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Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Teheran: “La nostra posizione sui negoziati non è cambiata”

Guerra in Iran, le ultime news in diretta | Teheran: “La nostra posizione sui negoziati non è cambiata”
Foto da Adnkronos

Le notizie sulla guerra Iran USA e Israele: news in diretta, aggiornamenti di oggi su morti, feriti e attacchi e su cosa sta succedendo nell’area del Golfo

Guerra in IranLIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 20 aprile 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 20 aprile 2026

Guerra in Iran – lunedì 20 aprile 2026: le ultime notizie in diretta
Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 20 aprile 2026.
Inizio diretta: 20/04/26 07:00
Fine diretta: 20/04/26 00:00
Trump: "Il blocco resterà fino ad un accordo, perdono 500 milioni di dollari al giorno"

Non ci sarà nessuna revoca del blocco americano sui porti iraniani in assenza di un accordo con l’Iran. Ad assicurarlo, sul suo social Truth, è il presidente americano Donald Trump. Il blocco, che non revocheremo finché non ci sarà un ‘Accordo’, sta completamente distruggendo l’Iran. Stanno perdendo 500 milioni di dollari al giorno, una cifra insostenibile per loro, anche a breve termine”, ha scritto in un messaggio che critica aspramente la copertura del conflitto da parte dei media americani.

 Trump: "Accordo sarà migliore di quello di Obama"

Un potenziale accordo con l’Iran sarebbe “Migliore del JCPOA”, il Piano d’Azione Congiunto Globale firmato nel 2015 tra l’Iran e il gruppo 5+1. A scriverlo, su Truth, è stato il presidente americano Donald Trump. “L’accordo che stiamo stipulando con l’Iran sarà Migliore del JCPOA, comunemente noto come ‘Accordo nucleare con l’Iran’, redatto da Barack Hussein Obama e Sleepy Joe Biden, uno dei peggiori accordi mai stipulati in materia di sicurezza del nostro Paese”, ha scritto Trump, sostenendo che il suo approccio impedirebbe a Teheran di dotarsi di armi nucleari e garantirebbe una maggiore sicurezza regionale.

Lagarde: "Shock enorme, necessario raccogliere maggiori informazioni prima di conclusioni"

”Sappiamo di trovarci di fronte a uno shock di enorme portata” ma ”l’esperienza passata ci ha insegnato che la sola entità dello shock non ne determina le conseguenze economiche”. C’è una ”duplice incertezza circa la durata dello shock e l’ampiezza della sua trasmissione” che ”suggerisce la necessità di raccogliere maggiori informazioni prima di trarre conclusioni definitive per la nostra politica monetaria”. Lo afferma la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervenendo al 75esimo anniversario dell’associazione delle banche tedesche a Berlino.

Trump: "Accordo in tempi brevi, Democratici traditori"

Donald Trump torna ad attaccare i Democratici ed assicura che l’accordo con l’Iran si farà in tempi brevi. “I Democratici stanno facendo tutto il possibile per danneggiare la posizione di estrema forza in cui ci troviamo rispetto all’Iran”, ha scritto in un post su Truth.

“Nonostante la Prima Guerra Mondiale sia durata 4 anni, 3 mesi e 14 giorni, la Seconda Guerra Mondiale sia durata 6 anni e un giorno, la Guerra di Corea 3 anni, 1 mese e 2 giorni, la Guerra del Vietnam 19 anni, 5 mesi e 29 giorni, e l’Iraq 8 anni, 8 mesi e 28 giorni, a loro piace dire che avevo promesso 6 settimane per sconfiggere l’Iran e, in realtà, dal punto di vista militare, è stato molto più veloce di così, ma non permetterò loro di spingere gli Stati Uniti a stringere un Accordo che non sia buono come potrebbe essere. Leggo le Fake News che dicono che sarei sotto ‘pressione’ per fare un Accordo. QUESTO NON È VERO! Non sono sotto alcuna pressione, anche se succederà tutto in tempi relativamente brevi!”, si legge ancora.

“Il tempo non è il mio avversario – afferma Trump – l’unica cosa che conta è che finalmente, dopo 47 anni, sistemiamo il DISASTRO che altri Presidenti hanno lasciato accadere perché non hanno avuto il Coraggio o la Lungimiranza di fare ciò che andava fatto rispetto all’Iran. Ci siamo dentro, e sarà fatto nel modo GIUSTO, e non lasceremo che i deboli e patetici Democratici, TUTTI TRADITORI, che per anni hanno parlato dei Pericoli dell’Iran e del fatto che bisognasse fare qualcosa, ma che ora, dato che sono io a farlo, sminuiscano i risultati dei nostri Militari e dell’Amministrazione Trump. Tutto questo viene eseguito perfettamente, sulla scala del Venezuela, solo un’operazione più grande e complessa. Il risultato sarà lo stesso”, assicura.

Beirut, 2.387 morti e 7.602 feriti da inizio guerra

Gli attacchi israeliani contro il Libano hanno causato almeno 2.387 morti dall’inizio della guerra con Hezbollah, sei settimane fa, secondo un nuovo bilancio diffuso da un organismo governativo libanese.

L’unità di gestione del rischio di catastrofi ha inoltre aggiunto che nello stesso periodo 7.602 persone sono rimaste ferite. Da quando è entrato in vigore venerdì un cessate il fuoco di 10 giorni, i soccorritori stanno recuperando corpi sotto le macerie degli edifici nelle zone colpite dai pesanti bombardamenti israeliani.

Merz: "Situazione tesa ma eventi ultime ore non ci lasciano senza speranza"

“La situazione rimane tesa, in particolare nel Medio e Vicino Oriente. Gli eventi delle ultime ore non ci lasciano senza la speranza che si possa arrivare presto a una fine”. Così il cancelliere tedesco Friedrich Merz, citato dalla Bild, ha espresso la speranza di sviluppi positivi nella guerra in Iran, in occasione del ricevimento annuale dell’Associazione delle banche tedesche (BdB) a Berlino.

Telefonata tra premier del Qatar e ministro degli Esteri Oman

Colloquio telefonico tra il premier e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, e il capo della diplomazia omanita, Badr bin Hamad Al Busaidi.

Il colloquio è avvenuto su iniziativa dell’Oman, precisano da Doha. E’ stato incentrato sugli sviluppi nella regione, in particolare in vista del nuovo previsto round di colloqui tra Usa e Iran in Pakistan. Al Thani e Al Busaidi hanno parlato del “cessate il fuoco tra Usa e Iran” e del lavoro per ridurre le tensioni” e promuovere “pace e sicurezza” nella regione. Evidenziata, concludono da Doha, “la necessità che tutte le parti rsipondano al lavoro di mediazione in atto”.

Fonti a Wsj, Teheran conferma a mediatori invio delegazione domani a Islamabad

L’Iran ha comunicato ai mediatori nella regione che invierà una delegazione di negoziatori domani a Islamabad per un secondo round di colloqui con gli Usa.

Lo scrive il Wall Street Journal, che cita fonti informate in assenza di notizie confermate ufficialmente dal governo della Repubblica islamica.

Al-Jazeera: "Domani riprendono i negoziati in Pakistan"

A mezzogiorno di domani, ora di Islamabad, è previsto l’inizio di un secondo round di negoziati tra Usa e Iran in Pakistan. Lo riporta la tv satellitare al-Jazeera, sulla base di informazioni avute da una fonte pakistana. Notizie in linea con quelle fornite in precedenza al New York Times da due funzionari iraniani, secondo i quali – nonostante le incertezze e le tensioni – starebbe partendo una delegazione iraniana per partecipare ai colloqui.

Telefonata Araghchi-Ishaq Dar

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e il suo omologo pakistano, Muhammad Ishaq Dar, hanno avuto un colloquio telefonico per discutere degli sviluppi regionali e del cessate il fuoco. Lo conferma il Ministero degli Esteri di Teheran, mentre poco fa il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’arrivo della delegazione statunitense a Islamabad in serata. Il Governo iraniano non ha ancora confermato se prenderà parte a un nuovo round di negoziati con gli Usa.

 

Pezeshkian: "Non ci faremo sottomettere"

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, è tornato a criticare gli Stati Uniti, accusandoli di inviare segnali “poco costruttivi e contraddittori” che mirano a ottenere la “resa” della Repubblica Islamica. “In Iran resta una profonda sfiducia storica verso il governo Usa”, scrive Pezeshkian su X, ribadendo che Teheran non intende cedere alle pressioni: “Gli iraniani non si sottomettono alla forza”.

 

Trump: "Cessate il fuoco improbabile senza accordo"

Il presidente Donald Trump ha definito “altamente improbabile” una proroga del cessate il fuoco di due settimane con l’Iran se non si raggiungerà un accordo prima della sua scadenza. In un colloquio con Bloomberg, rilanciato da Sky News Arabia, Trump sostiene anche che lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato fino a quando non sarà finalizzata un’intesa con Teheran.

 

Iran: "La nostra posizione sui negoziati non è cambiata"

La decisione dell’Iran di non partecipare ai negoziati “non è cambiata” nonostante il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, abbia annunciato che una delegazione americana è in viaggio verso il Pakistan. Lo specifica l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, secondo la quale la partecipazione dell’Iran è “subordinata al soddisfacimento di determinati presupposti”, a partire dalla questione del blocco navale che costituisce “un ostacolo fondamentale” ai negoziati.

Oltre alla questione del blocco navale, vi sono altre richieste “eccessive” statunitensi che “non mostrano una prospettiva chiara” in vista degli eventuali nuovi colloqui. “L’Iran – prosegue la Tasnim – ritiene inoltre che le notizie diffuse dai media sui negoziati possano essere fuorvianti ed è pronto ad affrontare uno scontro militare e a infliggere ulteriori punizioni agli Stati Uniti”.

 

Trump: "Domani sera l'accordo con l'Iran"

“Sono in viaggio in questo momento, saranno lì questa notte, ora di Islamabad“. Così Donald Trump, in un’intervista telefonica con il New York Post, ha confermato che la delegazione di negoziatori Usa, guidata dal vice presidente JD Vance, dall’inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner, è già in viaggio per il Pakistan per un nuovo round di colloqui.

Parlando a Fox News, il presidente aggiunge che si aspetta che “domani sera in Pakistan” venga firmato l’accordo con l’Iran. Il negoziato sarebbe praticamente concluso, ma in realtà la versione di Teheran in questo momento sembra essere molto diversa.

 

Riaprono scali di Teheran

L’Iran ha riaperto i principali scali di Teheran, l’aeroporto internazionale Imam Khomeini e il Mehrabad, dopo le chiusure adottate nelle scorse settimane a causa della guerra con Stati Uniti ed Israele. A comunicarlo è stata l’Organizzazione per l’Aviazione civile iraniana, citata dall’agenzia di stampa Isna. Possibili nuovi allentamenti delle restrizioni da sabato.

Colloqui USA-Iran, Teheran: "Non siamo ottimisti"

Realismo“. Su questo ha insistito il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmaeil Baqaei, mentre si riconcorrono le notizie sul nuovo round di colloqui tra Usa e Iran che potrebbe tenersi in Pakistan. “Non siamo affatto ottimisti – sostiene, secondo l’agenzia iraniana Tasnim – siamo realisti”. “Il pessimismo nei confronti del nemico è sinonimo di saggezza”, aggiunge.

Qatar riapre spazio aereo

L’Autorità per l’Aviazione civile del Qatar ha annunciato la ripresa graduale delle operazioni delle compagnie aeree straniere attraverso l’Aeroporto Internazionale Hamad, segnando la riapertura dello spazio aereo del Paese ai vettori internazionali dopo le ampie restrizioni iniziate il 28 febbraio.

L’Autorità ha spiegato che la decisione è arrivata dopo una “valutazione globale della situazione” per garantire piena operatività e sicurezza. La riapertura sarà progressiva e inizialmente limitata ad alcune compagnie.

 

Condanna per il gesto contro la statua di Gesù in Libano

Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha commentato l’atto di vandalismo ai danni di una statua di Gesù in Libano, compiuto da un soldato delle Forze di Difesa Israeliane, dichiarandosi “scioccato e rattristato”. Netanyahu ha definito il soldato un “criminale” e ha chiarito che è in corso un’indagine penale sull’accaduto. “Condanno l’atto con la massima fermezza. Le autorità militari stanno indagando sulla questione e agiranno con la massima severità contro il criminale”, si legge in un post su X.

Condanna anche dall’Italia per l’accaduto. Il vicepremier Tajani – accogliendo con favore la condanna delle autorità israeliane per il “grave atto compiuto da un soldato dell’Idf che distrugge a martellate una statua di Gesù in un villaggio cristiano nel Sud del Libano” – ha scritto che si tratta di “un violento accanimento contro i cristiani che in Medio Oriente rappresentano uno strumento di pace. Un episodio inaccettabile che auspichiamo non si ripeta mai più”.

 

 

Pakistan: "Completati i preparativi per il secondo round di negoziati"

Il ministro dell’Interno pakistano, Mohsin Naqvi, ha informato l’ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, che sono stati completati i preparativi per il secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran. Lo ha riferito in un post su X il Ministero dell’Interno di Islamabad.

Sottolineando i “rapporti fraterni” tra Pakistan e Iran, Naqvi ha ribadito che Islamabad è favorevole a una soluzione del conflitto attraverso il dialogo. “Una soluzione duratura del conflitto è garanzia di stabilità e pace per l’intera regione”, ha evidenziato.

 

Russia: "Non stiamo mediando tra Iran e USA"

La Russia non sta svolgendo un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran, ma auspica il successo del processo negoziale per la stabilità della regione e del Golfo. Lo conferma il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di un briefing con la stampa, sottolineando che Mosca è pronta a svolgere un ruolo per contribuire al raggiungimento una soluzione pacifica.

 

Munir a Trump sugli ostacoli ai colloqui

Il capo di Stato maggiore dell’esercito pakistano, Asim Munir, ha parlato con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sottolineando che il blocco navale imposto dagli Usa ai porti iraniani è un ostacolo in vista di un eventuale nuovo round di negoziati tra Teheran e Washington. Trump ha risposto che avrebbe tenuto in considerazione l’indicazione di Munir.

 

Iran: "Adotteremo le misure necessarie"

Teheran “adotterà le misure necessarie” contro le forze statunitensi in risposta al sequestro da parte della Marina Usa di una nave battente bandiera iraniana nello Stretto di Hormuz. Lo conferma il comando centrale militare iraniano, Khatam Al-Anbiya, sottolineando che le forze dei Guardiani della Rivoluzione erano “pronte a rispondere a reagire dopo l’irruzione dei commando americani sulla nave mercantile iraniana”.

Secondo la nota di Khatam al-Anbiya, citata dall’agenzia di stampa Isna, le forze iraniane si sarebbero autoimposte delle “limitazioni” a causa della presenza a bordo di familiari dell’equipaggio che “erano in pericolo”.

 

Nuova conferenza dei ministri trasporti UE

La presidenza di turno del Consiglio Ue organizza per domani una videoconferenza informale dei ministri dei Trasporti europei, per esaminare l’evolversi della situazione in Medio Oriente.

Cina, Stretto di Hormuz: "Situazione sensibile e complessa"

La Cina esprime preoccupazione per quella che è stata definita una “intercettazione forzata” da parte degli Stati Uniti di una nave cargo battente bandiera iraniana nelle acque del Golfo. Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, dichiara: “La situazione nello Stretto di Hormuz è sensibile e complessa”.

Secondo il portavoce, “ora che si è aperta una finestra per la pace, è necessario creare condizioni favorevoli per mettere fine alla guerra il prima possibile”.

 

Attacco in Libano

L’esercito israeliano avrebbe attaccato villaggio di Al-Tiri, nel sud del Libano. Lo riporta la rete libanese Al-Mayadeen, affiliata a Hezbollah. Le Idf avvertono intanto i civili libanesi di non tornare nei villaggi del Libano meridionale, nonostante la fragile tregua in vigore. “Durante l’accordo di cessate il fuoco, le Forze di Difesa Israeliane continuano a rimanere schierate nelle loro posizioni nel Libano meridionale di fronte alla continua attività terroristica di Hezbollah”, afferma il portavoce dell’esercito, colonnello Avichay Adraee, in un post su X.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz avrebbe dichiarato che le Idf raderanno al suolo tutti i villaggi libanesi al confine, ad eccezione di alcune comunità cristiane.

 

Navi a Hormuz? Le parole di Crosetto

“Il primo Paese a chiedere un intervento dell’Onu, già mesi fa e su mia esplicita dichiarazione, è stata l’Italia e non solo per la guerra in Iran. Sono contento che ci arrivi anche l’opposizione. Mi auguro che ci sia l’egida dell’Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace. E non penso che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo”. Lo afferma, in un’intervista al Corriere della Sera, il ministro della Difesa Guido Crosetto riguardo al possibile invio di navi a Hormuz.

“C’è una spinta della comunità internazionale, che punta a mettere in sicurezza Hormuz e a far sì che riprenda la libera e pacifica navigazione delle merci a pieno regime – osserva – L’Italia, che ha una delle migliori marine militari del mondo, potrebbe pensare ad assetti cacciamine. Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi. Ma per inviarle occorre la fine delle ostilità, perché nessuno vuole entrare in una guerra”. Sui tempi perché il flusso di petrolio e gas torni a com’era prima del conflitto, Crosetto osserva: “Una volta che hai garantito la sicurezza, le navi si muovono. I flussi potrebbero riprendere da subito, quasi con la stessa velocità di prima. Per l’impianto di gas liquido danneggiato in Qatar invece sì, potrebbero volerci anche tre anni. Il tema è quando sarà possibile inviare le navi. La comunità internazionale potrà accedere a Hormuz solo dopo la tregua, per non trovarsi in una zona di guerra. E il Governo italiano passerà dal voto del Parlamento, che per noi è un passaggio dovuto, obbligatorio, fondamentale”.

Quanto a Donald Trump e all’ipotesi che faccia venire meno il sostegno all’Italia, Crosetto sottolinea: “Non penso sarà così. Qualcuno dei suoi collaboratori gli spiegherà la verità, quali sono le nostre regole d’ingaggio. Trump prenderà atto di aver dato un giudizio ingeneroso e affrettato sull’Italia”.

L'Iran non sa se parteciperà ai nuovi negoziati

L’Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo round di negoziati previsti a Islamabad, in Pakistan. Lo conferma il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei. “Al momento non abbiamo in programma un prossimo round di negoziati e non è stata presa alcuna decisione in merito”, le sue parole.

 

Pezeshkian: "Diplomazia importante, ma mantenere la sfiducia negli USA è necessario"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sostiene la necessità di optare per la via diplomatica per ridurre le tensioni con gli Stati Uniti ma sottolinea che la diffidenza verso Washington è una “necessità innegabile”. Il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti scadrà mercoledì e i nuovi negoziati previsti in Pakistan rimangono in bilico. Non è chiaro se Teheran invierà la delegazione.

Iran, attacco con droni a navi Usa nel Golfo dell'Oman

L’Iran ha attaccato con droni navi militari statunitensi nel Golfo dell’Oman. Lo scrive l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim. La Bbc precisa che non sarebbero stati segnalati danni a causa degli attacchi. Continuano le minacce di ritorsioni per le presunte violazioni del cessate il fuoco.

 

Iran, Conte: "Intervento a Hormuz solo con il sì dell'Onu"

aIl leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, interviene sulla crisi in Medio Oriente e sul possibile allargamento della missione Aspides allo Stretto di Hormuz. In un’intervista a “Il Messaggero”, l’ex premier esprime forte preoccupazione per le conseguenze politiche ed economiche del blocco dello Stretto e fissa paletti netti per un eventuale coinvolgimento italiano. Conte avverte della necessità di non lasciarsi coinvolgere in interventi che non siano diplomatici dopo quelli che definisce “attacchi illegali di Stati Uniti e Israele”. Per il leader M5S, l’Italia deve agire solo all’interno di una cornice internazionale definita: “A mio avviso un eventuale intervento coordinato può essere preso in considerazione, proprio perché volto a ripristinare il diritto internazionale, soltanto sotto l’egida delle Nazioni Unite e nella cornice di una risoluzione del suo Consiglio di sicurezza”.

Oltre al mandato Onu, Conte pone come premessa imprescindibile la “garanzia di sicurezza dei nostri militari”. L’ex presidente del Consiglio rivolge poi una dura critica a Giorgia Meloni. Secondo Conte, la premier avrebbe assecondato violazioni del diritto internazionale: “Meloni non pensi che bastino un paio di giravolte negli ultimi giorni per cancellare le sue macroscopiche responsabilità in questi tre anni di condotta estera in cui ha assecondato le violazioni del diritto internazionale e chiuso tutti e due gli occhi di fronte a crimini contro l’umanità”. Sul fronte interno, viene richiesto un passaggio parlamentare trasparente: “Sarà necessario un confronto chiaro a livello parlamentare”. Conte precisa che “il Parlamento non deve diventare un luogo di ripicche politiche o un ring in cui il governo attacca le opposizioni che chiedono trasparenza”. In conclusione, il leader M5S ribadisce che l’obiettivo primario deve rimanere la pace: “Il ruolo dell’Italia deve essere quello di perorare nelle sedi internazionali l’apertura di un dialogo stabile finalizzato ad un cessate il fuoco duraturo e alla conseguente definizione di un trattato di pace”. Conte sollecita inoltre il governo a ottenere risposte chiare da Trump e Netanyahu sui “reali obiettivi, tuttora ambigui, che stanno perseguendo in Iran e Libano”.

Usa sequestrano nave iraniana, Teheran: "Avete violato il cessate il fuoco"

L’Iran promette di “rispondere presto” al sequestro da parte degli USA di una nave cargo iraniana che di rotorno dalla Cina stava tentando di passare nel Golfo dell’Oman. Gli americani sono accusati di aver violato il cessate il fuoco.
“Le forze armate della Repubblica Islamica d’Iran reagiranno presto e adotteranno le misure di ritorsione contro quest’atto di pirateria armata e contro i militari americani”,

L'avvertimento di Trump: "Accordo o sarà distruzione"

In bilico il secondo round di negoziati Usa-Iran. Donald Trump ha annunciato l’invio di una delegazione in Pakistan ma Teheran non ha confermato la presenza al tavolo. “Se non accettano” un accordo, “gli Stati Uniti abbatteranno ogni singola centrale elettrica, ogni singolo ponte”

Iran, impiccate 2 persone per spionaggio per Israele: "Pianificavano attentati"

rSono state impiccate in Iran due persone condannate con l’accusa di essere coinvolte in una rete di spionaggio per conto di Israele e per collaborazione con il Mossad. E’ quanto ha riportato l’agenzia di stampa iraniana Mizan, legata alla Magistratura, secondo la quale i due si erano addestrati in Iraq e avevano pianificato attentati in Iran.

Iran, prezzi petrolio in forte rialzo a causa escalation guerra

I prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente lunedì, a causa delle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran che hanno scosso i mercati. Il Brent con consegna a giugno è stato scambiato a 97 dollari al barile, con un rialzo di oltre il 7% rispetto alla settimana precedente, mentre il benchmark statunitense West Texas Intermediate (Wti) ha registrato aumenti simili. All’inizio dell’escalation, a fine febbraio, il Brent era scambiato a meno di 70 dollari. Il rialzo è avvenuto dopo l’intensificarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz, dove la Marina statunitense ha sequestrato una nave iraniana domenica.

Iran – USA – Israele – Libano, cosa succede: le ultime news

La tensione tra Stati Uniti e Iran torna a salire e si concentra su uno dei punti più delicati del traffico globale, lo Stretto di Hormuz. L’Agenzia britannica per le operazioni marittime commerciali (UKMTO) ha ribadito che il livello di minaccia nello Stretto di Hormuz rimane “critico”. L’UKMTO ha citato “interferenze alla navigazione, applicazione del blocco navale, segnalazioni di mine e rischio cinetico residuo” in questa importante via navigabile. Ha inoltre affermato che sussiste un “rischio di attacco”, citando gli attacchi compiuti ieri dalle forze iraniane contro navi nello stretto. Anche il livello di minaccia nel Golfo dell’Oman rimane critico, ha dichiarato l’UKMTO, mentre nel Mar Rosso meridionale e settentrionale, così come nel Mediterraneo, i livelli di minaccia sono “moderati”. Le due linee, Iran e USA si incrociano senza aperture, alimentando il rischio di una nuova escalation in una regione già altamente instabile.

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