Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di venerdì 20 giugno 2026.
Punti chiave
- Usa-Iran, previsto per domani, domenica 21 di giugno, l'inizio dei colloqui tecnici al Burgenstock, Lucerna
- Netanyahu, Channel 12: "Da Israele l'ordine all'Idf del cessate il fuoco sul Libano"
- Il Ministro degli Esteri iraniano: "Delegazione andrà in Svizzera per chiedere agli Usa di rispettare l'accordo"
- Nelle prossime ore il primo giro di colloqui sul nucleare in Svizzera
- L'Iran chiude di nuovo lo stretto di Hormuz: "Nuovo raid in Libano viola accordi"
- Usa-Iran, intelligence avverte Trump: "Netanyahu non si ferma in Libano, accordo a rischio"
- Marattin: "Esito disastroso per occidente tregua tra Usa e Iran, Trump peggior presidente americano"
- Iran: ministro Interni Pakistan vedrà Araghchi a Teheran
- Iran, entro 2 giorni colloqui tecnici con Usa in Svizzera
- Ministro iraniano Araghchi atteso in Svizzera per colloqui con Witkoff
Usa-Iran, previsto per domani, domenica 21 di giugno, l’inizio dei colloqui tecnici al Burgenstock di Lucerna
Una nuova direzione sul Libano viene raccontata da Channel 12, emittente che riferisce come Netanyahu, premier di Israele, avrebbe ordinato all’Idf, con il ministro Katz, di cessare il fuoco sul Libano.”Dopo una giornata di escalation, su indicazione del primo ministro Benjamin Netanyahu e del Ministro della Difesa Israel Katz, e in coordinamento con gli Stati Uniti, l’Idf ha ricevuto l’ordine di cessare il fuoco in Libano”.
A seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz, il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi: “Delegazione andrà in Svizzera per chiedere agli Usa di rispettare l’accordo”
Intanto, cresce l’attesa per ciò che dovrebbe accadere nelle prossime ore in Svizzera. Dopo l’annullamento a data da destinarsi dei colloqui infatti, Witkoff, inviato di Donald Trump, si sta recando in Europa per il primo giro di colloqui sull’arma nucleare. La Svizzera che sarà presto raggiunta anche dal ministro degli esteri dell’Iran, Abbas Araghchi, con Axios che parla però di una possibilità dietrofront sui programmi dell’Iran. Intanto, la sicurezza è che proprio in questi momenti Hormuz – e il traffico navale annesso – è di nuovo chiuso.
Dopo gli attacchi in Libano degli ultimi giorni, Iran chiude di nuovo Hormuz: “Nuovo raid in Libano viola accordi”. Lo riferisce l’agenzia Axios
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu rischia di minare l’accordo tra Stati Uniti e Iran. E’ l’avvertimento che l’intelligence americana ha inviato al presidente Donald Trump in un quadro internazionale ad alta tensione. Israele, anche dopo la conferma del cessate il fuoco con Hezbollah, ha portato avanti raid in Libano. Netanyahu, nel quadro delineato dal Washington Post, appare intenzionato a proseguire le operazioni militari. Gli attacchi contro obiettivi riconducibili a Hezbollah metterebbero a rischio l’intesa tra Washington e Teheran. Per la Repubblica islamica, la fine delle ostilità in Libano è una pietra angolare del memorandum siglato pochi giorni fa.
Se Netanyahu aumentasse l’intensità dei raid potrebbe anche compromettere il rapporto con Trump in una fase già complessa. Mercoledì, nella conferenza tenuta a Versailles alla fine del G7, il presidente americano non ha negato gli attriti con il premier israeliano: “C’è una piccola disputa sul Libano, Netanyahu non ha bisogno di abbattere un edificio ogni volta che ci entra qualcuno di Hezbollah”. Il report dell’intelligence accende i riflettori sulle elezioni in programma in autunno in Israele: Netanyahu è ‘costretto’ a mantenere una massiccia presenza militare in Libano e a colpire Hezbollah senza soluzione di continuità.
La tregua tra Usa e Iran è “un esito disastroso per il mondo occidentale”. Lo ha detto Luigi Marattin all’assemblea nazionale del partito Liberal democratico in corso in una sala dell’hotel Quirinale.
“Non possiamo non vedere che la situazione post conflitto è peggiore di quella di prima. I giovani iraniani continuano a essere perseguitati”. Per Marattin si tratta di un “risultato disastroso dovuto al comportamento insensato di Trump”, definito il “peggiore presidente che gli Usa abbiano avuto in 250 anni di storia”.
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi ha in programma un incontro con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi durante la sua visita a Teheran. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iranino Esmaeil Baqaei citato dall’agenzia di stampa Isna. Baqaei ha aggiunto che la visita di Naqvi rientra nell’impegno di Islamabad di mediare i negoziati tra Iran e Stati Uniti.
Dovrebbero iniziare in Svizzera “tra un giorno o due” i colloqui a livello tecnico tra Stati Uniti e Iran. Lo hanno riferito fonti del governo pakistano all’agenzia di stampa turca Anadolu. “Il Pakistan, insieme ad altri mediatori, è in contatto con entrambe le parti, che dovrebbero incontrarsi in Svizzera tra un giorno o due per avviare la fase successiva del Memorandum d’intesa di Islamabad”, ha dichiarato una fonte vicina al processo di mediazione.
Intanto oggi è atteso a Teheran il ministro dell’Interno pakistano Mohsin Naqvi, che ha in programma incontri con alti funzionari iraniani come riporta l’agenzia di stampa Irna. L’Iran aveva rinviato i colloqui a livello tecnico con gli Stati Uniti in segno di protesta per le “continue” violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atteso oggi in Svizzera. Lo riporta il sito di Axios citando fonti ben informate, secondo le quali però i suoi piano potrebbero ancora cambiare. In precedenza Axios aveva riferito che l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff era in viaggo per la Svizzera. Attesi quindi per oggi nuovi colloqui tra funzionari iraniani e americani sul negoziato che ha messo fine al conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio.
In agenda probabilmente anche la questione libanese, dopo che, secondo un mediatore, Araghchi ha precisato che per l’Iran il cessate il fuoco in Libano è una questione cruciale e un fattore determinante per il successo o il fallimento dei negoziati con gli Stati Uniti.
Il ministro degli Interni pakistano Mohsin Naqvi si recherà oggi a Teheran per colloqui con alti funzionari iraniani. Lo riporta l’agenzia di stampa Irna. Secondo Al Arabiya, che cita fonti arabe anonime, l’obiettivo del ministro degli Interni pakistano è quello di seguire da vicino i progressi dei negoziati tra Iran e Stati Uniti.
Cinque persone hanno perso la vita in un raid aereo condotto dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nel sud del Libano nonostante sia entrato in vigore il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah entrato in vigore alle 15 di ieri ora italiana.. Lo rende noto l’agenzia di stampa libanese Nna affermando che aerei da guerra e droni israeliani hanno effettuato una serie di attacchi nella zona di Nabatieh durante la notte e nelle prime ore del mattino, distruggendo edifici residenziali e case, mentre l’artiglieria israeliana ha bombardato Nabatieh e la sua periferia prima dell’alba.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Sono iniziati i 60 giorni – che a detta degli USA potrebbero essere di più – per definire i termini per una pace auspicabilmente definitiva nell’area del Golfo. Al centro dei colloqui, naturalmente, la riapertura dello Stretto di Hormuz (si allentano già, seppur lievemente, le tensioni legate al blocco navale e alle azioni iraniane), il nucleare e la questione Libano.
Gli iraniani “devono fare un accordo, altrimenti faremo cose che non li renderanno felici, ma non credo che si arriverà a quel punto”, ha detto Trump che non ha risparmiato attacchi alla premier italiana Giorgia Meloni. Da parte sua Teheran ha affermato che i colloqui rimarranno vincolati alle “nostre linee rosse”. “Come abbiamo dimostrato in passato durante i negoziati, siamo determinati ad attenerci alle condizioni e alle linee rosse stabilite e a salvaguardare gli interessi della nazione iraniana”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Irna il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano.
Situazione in Libano non del tutto chiara. Israele “rimane fermamente impegnato per un cessate il fuoco immediato” con Hezbollah dopo la nuova tregua annunciata oggi. Lo ha affermato l’ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, in un messaggio pubblicato su X. Nelle scorse ore “Israele ha interrotto tutte le operazioni offensive. Le affermazioni contrarie di Hezbollah e dell’Iran sono palesi menzogne”, ha scritto Leiter, aggiungendo che “se Hezbollah onorerà l’accordo e cesserà le ostilità, sarà accolto con la calma”.
“Israele desidera che il Libano prosperi e goda delle libertà democratiche – ha proseguito Leiter – tuttavia, come qualsiasi Paese normale, non scenderà mai a compromessi sulla sua sicurezza. Ciò avverrà solo quando Hezbollah, sanguinario braccio armato dell’Iran, sarà distrutto. La fine di Hezbollah segnerà l’inizio di una splendida pace tra i nostri due Paesi”.
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