Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 19 aprile 2026.
L’Agenzia britannica per le operazioni marittime commerciali (UKMTO) ha ribadito che il livello di minaccia nello Stretto di Hormuz rimane “critico”. L’UKMTO ha citato “interferenze alla navigazione, applicazione del blocco navale, segnalazioni di mine e rischio cinetico residuo” in questa importante via navigabile. Ha inoltre affermato che sussiste un “rischio di attacco”, citando gli attacchi compiuti ieri dalle forze iraniane contro navi nello stretto. Anche il livello di minaccia nel Golfo dell’Oman rimane critico, ha dichiarato l’UKMTO, mentre nel Mar Rosso meridionale e settentrionale, così come nel Mediterraneo, i livelli di minaccia sono “moderati”.
Sharif ha ringraziato l’Iran per aver inviato una “delegazione di alto livello” che includeva il Presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf e il Ministro degli Esteri Abbas Araghchi l’11 e il 12 aprile.
Il Primo Ministro pakistano ha informato Pezeshkian sui colloqui avuti con Arabia Saudita, Qatar e Turchia, nella speranza di costruire un consenso “volto a portare una pace duratura nella regione devastata dalla guerra”.
Il Primo Ministro pakistano ha “anche ringraziato la leadership iraniana per i colloqui costruttivi avuti con il Feldmaresciallo Syed Asim Munir durante la visita di quest’ultimo a Teheran questa settimana”. Il Pakistan rimane “impegnato nei suoi sforzi onesti e sinceri per promuovere la pace e la sicurezza regionale”.
Per la prima volta, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno pubblicato una mappa della loro nuova linea di schieramento all’interno del Libano, a pochi giorni dall’entrata in vigore di un cessate il fuoco. Tale linea si estende da est a ovest e dista dai 5 ai 10 chilometri dal confine settentrionale di Israele, andando a definire l’area che Israele ha dichiarato di voler rendere una “zona cuscinetto” e che include decine di villaggi svuotati dal trasferimento forzato israeliano e distrutti.
“Cinque divisioni, insieme alle forze della Marina israeliana, stanno operando contemporaneamente a sud della linea di difesa avanzata nel Libano meridionale al fine di smantellare i siti delle infrastrutture terroristiche di Hezbollah e prevenire minacce dirette alle comunità nel nord di Israele”, ha dichiarato l’esercito israeliano nel post sui social che include la mappa.
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance guiderà la delegazione statunitense ai colloqui con l’Iran in Pakistan, stando a quanto dichiarato da un funzionario della Casa Bianca. L’aggiornamento arriva poco dopo che il presidente Donald Trump aveva indicato che Vance non avrebbe guidato la missione, a cui parteciperanno anche l’inviato speciale del presidente Steve Witkoff e il genero di Trump, Jared Kushner.
L’ambasciatore statunitense all’Onu, Mike Waltz, ha dichiarato che gli Stati Uniti “non adotteranno mai un approccio di fiducia” nei confronti con l’Iran, alla vigilia di un secondo round di negoziati tra le due parti a Islamabad. “Qualsiasi accordo che ne deriverà dovrà essere assolutamente verificabile e applicabile”, ha detto nel corso del programma “Face the Nation” dell’emittente Cbs.
Waltz ha detto di aspettarsi che i colloqui saranno una “continuazione dei termini offerti dal vicepresidente una settimana fa”. Teheran “non ha le carte in mano, e siamo fiduciosi che si siederanno al tavolo e finalmente rinunceranno alla loro ossessione di possedere un’arma nucleare”, ha aggiunto, spiegando che ci sono state anche “ampie discussioni” con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica, che avrebbe un “ruolo chiave nel garantire che l’Iran rispetti qualsiasi accordo”.
Interrogato sull’importanza della partecipazione del vicepresidente JD Vance ai colloqui, come confermato dalla Casa Bianca, Waltz ha affermato che “la leadership del vicepresidente mostra il livello di impegno da parte degli Stati Uniti: che siamo assolutamente seri”.
Donald Trump bocciato senza appello. Il sondaggio pubblicato da Nbcnews evidenzia che la popolarità del presidente degli Stati Uniti è ai minimi dall’inizio del secondo mandato. Nel complesso, solo il 37% approva l’operato di Trump, che riceve un giudizio negativo dal 67% degli interpellati. Secondo il sondaggio, il 66% degli intervistati bocciano il modo in cui Trump sta gestendo la guerra in Iran e l’economia, in particolare il problema dell’inflazione. Solo il 33% degli americani ritiene che il paese sia sulla strada giusta: per il 66%, gli Usa vanno nella direzione sbagliata
Ai militari israeliani è stato ordinato di usare “tutta la forza” in Libano, anche durante la tregua in corso, se le truppe saranno in qualsiasi modo minacciate. Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. “Il primo ministro Benjamin Netanyahu ed io abbiamo ordinato all’Idf di agire con tutta la forza, sia aerea che terrestre, anche durante il cessate il fuoco per proteggere i nostri soldati in Libano da qualsiasi minaccia”, ha detto durante una cerimonia nella Cisgiordania occupata.
Inoltre ha spiegato che ai militari è stato ordinato di “rimuovere le case nei villaggi vicino al confino che servono in qualsiasi modo da avamposto terroristico per Hezbollah e costituiscono una minaccia per le comunità israeliane”.
“Il cosiddetto blocco degli Stati Uniti dei porti o della costa dell’Iran non solo è una violazione del cessate il fuoco mediato dal Pakistan ma è anche illegale e criminale”. Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqei, replica con un post su X a Donald Trump che ha accusato l’Iran di aver violato la tregua sparando su navi nello stretto di Hormuz. “Inoltre, infliggendo deliberatamente una punizione collettiva alla popolazione iraniana, il blocco corrisponde ad un crimine di guerra e contro l’umanità”, conclude il portavoce iraniano.
“Il presidente degli Stati Uniti afferma che l’Iran non dovrebbe usare il suo potere nucleare, ma non spiega di quale crimine si tratti. Qual è la sua posizione nel mondo per poter privare una nazione dei suoi diritti legali?”. Ad affermarlo è il presidente dell’Iran Masoud Pezeshkian. “Secondo i principi umanitari, ognuno dovrebbe godere dei propri diritti legittimi e noi chiediamo che l’Iran venga trattato secondo giustizia nel sistema internazionale” aggiunge. “Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l’Iran non può trarre beneficio dal suo diritto nucleare” le sue parole citate da Al Jazeera. “Il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi, ha violato il diritto internazionale e ha attaccato infrastrutture, scuole e ospedali. Le dichiarazioni del nemico riguardo alla distruzione della nostra civiltà e al ritorno dell’Iran all’età della pietra rivelano le intenzioni e gli obiettivi degli aggressori”, ha concluso il presidente iraniano.
Il traffico nello Stretto di Hormuz si è nuovamente bloccato dopo che sabato 18 aprile due navi sono state oggetto di attacchi. Lo scrive la Cnn, citando i dati di Marine Traffic, secondo cui la maggior parte delle navi presenti nell’area si è spostata più all’interno del Golfo Persico o verso il Golfo di Oman, dove la situazione è relativamente più sicura. Sabato alcune motovedette iraniane hanno aperto il fuoco contro una petroliera in transito nello stretto e, secondo quanto riferito dall’Organizzazione britannica per il traffico marittimo, una seconda nave sarebbe stata colpita da un “proiettile non identificato“. Nuova Delhi ha dichiarato che due navi battenti bandiera indiana sono state coinvolte in incidenti nello stretto e ha convocato il proprio ambasciatore iraniano per discutere della questione. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Irgc) ha affermato che bloccherà lo stretto e che “avvicinarsi allo Stretto di Hormuz sarà considerato come una forma di cooperazione con il nemico, e qualsiasi nave che violi tale divieto sarà presa di mira”.
“La nostra posizione fondamentale si basa sul mantenimento della pace, della stabilità e della sicurezza nella regione” e “non cerchiamo di allargare il cerchio della guerra, non abbiamo iniziato guerre o conflitti e non abbiamo attaccato alcun Paese”, inoltre “non intendiamo attaccare alcun Paese e stiamo esercitando il nostro diritto legale e legittimo all’autodifesa”. Lo afferma il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato da Al Jazeera. Secondo Pezeshkian, “Trump non ha il diritto di negare i diritti a un popolo e di affermare che l’Iran non può beneficiare del suo programma nucleare”. Il presidente iraniano sottolinea poi che “il nemico non è riuscito a raggiungere i suoi obiettivi, ha violato il diritto internazionale e ha attaccato infrastrutture, scuole e ospedali. Le dichiarazioni del nemico riguardo alla distruzione della nostra civiltà e al ritorno dell’Iran all’età della pietra rivelano le intenzioni e gli obiettivi degli aggressori”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non ha appoggiato l’idea di conquistare l’isola iraniana di Kharg, temendo un numero significativo di vittime tra i soldati americani. È quanto rivela il Wall Street Journal, citato e ripreso da diversi media internazionali tra cui la russa Tass e l’ucraina Rbc. Trump si oppose all’invio di soldati nonostante gli fosse stato assicurato che la missione avrebbe avuto successo e che la conquista del territorio avrebbe garantito agli Stati Uniti l’accesso allo stretto. Ma temeva perdite americane inaccettabilmente elevate. “Sarebbero facili bersagli”, avrebbe detto Trump, secondo fonti citate dal Wall Street Journal. Le stesse fonti affermano che Trump avrebbe urlato contro i suoi collaboratori per diverse ore dopo aver appreso che un aereo statunitense era stato abbattuto in Iran e che due piloti risultavano dispersi. Ha preteso che l’esercito intervenisse immediatamente per catturarli perché, sempre secondo le stesse fonti, le immagini della crisi degli ostaggi iraniani del 1979 erano costantemente presenti nella sua mente.
Secondo le valutazioni dell’intelligence statunitense, l’Iran ha probabilmente ancora accesso a circa il 70% delle sue scorte di missili balistici prebelliche e a circa il 60% dei suoi lanciatori di missili. Lo riporta un rapporto del New York Times. Secondo il Times, quando l’8 aprile è entrato in vigore il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, Teheran aveva accesso a circa la metà dei suoi lanciatori di missili balistici. Da allora, il rapporto afferma che è riuscita a dissotterrare altri 100 lanciatori, portando il totale dei lanciatori missilistici operativi a circa il 60% del totale prebellico. Oltre ai lanciatori, il rapporto afferma che l’Iran sta anche lavorando per recuperare eventuali scorte di missili rimaste sepolte sotto le macerie degli attacchi statunitensi e israeliani. Una volta completata l’operazione, i funzionari dell’intelligence statunitense ritengono che Teheran disporrà di arsenali missilistici pari a circa il 70% di quelli prebellici.
“Che Israele piaccia o meno, ha dimostrato di essere un grande alleato. Sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura in un momento di conflitto e stress”. Lo afferma il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, sottolineando che lo Stato ebraico combatte duramente e sa “come vincere”.
I colloqui di pace tra Iran e Stati Uniti hanno “fatto progressi” ma un accordo definitivo è “ancora lontano”, ha dichiaratoto il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. “Siamo ancora lontani dalla conclusione delle discussioni”, ha detto Ghalibaf in un’intervista alla televisione di Teheran “Abbiamo fatto progressi nei negoziati, ma rimangono molte divergenze e alcuni punti fondamentali sono ancora irrisolti”, ha aggiunto il leader iraniano.
Iran – USA – Israele – Libano, cosa succede: le ultime news
La tensione tra Stati Uniti e Iran torna a salire e si concentra su uno dei punti più delicati del traffico globale, lo Stretto di Hormuz. Da Teheran ieri è arrivata una minaccia esplicita: il Paese è pronto a chiudere il passaggio marittimo se continuerà il blocco dei suoi porti imposto da Washington. “Con il proseguimento del blocco, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto”, ha scritto il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf su X aggiungendo che il transito attraverso il canale dipenderà dall’autorizzazione dell’Iran. Un messaggio diretto che sottolinea il peso strategico dell’area, cruciale per il passaggio di petrolio e merci. Sul fronte opposto, la posizione americana resta rigida. Il presidente Donald Trump ha dichiarato che manterrà il blocco Usa dei porti iraniani se non verrà raggiunto un accordo di pace con Teheran, aggiungendo che potrebbe non estendere il cessate il fuoco dopo la sua scadenza di mercoledì. Le due linee si incrociano senza aperture, alimentando il rischio di una nuova escalation in una regione già altamente instabile. Intanto, in occasione dell’anniversario della creazione dell’Esercito della Repubblica islamica dell’Iran in un messaggio alla nazione Mojtaba Khamenei avvisa: “La nostra marina pronta a infliggere amare sconfitte“.
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