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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Teheran: “Usa devono scegliere tra diplomazia e conflitto”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Teheran: “Usa devono scegliere tra diplomazia e conflitto”
Foto da Imagoeconomica, via US Central Command

Le notizie sulla guerra Iran, USA e Israele e sulle tensioni in Libano: news in diretta, aggiornamenti su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 2 maggio 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 2 maggio 2026

Guerra in Iran – sabato 2 maggio 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 2 maggio 2026.
Inizio diretta: 02/05/26 06:45
Fine diretta: 02/05/26 00:00
Iran: "Negoziati pace dipendono da tregua in Libano"

L’Iran ha ribadito che i negoziati di pace dipendono dal raggiungimento di una tregua in Libano. A dirlo è stato il vicepresidente del Parlamento iraniano Ali Nikzad in un’intervista all’emittente libanese Al-Manar, secondo cui Teheran porrà come condizione nei colloqui con gli Stati Uniti la garanzia di una cessazione completa degli attacchi contro il Libano.

“Il fronte iraniano e il fronte del sud del Libano sono un’unica cosa, e la chiusura dello Stretto di Hormuz era pensata per permettere ai libanesi di vivere in pace”, ha detto riferendosi alla roccaforte di Hezbollah nel sud del Paese. “Hezbollah è l’anima dell’Iran e l’Iran è l’anima di Hezbollah”, ha aggiunto.

Tajani sente Araghchi: "Nucleare linea rossa, impegno Italia per de-escalation"

Il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. ”Ho voluto fare il punto sul conflitto in Iran e sulla situazione in Medio Oriente”, ha scritto Tajani su ‘X’. ”Ho voluto sottolineare la forte preoccupazione dell’Italia per l’aumento delle tensioni regionali, evidenziando la necessità di evitare un’ulteriore escalation e di intensificare gli sforzi per un accordo sul cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz , anche per scongiurare conseguenze negative sulla sicurezza alimentare e sulla stabilità in Africa”, ha sottolineato il tiolare della Farnesina.

Tajani ha spiegato di aver ”ribadito chiaramente che per l’Italia lo sviluppo di un programma nucleare iraniano a fini militari rappresenta una linea rossa, con il rischio concreto di innescare una pericolosa corsa agli armamenti nucleari nella regione”.

Inoltre, ha aggiunto Tajani, ”l’Iran deve esercitare la sua influenza su Hezbollah per fermare gli attacchi contro Israele e per raggiungere, attraverso il negoziato, la pace in Libano”. In questo contesto, ha concluso, ”l’Italia è sempre più impegnata a sostenere ogni sforzo internazionale per la pace, mantenendo aperti i canali di dialogo con tutti i partner e promuovendo la stabilità in Medio Oriente”.

Iran: "Teheran prepara bozza legge per regolamentare transito Hormuz"

L’Iran ha annunciato di aver predisposto una bozza di legge per regolamentare il transito nello Stretto di Hormuz. A renderlo noto è stato il vicepresidente del Parlamento iraniano Hamidreza Haji-Babaei, citato da Al Jazeera, secondo cui il provvedimento vieterebbe in particolare il passaggio di navi israeliane lungo la rotta marittima strategica.

Haji-Babaei ha inoltre spiegato che la proposta prevede il divieto di transito per le navi di Paesi considerati “nemici”, a meno che non versino eventuali riparazioni di guerra. Le altre imbarcazioni, ha aggiunto, potranno attraversare lo stretto solo previa autorizzazione e approvazione delle autorità iraniane. “Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz non tornerà a essere quello precedente alla guerra”, ha affermato il vicepresidente del Parlamento.

Teheran: "La palla adesso è agli USA, scelgano tra diplomazia e conflitto"

“Ora la palla è nel campo degli Stati Uniti per scegliere la via della diplomazia o la prosecuzione di un approccio conflittuale”. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi durante un incontro con diplomatici a Teheran, secondo quanto riportato dall’emittente statale Irib.

Gharibabadi ha aggiunto che “l’Iran, con l’obiettivo di garantire i propri interessi e la propria sicurezza nazionale, è pronto a entrambe le strade”. Le dichiarazioni arrivano in una fase di forte tensione nei rapporti tra Teheran e Washington, con i colloqui sul programma nucleare e sulla sicurezza regionale ancora incerti.

Il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha ricevuto una telefonata dal ministro degli Esteri iraniano Seyed Abbas Araghchi, nel corso della quale è stato aggiornato sullo stato dei negoziati in corso con gli Stati Uniti per arrivare a una soluzione permanente del conflitto. Lo riporta Al Jazeera.

Nel colloquio, Al Thani ha ribadito il pieno sostegno del Qatar agli sforzi di mediazione per una fine pacifica della guerra, sottolineando che la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz è “essenziale” e deve essere ripristinata “il prima possibile

Teheran: "Usa ipocriti su nucleare, violano Trattato non proliferazione"

La missione iraniana presso le Nazioni Unite ha accusato gli Stati Uniti di non rispettare il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), definendo il comportamento di Washington “ipocrita”. “Per 56 anni, gli Stati Uniti – detentori di migliaia di testate nucleari e principale proliferatore di tali armi – sono stati in chiara violazione dei loro obblighi di non proliferazione e disarmo nucleare previsti dagli articoli I e VI del Trattato”, si legge in un comunicato pubblicato su X dalla missione diplomatica.

La nota prosegue affermando che “gli Stati Uniti non dovrebbero ricevere alcuna copertura per il loro comportamento scandaloso e ipocrita”. Secondo la missione iraniana, inoltre, dal punto di vista giuridico “non esiste alcuna restrizione al livello di arricchimento dell’uranio, purché avvenga sotto la supervisione dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, come nel caso dell’Iran”.

Ex lobbista Stewart entra in team negoziale Trump

L’ex lobbista e già funzionario del Dipartimento di Stato durante il primo mandato di Donald Trump, Nick Stewart, è entrato a far parte del team statunitense impegnato nei negoziati con l’Iran, secondo quanto riferito da due funzionari a Cbs News. Stewart, che in passato ha lavorato anche per il gruppo di advocacy Foundation for the Defense of Democracies, ha assunto un incarico nell’ufficio del consigliere speciale Steve Witkoff, all’interno della squadra incaricata di cercare una soluzione al conflitto con Teheran.

La nomina di Stewart – secondo le fonti – sarebbe stata voluta dal genero di Trump, Jared Kushner. Stewart aveva già lavorato nell’”Iran Action Group” del Dipartimento di Stato durante la prima amministrazione Trump e si inserisce in un team negoziale già composto interamente da figure politiche e diplomatiche vicine al presidente, tra cui lo stesso Kushner e Witkoff. Restano però le critiche per l’assenza nella delegazione di esperti nucleari della National Nuclear Security Administration.

Nel frattempo, l’amministrazione statunitense è stata chiamata a rispondere al Congresso proprio su questo punto. Il segretario all’Energia Chris Wright ha dichiarato che “il numero uno sono io”, aggiungendo che “anche i membri del nostro team per la non proliferazione sono coinvolti”, pur precisando che alcuni esperti forniscono supporto “da remoto” senza partecipare direttamente ai colloqui.

Iran, Araghchi: "Sente omologo sudcoreano, discussi sviluppi regione"

Il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun e l’omologo iraniano Seyed Abbas Araghchi hanno avuto un colloquio telefonico nel quale hanno discusso delle relazioni bilaterali e degli ultimi sviluppi regionali. Secondo una nota diffusa sul canale Telegram del capo della diplomazia di Teheran, al centro del confronto anche le iniziative diplomatiche in corso per porre fine al conflitto in corso con Stati Uniti e Israele.

Iran, Graham: "Trump finisca il lavoro se Teheran non cambia atteggiamento"

“Se non cambia atteggiamento, bisogna opporsi all’Iran” e “finire il lavoro”. Lo ha detto il senatore repubblicano Lindsey Graham, esortando il presidente Donald Trump a riprendere le operazioni militari contro Teheran qualora continui a mantenere una linea “provocatoria” nei negoziati. Graham ha aggiunto al Financial Times che gli Usa devono mettere in atto “qualunque combinazione di azioni sia necessaria” per riaprire lo Stretto di Hormuz al traffico commerciale e “togliere all’Iran la leva” la strategica.

Il senatore ha inoltre elogiato la pressione esercitata finora su Teheran, definendo il blocco navale “eseguito in modo brillante” e sottolineando che potrebbe funzionare da deterrente se accompagnato dalla minaccia di ulteriori interventi.

Pechino ad aziende energetiche: "Ignorate sanzioni unilaterali Usa"

Il ministero del Commercio cinese ha ordinato a diverse compagnie energetiche colpite da sanzioni statunitensi per presunti legami con l’Iran di ignorare le misure di Washington e proseguire regolarmente le proprie attività. Pechino – si legge in un comunicato ufficiale del ministero del Commercio – ha esortato le aziende a “non riconoscere, applicare, né rispettare le sanzioni statunitensi”, con l’obiettivo di salvaguardare “la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo, nonché proteggere i diritti e gli interessi legittimi dei cittadini, delle persone giuridiche e di altre organizzazioni cinesi”. La direttiva riguarda cinque società, tra cui il gigante petrolifero Hengli, finito nel mirino dell’Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac) del Tesoro Usa per aver ricevuto, secondo Washington, forniture di greggio iraniano da navi sanzionate.

Hengli ha respinto le accuse, denunciando “sanzioni unilaterali e illegali” che “ignorano i fatti e violano le norme del commercio internazionale”, e annunciando di aver incaricato “un team internazionale di servizi legali specializzati in materia di sanzioni per valutare sistematicamente le possibili vie di risposta”. Pechino ha ribadito la propria posizione, affermando di “opporsi costantemente alle sanzioni unilaterali che non sono autorizzate dalle Nazioni Unite e non hanno fondamento nel diritto internazionale”, aggiungendo che “continuerà a monitorare da vicino i casi di applicazione extraterritoriale indebita di leggi e misure straniere”.

Emirati, traffico aereo civile tornato alla normalità

Il traffico aereo civile negli Emirati Arabi Uniti è tornato alla normalità, dopo la revoca delle misure precauzionali implementate il 28 febbraio all’inizio della guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Lo ha dichiarato l’autorità aeronautica degli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Wam.

La revoca delle restrizioni è stata decisa dopo una valutazione completa delle condizioni operative e di sicurezza, effettuata in coordinamento con gli enti competenti, aggiunge l’Autorità generale per l’aviazione civile.

Iran: Yemen, petroliera dirottata da uomini armati al largo di Shabwa

La guardia costiera yemenita ha dichiarato che una petroliera è stata dirottata al largo della costa di Shabwa da uomini armati non identificati che sono saliti a bordo della nave. Dopo aver presero il controllo della M/T Eureka, gli assalitori hanno diretto la nave verso il Golfo di Aden, in direzione delle acque somale, hanno spiegato le autorità yemenite.

Araghchi sente Barrot, focus su iniziative diplomatiche per fine guerra

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot ha avuto un colloquio telefonico con il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi questa mattina. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri iraniano su Telegram. L’agenzia di stampa iraniana Irna ha spiegato che i due ministri hanno ”discusso degli ultimi sviluppi in Medioriente, oltre che di questioni e iniziative diplomatiche finalizzate a mettere fine alla guerra iniziata dagli Stati Uniti e da Israele il 28 febbraio”.

Iran, Narges Mohammadi sta male: "Serve trasferimento immediato a Teheran"

Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace, 54 anni, trasferita ieri dal carcere in ospedale per problemi cardiaci, “resta in condizioni che non sono stabili”. La denuncia è stata rilanciata via X dalla Fondazione che porta il suo nome, che ricorda che “attualmente è ricoverata nell’unità di terapia intensiva coronarica in un ospedale della città iraniana di Zanjan” e soffre problemi di pressione e “nausea”.

“Per sottoporsi a una angiografia, ricevere una diagnosi accurata e continuare la terapia specialistica, è necessario un trasferimento immediato a Teheran e che possa avere accesso al suo staff medico personale”, conclude il messaggio dopo l’allarme scattato per il “deterioramento catastrofico delle condizioni di salute” di quella che è una delle più importanti voci del dissenso in Iran.

Iran, Ukmto: segnalate due navi sospette al largo dello Yemen

Due navi sospette sono state avvistate al largo della costa meridionale dello Yemen, a 84 miglia nautiche a sud-ovest del porto di Mukalla. Lo segnala l’Ukmto, UK Maritime Trade Operations. Secondo l’agenzia britannica che si occupa della sicurezza in mare, una nave portarinfuse ha segnalato che le si sono avvicinati, a meno di 500 metri, una piccola imbarcazione e un peschereccio.

Dal lancio della guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran, l’Ukmto ha registrato 41 incidenti tra il primo marzo e il 27 aprile, la maggior parte dei quali consisteva in attacchi che hanno danneggiato navi, ferito equipaggi o causato danni collaterali. “Le chiamate più angoscianti sono quelle provenienti da navi sotto attacco”, ha affermato il comandante Jo Black, responsabile delle operazioni dell’Ukmto.

Riapertura di Hormuz e stop guerra, cosa prevede proposta che non soddisfa Trump

Dalla riapertura delle rotte marittime verso lo Stretto di Hormuz alla fine del blocco navale dei porti iraniani, dalle garanzie sulla fine della guerra al rinvio dei colloqui sul nucleare a un secondo momento. Sono questi alcuni dei punti contenuti nella proposta elaborata dall’Iran e inviata agli Stati Uniti tramite la mediazione del Pakistan, proposta che però ”non soddisfa” il presidente americano Donald Trump. Lo ha spiegato un alto funzionario iraniano alla Reuters, come riporta Sky News e il sito di Haaretz.

Al primo punto, la proposta di accordo prevede che la guerra si concluda con la garanzia che Israele e Stati Uniti non attaccheranno più l’Iran. In cambio, l’Iran riaprirà lo Stretto di Hormuz alla navigazione. Agli Stati Uniti viene quindi chiesta la revoca del blocco navale dei porti iraniani. Solo in un secondo momento si terranno colloqui sul programma nucleare iraniano, che avverranno in cambio della revoca delle sanzioni da parte degli Stati Uniti. Tra le richieste anche quella che Washington riconosca il diritto dell’Iran ad arricchire l’uranio per scopi pacifici, anche se l’Iran accetta di sospendere tale attività.

“In questo quadro, i negoziati sulla questione nucleare, più complessa, sono stati spostati alla fase finale per creare un’atmosfera più favorevole”, ha dichiarato il funzionario iraniano. Washington ha però ripetutamente affermato che non porrà fine alla guerra senza un accordo che impedisca all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare.

Iran, eseguite due condanne a morte: "Erano spie del Mossad"

In Iran sono state eseguite le condanne alla pena di morte inflitte a due persone accusate di spionaggio a favore di Israele. “Yaghoub Karimpour e Nasser Bekrzadeh sono stati impiccati per i reati di cooperazione con l’intelligence e spionaggio a favore” di Israele, ha reso noto Mizan Online, il sito web della magistratura della Repubblica islamica.

Non è chiaro a quando risalgano gli arresti dei due uomini. Secondo Mizan, Karimpour è stato condannato per aver “filmato e fotografato siti militari e della sicurezza e aver inviato il materiale a un agente del Mossad” durante i 12 giorni di guerra dello scorso giugno. Bekrzadeh è stato invece accusato di aver collaborato con il Mossad inviando informazioni su “persone religiose e figure di spicco livello provinciale” e su “centri importanti come l’area di Natanz”, dove si trova un sito nucleare. Non è chiaro a quando risalgano i fatti.

Media: almeno 5 morti in raid Israele sul sud del Libano

Almeno cinque morti. Questo il bilancio di raid attribuiti a Israele che hanno preso di mira aree del sud del Libano. Lo riferisce stamani l’agenzia libanese Nna secondo cui un raid di un drone ha colpito un’auto lungo la strada che collega Kfar Djjal a Nabatieh, uccidendo due persone. All’alba, aggiunge l’agenzia, un raid aveva centrato un’abitazione a Louaizeh, uccidendo tre persone.

Forze armate iraniane: "Probabile ripresa del conflitto con gli Usa"

“È probabile una ripresa del conflitto tra Stati Uniti e Iran e i fatti hanno dimostrato che gli Usa non rispettano promesse né accordi”. Si è espresso così Mohammad Jafar Asadi, ufficiale del comando militare iraniano, Khatam al-Anbiya, in dichiarazioni rilanciate dall’agenzia iraniana Fars.

Pentagono, ritiro 5.000 militari dalla Germania "In 6-12 mesi"

Il segretario dalla Difesa Usa, Pete Hegseth, ha ordinato il ritiro di circa 5.000 soldati americani present in Germania. Un portavoce del Pentagono ha spiegato all’agenzia tedesca Dpa che il ritiro dovrebbe essere completato entro i prossimi sei, dodici mesi. Per il Pentagono si tratta di una decisione che “segue un’attenta revisione della presenza delle forze del Dipartimento in Europa”, dettata “da esigenze operative e condizioni sul campo”.

Secondo dati militari Usa di metà aprile, sono circa 86.000 i militari americani in Europa, circa 39.000 dei quali in Germania. I numeri cambiano costantemente, in parte per motivi di rotazione e per le esercitazioni militari. Nei giorni scorsi il presidente Donald Trump aveva minacciato il ritiro delle truppe americane in Germania, Italia e Spagna.

Trump loda Marina Usa: "Noi come i pirati"

“Come pirati”. Così Donald Trump ha descritto le operazioni Usa nel contesto del blocco navale imposto ai porti della Repubblica islamica, parlando di una “grande Marina”. “La nave si è fermata – ha detto il presidente degli Stati Uniti durante un evento in Florida, come riporta la Cnn, evidenziando come probabilmente il riferimento sia all’episodio durante il quale il mese scorso è stata intercettata la nave Touska battente bandiera iraniana – Hanno usato rimorchiatori e poi siamo atterrati sopra, sopra a tutto – ha affermato – E abbiamo preso il controllo della nave. Abbiamo preso il controllo del carico, del petrolio. E’ un affare che frutta molto”. Un’azione, secondo il tycoon, “come i pirati”.

Nei giorni scorsi l’ambasciatore iraniano all’Onu aveva chiesto al Consiglio di Sicurezza di “condannare nei termini più forti possibili” i sequestri di petroliere iraniane “in stile pirati”, accusando gli Stati Uniti di “pirateria” e “bullismo”.

Trump: "Tradimento dire che Usa non stanno vincendo"

Per Donald Trump è “un atto di tradimento” il fatto che qualcuno dica che gli Stati Uniti non stanno “vincendo” nel conflitto contro l’Iran. Il presidente, riporta la Cnn, è intervenuto durante un evento in Florida dopo la notifica dell’Amministrazione Trump al Congresso secondo cui sono “terminate” le “ostilità” con l’Iran, iniziate con le operazioni avviate da Usa e Israele lo scorso 28 febbraio.

Secondo una lettera ottenuta dalla rete americana, indirizzata al presidente della Camera Mike Johnson e al presidente pro tempore del Senato Chuck Grassley, il tycoon afferma che “il 7 aprile 2026 ho ordinato un cessate il fuoco di due settimane” ed “è stato da allora prorogato e non c’è stato alcuno scambio di fuoco tra le forze degli Stati Uniti e l’Iran dal 7 aprile”. Così il presidente evita di dover chiedere al Congresso l’autorizzazione a proseguire la guerra, al termine dei 60 giorni durante i quali non era necessaria. Trump ha anche definito “completamente incostituzionale” la legge in materia.

Trump: "Finito con l'Iran prenderemo il controllo di Cuba"

Dopo aver annunciato un inasprimento delle sanzioni americane, Donald Trump è tornato nelle scorse ore a parlare di Cuba, e – con tono scherzoso, come evidenzia la Cnn – ha evocato la possibilità che gli Stati Uniti ne “prendano il controllo”. “È originario di un posto che si chiama Cuba, un posto di cui prenderemo quasi immediatamente il controllo”, ha detto il presidente americano rivolgendosi a una persona tra la folla che lo ascoltava durante un evento in Florida.

Nel suo intervento Trump ha collegato tutto a quanto accade in Medio Oriente. “Prima ne finiremo una, mi piacerebbe concludere il lavoro”, ha affermato, riferendosi all’Iran. “Di ritorno dall’Iran, faremo sì che una delle nostre grandi unità, forse la portaerei Uss Abraham Lincoln, la più grande al mondo, si avvicini, si mantenga a circa 100 metri dalla costa e ci diranno ‘molte grazie, ci arrendiamo’”, ha aggiunto, alludendo a quella che – a suo avviso – potrebbe essere una risposta delle autorità cubane, mentre il pubblico rideva.

Cuba ha già definito “illegali” e “abusive” le nuove sanzioni annunciate dagli Usa.

Conflitto Iran-USA-Israele e caso Libano: cosa succede, le ultime notizie

L’Iran presenta una nuova proposta agli Stati Uniti per chiudere la guerra. Donald Trump, però, si dichiara “non soddisfatto”. Resta alta la tensione: è scaduto l’1 maggio il termine dei 60 giorni per il via libera del Congresso degli Stati Uniti all’impiego delle forze militari contro Teheran. Scadenza che non sembra preoccupare Trump, informato nel corso di un briefing con i vertici militari di nuovi piani per possibili attacchi contro il Paese.

Nel frattempo Trump ha attaccato nuovamente l’Europa, l’Italia e la Spagna affermando di non aver gradito il comportamento dei due paesi. “Per loro va bene se Iran ha un’arma nucleare”.

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