militari statunitensi a Juffair, in Bahrein, dove imperversano gli incendi, la marina delle Guardie Rivoluzionarie ha colpito e distrutto il radar aviotrasportato a lungo raggio Fps e il radar di rilevamento navale nel Sultanato dell’Oman”, si legge in un comunicato delle Guardie della Rivoluzione.

 

Kallas: "La tregua non regge"

Il memorandum d’intesa tra Usa e Iran per un cessate il fuoco nel Golfo Persico “non regge davvero” e l’Ue sostiene che “la libertà di navigazione deve essere mantenuta”, senza pedaggi per il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. L’allarme arriva dall’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas, a Bruxelles a margine del Consiglio Affari Esteri, nell’ambito del quale si terrà un pranzo di lavoro con i Paesi del Golfo sulla sicurezza della regione. Ue e Paesi del Golfo “hanno idee molto simili” sulla materia, conclude.

 

Giordania: "Abbattuti 4 missili iraniani"

L’esercito giordano conferma di aver abbattuto quattro missili iraniani sul territorio nazionale, che sarebbero una risposta agli attacchi statunitensi delle scorse ore. “All’alba di oggi, i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto quattro missili che erano entrati nello spazio aereo giordano provenendo dal territorio iraniano”, si legge in una nota dello Stato maggiore giordano.

 

La risposta iraniana agli attacchi USA
Trump, guerra in Iran e stretto di Hormuz - Adnkronos, agenzia 13 luglio 2026

L’Iran condanna fermamente gli attacchi statunitensi, accusando Washington di aver “vanificato tutti gli sforzi compiuti negli ultimi mesi” per la pace. Inoltre, le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno dichiarato di aver colpito obiettivi e basi militari statunitensi in Giordania, Bahrein e Kuwait come risposta ai recenti attacchi degli Stati Uniti. I Pasdaran hanno rivendicato attacchi anche contro l’Oman. Lo riferisce l’agenzia Irna.

 

Forze armate Kuwait impegnate contro "bersagli aerei ostili"

Con un post su X, le forze armate del Kuwait fanno sapere che “stanno attualmente affrontando bersagli aerei ostili“. Lo Lo Stato Maggiore dell’Esercito precisa che “eventuali rumori di esplosione, se uditi, sono il risultato dell’intercettazione di attacchi ostili da parte dei sistemi di difesa aerea. Si richiede a tutti di attenersi alle istruzioni di sicurezza impartite dalle autorità competenti”.

 

Centcom: "Terminata nuova ondata di attacchi"

“Il 12 luglio, il Comando Centrale degli Stati Uniti ha portato a termine una nuova ondata di attacchi contro l’Iran, colpendo decine di obiettivi in diverse località con munizioni di precisione, al fine di ridurre la capacità iraniana di continuare a colpire il traffico marittimo internazionale nello Stretto di Hormuz”. Lo comunica su X il Comando centrale unificato delle forze militari Usa.

“Le forze del Centcom – aggiunge – hanno colpito sistemi di difesa aerea militari iraniani, postazioni radar costiere, capacità missilistiche e di droni, nonché imbarcazioni di piccole dimensioni, impiegando caccia statunitensi, unità navali, droni aerei d’attacco a sola andata e — per la prima volta — droni marini d’attacco a sola andata. Lo Stretto di Hormuz è un corridoio marittimo vitale per il commercio globale. L’Iran non lo controlla“.

“Le forze statunitensi sono schierate e pronte a garantire che la libertà di navigazione rimanga assicurata al traffico mercantile, nonostante la persistente e ingiustificata aggressività, le molestie, le minacce e le dichiarazioni arbitrarie dell’Iran”.

Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie

L’Iran ha dichiarato la chiusura dello Stretto di Hormuz, mentre secondo gli Stati Uniti sarebbe aperto. Lo stretto, fondamentale per le forniture globali di petrolio e gas, è diventato un punto nevralgico di contesa tra i due nemici, portando ripetutamente a scambi di fuoco nonostante l’accordo raggiunto il mese scorso per porre fine alla guerra in Medio Oriente. L’ultimo scambio di battute è stato innescato da un altro attacco iraniano contro una nave mercantile nel canale navigabile, il cui equipaggio è stato costretto ad abbandonarla dopo che aveva preso fuoco.

“A seguito di questo incidente… lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino a nuovo avviso e fino alla fine degli interventi americani in questa regione”, ha dichiarato il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC), secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale IRNA. Il Comando Centrale delle forze armate statunitensi ha replicato su X che lo stretto era “aperto a tutte le navi che cercavano di transitare legalmente attraverso la via navigabile internazionale”. A dirlo è l’emittente Al Arabiya.

Nel frattempo, l’Oman ha presentato una protesta formale all’ambasciatore iraniano in seguito all’attacco subito dal Paese, secondo quanto riportato dai media statali, in un raro caso in cui ha accusato pubblicamente Teheran di aver preso di mira il suo territorio.