Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran, Libano e gli altri Paesi del Golfo di sabato 18 luglio 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 18 luglio 2026
Punti chiave
- Centcom: "Due soldati Usa uccisi in attacchi Giordania"
- Khamenei: "Priorità è mantenere unità intenti, evitare conflitti"
- Khamenei, 'in serbo lezioni indimenticabili per Usa'
- Khamenei, 'Usa rivelano vero volto, ingannevoli e malvagi'
- Khamenei, 'violazioni Usa dimostrano firma Trump senza valore'
- Qatar condanna attacchi contro Bahrain, Giordania e Kuwait
- Kuwait denuncia incendi in due siti civili, feriti diversi soccorritori
- Governo, almeno 50 morti e 500 feriti da inizio nuova escalation con Usa
- Lavrov sente vice premier e ministro Esteri Emirati: "Importante stop ostilità"
- Teheran: "Se Usa colpiscono infrastrutture, evacuare aeroporti e porti Emirati"
Ieri, 17 luglio, due militari statunitensi sono stati uccisi in Giordania nel corso dell’attacco iraniano contro le postazioni Usa in Giordania. Lo annuncia via social il Comando centrale degli Stati Uniti (CentCom), aggiungendo che un terzo militare risulta attualmente disperso. Altri quattro soldati “sono stati evacuati per ragioni mediche negli ospedali giordani” e da allora sono stati dimessi, mentre ulteriori unità sottoposte a “valutazione per ferite lievi” sono tornate in servizio, prosegue il comunicato, sottolineando che il CentCom non divulgherà ulteriori informazioni, comprese le identità dei militari uccisi, prima di 24 ore dalla notifica ai parenti più prossimi, per rispetto nei loro confronti.
Priorità fondamentale per l’Iran è “mantenere l’unità di intenti” e la solidarietà, sia a livello del governo che di tutta la società iraniana. Lo dichiara la Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dichiarazione scritta diffusa dall’emittente iraniana Irib, nella quale critica i ripetuti attacchi statunitensi degli scorsi giorni, promette una risposta dura e sottolinea che evitare divisioni, conflitti interni e dispute politiche è responsabilità di tutti.
La “nobile nazione iraniana” ha in serbo “lezioni indimenticabili” per gli Stati Uniti, come dimostrato dal “coraggio” e dalla “risolutezza” mostrati negli ultimi giorni dalla popolazione dell’Iran meridionale. Lo dichiara la Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dichiarazione scritta diffusa dall’emittente iraniana Irib in cui critica gli Stati Uniti per le ripetute violazioni agli accordi di cessate il fuoco presi con l’Iran.
Gli Stati Uniti hanno “rivelato il loro vero volto”, esponendo la loro “ingannevolezza, irrazionalità, inaffidabilità e malvagità”, in seguito alle ripetute violazioni degli accordi presi con l’Iran. Lo dichiara la Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dichiarazione scritta diffusa dall’emittente iraniana Irib.
Le “ripetute violazioni” degli accordi con l’Iran da parte degli Stati Uniti dimostrano che la firma del presidente Usa Donald Trump è “senza valore”. Lo dichiara la Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in una dichiarazione scritta diffusa dall’emittente iraniana Irib.
Il Qatar “condanna con la massima fermezza” i nuovi attacchi iraniani contro il Bahrain, la Giordania e il Kuwait, che colpendo le centrali elettriche e gli impianti di desalinizzazione “superano tutte le linee rosse” e costituiscono una “violazione eclatante” della relativa risoluzione del Consiglio di sicurezza Onu. Lo si legge in una dichiarazione ufficiale condivisa dal Ministero degli Esteri qatarino via social, che definisce una “flagrante violazione” della loro sovranità e integrità territoriale, nonché una “palese violazione” del diritto internazionale, della Carta Onu e dei principi di buon vicinato.
Nel documento Doha sottolinea che il proseguimento di tali attacchi “rappresenta una pericolosa escalation che complicherà gli sforzi per contenere le tensioni e minerà gli sforzi politici e diplomatici volti a raggiungere la sicurezza e la stabilità nella regione”. Il ministero ribadisce la necessità di una “cessazione immediata e completa di tutte le azioni militari e degli attacchi che minacciano la sicurezza e la stabilità della regione”, oltre all’evitare azioni che possano allargare la portata dell’escalation e al ritorno a un dialogo e a negoziati “autentici”.
I raid dell’Iran su Kuwait hanno provocato incendi in due diversi siti del Paese, un impianto elettrico e uno per la fornitura d’acqua, rendono noto le autorità locali precisando che diversi soccorritori e un operaio sono rimasti feriti.
Almeno 50 persone sono morte e 500 sono rimaste ferite in Iran negli attacchi statunitensi condotti dall’inizio della nuova escalation nel Golfo. Lo ha riferito su X il portavoce del ministero della Salute di Teheran, Hossein Kermanpur, precisando che si contano 12 civili morti nelle ultime 24 ore. Sempre secondo il portavoce, 460 feriti sono stati dimessi dagli ospedali, mentre 37 persone restano ricoverate.
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha parlato al telefono con il vice Premier e ministro degli Esteri degli Emirati arabi uniti, Abdullah bin Zayed Al Nahyan. Secondo quanto rende noto il ministero degli Esteri russo, gli esponenti di governo dei due Paesi si sono “sincronizzati” sulla situazione nel Golfo persico e hanno sottolineato “l’importanza di cessare le ostilità”.
Un funzionario della sicurezza iraniana ha avvertito che, in caso di attacco statunitense contro infrastrutture della Repubblica islamica, gli aeroporti e i porti degli Emirati Arabi Uniti dovranno essere evacuati immediatamente per il rischio di possibili ritorsioni.
Parlando all’agenzia iraniana Fars, il funzionario, citato come esponente informato delle forze armate, ha dichiarato che “se gli Stati Uniti attaccassero le infrastrutture civili del Paese questa notte”, per proteggere la vita dei cittadini da eventuali contrattacchi iraniani “gli aeroporti di Dubai e Abu Dhabi, così come i porti di Fujairah e Jebel Ali, dovrebbero essere evacuati immediatamente”.
Gli attacchi iraniani contro le infrastrutture civili di Bahrein, Kuwait e Giordania sono “crimini di guerra”. Lo ha dichiarato in una nota il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Ccg), Jasem Mohamed Albudaiwi. “Le azioni dell’Iran costituiscono un’escalation estremamente pericolosa, una grave violazione del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite, nonché crimini di guerra che richiedono l’accertamento delle responsabilità e il perseguimento dei responsabili a livello internazionale, dato che sono state deliberatamente prese di mira infrastrutture e strutture civili”, ha affermato Albudaiwi.
La magistratura iraniana ha registrato oltre 3mila denunce per presunti “crimini di guerra” commessi da Israele e dagli Stati Uniti durante la guerra di 12 giorni dello scorso anno e il conflitto combattuto tra il 28 febbraio e l’8 aprile di quest’anno. Lo ha reso noto il portavoce del potere giudiziario iraniano, Asghar Jahangir. “In totale sono state presentate più di 3mila denunce ai tribunali civili e la vicepresidenza giuridica della Presidenza, insieme al ministero degli Esteri, sta portando avanti il procedimento per perseguire questi crimini davanti agli organismi internazionali”, ha dichiarato Jahangir nel corso di una conferenza stampa. Il portavoce ha spiegato che la magistratura ha documentato i danni provocati dai due conflitti e ha aperto “centinaia di procedimenti penali” nei confronti di responsabili statunitensi e israeliani per presunti crimini di guerra.
Via libera di fatto del governo israeliano alla proposta del ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, al cosiddetto piano “Alligator Alcatraz” che prevede di utilizzare i coccodrilli nei fossati attorno alle carceri per prevenire l’evasione dei detenuti. Dopo l’opposizione dei consulenti legali del ministero dell’Ambiente e dell’Autorità israeliana per la Natura e i Parchi, il ministro della Protezione Ambientale, Idit Silman ha dichiarato il coccodrillo del Nilo “animale selvatico addomesticato”, il che apre la strada al al Servizio Penitenziario israeliano per far stazionare i coccodrilli intorno alle carceri così come prevede la proposta Ben Gvir.
L’Iran ha sospeso tutti gli impegni assunti nell’ambito del memorandum d’intesa raggiunto con gli Stati Uniti un mese fa. Lo ha annunciato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, accusando Washington di aver violato i propri impegni con le recenti azioni militari. “Eravamo in fase di negoziato. Purtroppo sono stati proprio gli americani a compiere queste azioni aggressive, in violazione dei loro stessi impegni”, ha dichiarato Gharibabadi alla televisione di Stato iraniana. “Di conseguenza, abbiamo sospeso tutti i nostri impegni e, di fatto, non li stiamo più attuando”.
Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha dichiarato che la sua amministrazione sta valutando se arrestare il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, qualora si recasse a New York, come previsto, per l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. “Credo che il primo ministro Netanyahu debba essere processato all’Aia”, ha detto Mamdani riferendosi alla sede della Corte Internazionale di Giustizia delle Nazioni Unite. “È un criminale di guerra incriminato dalla Corte Penale Internazionale”, ha aggiunto.
Il Kuwait ha chiesto all’Iran di mettere fine ai bombardamenti, dopo i raid che hanno provocato gravi danni a impianti di dissalazione dell’acqua e siti petroliferi nell’emirato. “Il ripetersi degli attacchi contro queste infrastrutture vitali rivela un approccio aggressivo sistematico”, si legge in una nota del ministero degli Esteri. “L’Iran porta la piena responsabilità per questa vile aggressione e per le sue conseguenze, e chiediamo a Teheran di cessare immediatamente le proprie azioni ostili”, afferma la nota. “Lo stato del Kuwait si riserva il pieno diritto di adottare tutte le misure necessarie per preservare la propria sicurezza e difendere il proprio territorio e le proprie infrastrutture vitali contro qualsiasi aggressione o minaccia, in virtù del suo legittimo diritto all’autodifesa ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e delle norme del diritto internazionale”, avverte il ministero.
Un soldato dell’esercito libanese è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti in seguito a un’esplosione nel villaggio di Al-Mansouri, nel sud del Libano. Lo rende noto l’emittente al-Mayedeen.
Un impianto petrolifero in Kuwait è stato colpito da un attacco iraniano. Lo ha annunciato la Kuwait Petroleum Corporation spiegando che “uno dei siti vitali del settore petrolifero è stato oggetto di ripetuti e brutali attacchi iraniani, che hanno provocato numerosi feriti e ingenti danni materiali”.
L’agenzia di stampa kuwaitiana Kuna spiega che ”ai feriti è stata prestata assistenza medica e il luogo è stato evacuato, mentre la gestione dell’emergenza in seguito all’attacco è in coordinamento con le autorità statali competenti”.
La Giordania ha annunciato di aver abbattuto quattro droni entrati nel suo spazio aereo nelle ultime 24 ore e lanciati dall’Iran. Lo hanno dichiarato le Forze Armate giordane, spiegando che non si sono registrate vittime né danni materiali.
La Guida Suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, non apparirà in pubblico “fino alla fine della guerra con gli Stati Uniti”. Lo ha dichiarato un alto funzionario iraniano, come riportano i media arabi.
L’ultima ondata di attacchi iraniani ha provocato incendi in due diverse aree del Kuwait, causando il ferimento di alcuni vigili del fuoco e di un lavoratore. Lo ha riferito il servizio di emergenza del Kuwait in un post su X, precisando che diverse squadre sono intervenute per domare “due incendi scoppiati in due luoghi diversi”.
I feriti sono stati trasferiti per ricevere assistenza medica. L’incendio segue la segnalazione di un attacco a un impianto kuwaitiano per la produzione di energia e la desalinizzazione dell’acqua.
Le forze statunitensi avrebbero colpito un’area nella contea di Dashti, a Bushehr. Lo ha dichiarato Ehsan Jahanian, vicegovernatore per gli affari politici e sociali di Bushehr, all’agenzia di stampa Irna. “L’esplosione causata da questo attacco non ha provocato vittime”, ha affermato, facendo riferimento a un altro attacco avvenuto nella città di Choghadak, sempre nell’area di Bushehr.
L’Iran ha lanciato un missile balistico contro una base militare americana in Arabia Saudita. Lo ha riferito un alto funzionario statunitense ad Axios. Se la notizia fosse confermata, si tratterebbe del primo attacco diretto iraniano sul territorio saudita da quasi quattro mesi.
I Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno rivendicato di aver ucciso soldati americani nel raid condotto con droni contro la base Usa di Arifjan in Kuwait. Lo si legge in una nota condivisa dai Pasdaran.
Il Bahrein ha dichiarato che le sue forze di difesa hanno intercettato e distrutto diversi droni e missili lanciati dall’Iran. “Il Comando Generale conferma che tutti i suoi sistemi d’arma e le sue unità sono al massimo livello di prontezza operativa e rimangono pienamente preparati a difendere il Regno”, hanno dichiarato le forze di difesa in un comunicato.
“L’uso deliberato di missili e droni per colpire civili e proprietà private costituisce una palese violazione del diritto internazionale umanitario”, prosegue la nota di condanna.
Un incendio è scoppiato in un impianto di produzione di energia e di desalinizzazione dell’acqua in Kuwait in seguito all’ultima ondata di attacchi iraniani. Lo ha annunciato il ministero dell’Elettricità, dell’Acqua e delle Energie Rinnovabili del Kuwait.
“Sono state necessarie misure operative precauzionali” e si è provveduto alla ”disconnessione di alcune unità di generazione per preservare la sicurezza dell’impianto e dei suoi lavoratori e per garantire la stabilità della rete elettrica”, ha dichiarato il ministero in un comunicato.
“Il ministero conferma che tutti i piani operativi e di emergenza sono stati attivati immediatamente dopo il verificarsi dell’incidente, garantendo la continuità e la stabilità delle reti elettrica e idrica e limitando qualsiasi potenziale impatto sul servizio, con il monitoraggio tecnico e operativo in corso 24 ore su 24”, si legge nella nota.
L’attacco statunitense che ha colpito le pompe di desalinizzazione dell’acqua nel villaggio costiero di Bunji, nella contea iraniana di Jask, ha “completamente interrotto la fornitura di acqua potabile a 20 villaggi con una popolazione di circa 10mila persone”, che ora sono senz’acqua. Lo ha dichiarato Hamzeh Pour, amministratore delegato della Hormozgan Water and Wastewater Company, citato dall’agenzia Tasnim.
Pour ha definito gli attacchi statunitensi “una serie di crimini e attacchi terroristici”, durante i quali una stazione di pompaggio per l’estrazione dell’acqua dal mare e un trasformatore di potenza presso l’impianto di desalinizzazione di Bunji sono stati “completamente distrutti”. Il risultato è che ”questi villaggi stanno affrontando una grave carenza idrica”, ha aggiunto.
La Kuwait Airways ha informato i passeggeri che le operazioni di decollo e di atterraggio presso l’aeroporto internazionale del Kuwait sono state temporaneamente sospese a seguito degli ultimi attacchi iraniani. In precedenza, la compagnia aerea aveva annunciato che la maggior parte dei suoi voli erano stati riprogrammati a causa degli attentati.
Diversi militari americani sarebbero rimasti feriti nei raid iraniani che hanno colpito la base aerea di Muwaffaq Salti e la base aerea King Faisal in Giordania. Lo rende noto la Cbs, citando funzionari statunitensi e precisando che al momento non si registrano vittime.
Le Guardie della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno annunciato di aver preso di mira un molo di rifornimento di carburante per la marina statunitense nel porto di Al Ahmadi, in Kuwait, e una postazione di aerei da combattimento statunitensi presso la base aerea di Sheikh Isa, in Bahrein. Lo riporta l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim.
Intanto, in Kuwait sono suonate le sirene d’allarme aereo per la quarta volte. Le forze aeree del Kuwait hanno dichiarato di aver intercettato droni e missili lanciati dall’Iran.
I Guardiani della Rivoluzione Islamica hanno dichiarato di aver attaccato la base statunitense di Arifjan, in Kuwait. Lo riporta l’Irna aggiungendo che è stato condotto un attacco con droni che “ha distrutto il sistema radar alla base Usa di Ali Al Salem in Kuwait”.
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, i Pasdaran, hanno minacciato i Paesi che ospitano basi americane di una ”risposta corrispondente” ai raid Usa contro l’Iran.
Come riporta l’agenzia di stampa Tasnim, i Pasdaran hanno chiesto ai Paesi che ospitano basi Usa di “attivare le proprie unità di difesa civile per proteggere i propri cittadini e allontanarli da potenziali obiettivi militari”, notando che i loro territori vengono utilizzati come basi di lancio per aggressioni contro l’Iran.
L’esercito iraniano ha annunciato di aver lanciato un attacco con droni contro una base aerea statunitense in Bahrein. A riportarlo la tv di Stato iraniana.
Durante l’operazione “sono stati presi di mira gli hangar e le aree di stazionamento degli aerei, i serbatoi di stoccaggio del carburante delle forze armate statunitensi presso la base aerea di Sheikh Isa, nonché diversi ponti di collegamento in Bahrein”, ha detto l’esercito, aggiungendo che la base, situata nel sud del Bahrein, è “uno dei centri operativi e logistici più importanti” per le forze armate statunitensi nella regione.
Una fonte militare ufficiale del Comando Generale delle Forze Armate giordane ha annunciato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato e abbattuto 10 missili iraniani diretti verso il Regno.
Le forze statunitensi hanno concluso la settima notte consecutiva di attacchi contro l’Iran. Ad annunciarlo, via social, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) specificando di aver colpito “siti di sorveglianza, infrastrutture logistiche militari, depositi sotterranei di armi e risorse navali”.
Le forze statunitensi hanno impiegato aerei da combattimento, droni e navi da guerra, oltre ad altre risorse. Il Centcom ricorda poi che oltre 50.000 militari statunitensi sono operativi in tutto il Medio Oriente sottolineando che “rimangono vigili, letali e pronti all’azione”.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Mentre proseguono gli attacchi americani all’Iran e le rispose di Teheran che prende di mira i paesi del Golfo, il capo dei pasdaran minaccia attacchi alle unità navali Usa. Il regime iraniano fa sapere che 38 persone sono state uccise e oltre 400 ferite negli attacchi statunitensi dal 22 giugno. L’Iran ha dichiarato di aver preso di mira una base militare statunitense in Kuwait ed un ex base Usa in Siria. Colpiti anche due radar di controllo aereo in Oman e caccia Usa di stanza in Giordania. Il Qatar ha annunciato di avere intercettato un attacco missilistico, e che alcuni detriti hanno ferito un bambino.
Attacchi aerei sono stati intercettati dalle difese aeree del Bahrein. Teheran ha colpito un’imbarcazione battente bandiera thailandese che avrebbe tentato di attraversare lo Stretto di Hormuz senza autorizzazione: lo riferisce l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Le forze statunitensi hanno attaccato per la seconda volta in due giorni una petroliera iraniana ormeggiata vicino all’isola di Kharg. Secondo Axios gli Usa starebbero valutando se colpire anche impianti nucleari. Le tensioni nell’area deprimono i mercati: Borse asiatiche ed europee in forte calo. Salgono invece le quotazioni del gas e i prezzi dei carburanti, con la benzina che in autostrada sfonda il tetto di 2 euro a litro.
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