Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 24 giugno 2026.
Guerra in Iran, le news in diretta del 24 giugno 2026
Punti chiave
- Libano, Netanyahu: "Finché sarò premier Israele non si ritirerà"
- Libano, Rubio: "Beirut sta discutendo con Israele possibile ritiro Idf da alcune zone del sud"
- Merz: "E5 sostiene negoziati in Svizzera"
- Trump: "Stiamo vincendo alla grande"
- Iran, Meloni: "Bene memorandum ma contesto resta precario"
- Rutte e i voli USA dall’Italia, “Autorizzate solo attività di natura tecnica”: chiesto l’intervento della premier Meloni
- Colloqui tra Iran e Usa riprenderanno la prossima settimana
- Opposizioni al Senato chiedono intervento Meloni, maggioranza ribadisce correttezza Italia
- Colloqui per riconciliazione tra Paesi del Golfo e Iran
- Iran, Trump, 'Teheran assicura che non ci saranno pedaggi a Hormuz, se falso stop a negoziati "
Le Idf non si ritireranno dal sud del Libano fino a quando Benjamin Netanyahu sarà primo ministro di Israele. Lo ha annunciato lo stesso Netanyahu, affermando che ”fino a quando sarò primo ministro, resteremo nella zona di sicurezza nel sud del Libano. Saremo i primi al mondo a risolvere il problema dei droni esplosivi”.
Il più grande successo di Israele durante la guerra è stato “superare la paura”, ha affermato Netanyahu. “Siamo stati attaccati in modo orribile nel massacro del 7 ottobre. Quando abbiamo iniziato la campagna contro Hamas, la gente mi diceva: ‘Primo Ministro, si fermi, non entri a Rafah’. Oggi controlliamo quasi il 70% della Striscia di Gaza e stiamo strangolando Hamas”, ha aggiunto.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha confermato che Israele e Libano stanno discutendo di una possibile riduzione delle forze dell’Idf nel sud del Paese, nel quadro dei negoziati fra i due Paesi con la mediazione degli Stati Uniti. “Una delle questioni discusse in tali trattative è la creazione di zone pilota, zone specifiche, definite, in cui le forze libanesi possono spostarsi, assumere il controllo e mettere in sicurezza il territorio, passando di zona in zona”, ha spiegato Rubio. “Più estesa è la zona che le forze armate libanesi sono in grado di mettere in sicurezza, meno ce ne sarà sotto controllo di Hezbollah, meno Israele rimarrà in Libano. Ma è un processo su cui stiamo lavorando”, ha aggiunto.
I Paesi E5 “accolgono con favore” il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran e concordano che il momento, caratterizzato dai negoziati tra le due parti in Svizzera, è “opportuno” per ripristinare la stabilità regionale e stabilizzare l’economia globale. Lo dichiara il cancelliere tedesco Friedrich Merz nel corso della conferenza stampa congiunta al termine del vertice dei Paesi E5 presso il palazzo della Cancelleria federale di Berlino, ribadendo il sostegno di Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito all’attuazione dell’accordo in una forma che possa garantire una pace duratura.
I leader “hanno sottolineato che l’Iran non deve mai possedere un’arma nucleare” e “riaffermato l’importanza della libertà di navigazione incondizionata e illimitata nello Stretto di Hormuz”, confermando il loro impegno a partecipare a una missione militare multinazionale guidata da Regno Unito e Francia “non appena le condizioni lo permetteranno” e “in conformità con i loro rispettivi requisiti costituzionali” per rassicurare l’industria navale e riaprire lo Stretto, “anche attraverso la verifica dello sminamento”, come si legge nel testo delle conclusioni congiunte.
“Come sapete, stiamo vincendo alla grande, l’Iran sta facendo veramente grandi concessioni”. Lo dice Donald Trump parlando ai giornalisti al suo arrivo a Capitol Hill. “Vedremo quello che succede, ma è molto, molto potente”, ha aggiunto, riferendosi apparentemente alla posizione degli Stati Uniti.
La firma del memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran “è per tutti un segnale molto positivo, ma siamo consapevoli di quanto il contesto resti precario, di quanto sia necessario contribuire con un’ulteriore sforzo per consolidare il quadro”. Lo dichiara la premier Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa congiunta al termine del vertice dei Paesi E5 presso il palazzo della Cancelleria federale di Berlino. Restano “centrali” i dossier del nucleare, la stabilità regionale e la sicurezza delle rotte marittime internazionali, “con annessa libertà di navigazione”, ossia lo Stretto di Hormuz: si tratta di “priorità strategiche sulle quali l’Italia si è già offerta di dare una mano”.
I colloqui sui negoziati tra Iran e Usa riprenderanno la prossima settimana. Lo ha annunciato il Pakistan che fa da mediatore tra i due paesi.
Botta e risposta al Senato tra opposizione e maggioranza sulla guerra in Iran dopo le affermazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sull’uso delle basi italiane. Le opposizioni hanno chiesto che riferisca il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con gli interventi di Peppe De Cristofaro, di Avs, Luca Pirondini, del Movimento 5 stelle, Susanna Camusso del Pd, e Ivan Scalfarotto, di Italia viva. Dalla maggioranza i capigruppo di Forza Italia, Stefania Craxi, e di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, hanno difeso l’operato del Governo e avanzato critiche nei confronti di Rutte. “Parole totalmente fuorvianti, confondendo gravemente la tipologia dei voli autorizzati”, ha sottolineato l’esponente azzurra. “Il Governo degli Stati Uniti, che potrebbe avere interesse a dire che questi attacchi sono partiti dall’Italia per invogliare altri membri della Nato ad autorizzare simili missioni -ha invece affermato il rappresentante di Fdi- è stato anzi molto chiaro nel dire che queste missioni non sono state autorizzate, come testimoniato dalle parole inopportune del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio Meloni”.
Colloqui per la riconclilazione tra i Paesi del Golfo e l’Iran si svolgeranno in Arabia Saudita, secondo quanto riferisce una fonte diplomatica informata all’Afp. Si prevede che un summit teso a ricucire le relazioni tra le nazioni del Golfo, l’Iran e possibilmente altri Paesi della regione dopo la guerra in Medio Oriente si svolgerà a Riad, spiega la fonte senza fornire una data specifica. I colloqui saranno indipendenti rispetto ai negoziati in corso tra Iran e Stati Uniti, aggiunge ancora la fonte.
“L’Iran ha informato gli Stati Uniti che, nonostante le fake news agitatrici riportino il contrario, che non ci saranno ‘pedaggi, costi assicurativi o qualsiasi altro costo di qualsisi tipo richiesto o ottenuto dall’Iran dalle navi che attraversano lo stretto di Hormuz”. Lo afferma Donald Trump su Truth Social aggiungendo però che se Teheran avesse dato a Washington “informazioni false, i negoziati finirebbero immediatamente”.
“Inoltre non ci sono soldi dati all’Iran o loro fondi sbloccati dagli Stati Uniti – ha detto ancora – noi rilasceremo parte dei loro soldi, che sono completamente controllati da noi, ai nostri agricoltori e allevatori per l’acquisto di grano, granturco, soia e altro. In Iran c’è disperato biosgno di cino e sarà acquistato esclusivamente dagli Usa”.
“Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche la Difesa ribadisce senza tema di smentita che l’Italia, ed il ministero della Difesa, ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi Parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti”. Così, il ministero della Difesa in una nota rispondendo al segretario generale della Nato Mark Rutte.
L’Oman ha annunciato l’apertura di un corridoio marittimo per il passaggio dello Stretto di Hormuz, “accessibile a tutte le navi che intendano transitare nella zona, in coordinamento con l’Organizzazione Marittima Internazionale (Imo)”.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale omanita (Ona), la decisione si basa sul “costante impegno di Muscat a favore dei principi del diritto internazionale e della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”.
L’iniziativa “garantisce la libertà di navigazione senza l’imposizione di alcun pedaggio e si inserisce nel quadro dei recenti progressi diplomatici tra Stati Uniti e Iran”.
“Al fine di evitare inutili e pretestuose polemiche la Difesa ribadisce senza tema di smentita che l’Italia, ed il ministero della Difesa, ha sempre operato nel pieno rispetto della Costituzione, dei trattati internazionali, degli indirizzi Parlamentari e degli accordi che regolano la presenza e l’utilizzo delle basi alleate sul territorio nazionale, senza autorizzare né consentire attività al di fuori delle previsioni vigenti”. Così il ministero della Difesa in una nota rispondendo al segretario generale della Nato Mark Rutte e alle dichiarazioni secondo cui dalle basi USA in Italia sarebbero partiti 500 aerei statunitensi a sostegno dell’operazione Epic Fury. Dichiarazioni che hanno scatenato le opposizioni, che chiedono spiegazioni al Governo sulla posizione italiana nel corso del conflitto.
Gli ispettori dell’Aiea, l’Agenzia internazionale per l’energia nucleare, potranno accedere ai siti e ai materiali nucleari in Iran solo dopo un accordo definitivo con gli Stati Uniti. Lo dichiara il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, spiegando che la questione delle ispezioni “sarà esaminata e risolta esclusivamente nell’ambito di un accordo definitivo” con gli Stati Uniti. Le ispezioni, precisa su X, dipendono “dalle azioni concrete dell’altra parte volte a porre fine a tutte le sanzioni”.
Per l’annunciata missione internazionale di sminamento dello Stretto di Hormuz “noi siamo pronti a fare la nostra parte, aspettiamo che ci sia un accordo definitivo tra statunitensi e iraniani, poi si vedrà”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Foggia a margine delle celebrazioni del 252esimo anniversario della fondazione del corpo della Guardia di Finanza. “Noi abbiamo dato la nostra disponibilità, poi vedremo col passare del tempo cosa possiamo fare”, aggiunge.
Durante l’Operazione Epic Fury 500 aerei statunitensi avrebbero utilizzato le basi italiane. Ad affermarlo è stato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenendo a Fox News. “Hanno reso disponibili le loro basi Paese dopo Paese, alleato dopo alleato”, sottolinea il segretario generale dell’Alleanza Atlantica. “Se prendi per esempio ‘Italia, 500 aerei americani sono decollati dalle basi statunitensi in Italia per sostenere Epic Fury. Una cosa imponente“.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf torna a parlare del Libano. “Per noi, il cessate il fuoco in Libano è importante quanto il cessate il fuoco in Iran e la fine della guerra in quel Paese è altrettanto importante quanto la fine della guerra in Iran”, sostiene, sottolineando che l’obiettivo di Teheran è “il ritiro delle forze militari straniere dalla regione” e la sicurezza di tutta l’area del Golfo. Lo riporta l’Irna.
L’accordo tra Iran e Stati Uniti per porre fine alla guerra in Medio Oriente è “una dichiarazione di sconfitta da parte dell’America“. Lo sostiene Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana. “L’intesa di Islamabad non è stata il risultato di pressioni e coercizione, bensì della resistenza e dell’autorevolezza della coraggiosa nazione iraniana”, dichiara Ghalibaf durante una conferenza in Azerbaigian trasmessa dalla televisione iraniana.
“Ecco perché il Memorandum d’intesa di Islamabad è diventato una dichiarazione di sconfitta per l’America”, aggiunge.
Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, discute degli “ultimi sviluppi” nella regione con Basem Naeem, componente dell’ufficio politico di Hamas. Lo conferma la tv iraniana. Araghchi ha “ribadito il continuo sostegno della Repubblica islamica ai palestinesi e alla loro giusta causa fino alla realizzazione dei loro diritti nazionali legittimi”, riferisce l’emittente.
“Nessun Paese è autorizzato a imporre pedaggi o tariffe su una via navigabile internazionale. Si tratta di una via navigabile internazionale. Questa è la legge internazionale vigente”. Lo dichiara, al suo arrivo negli Emirati Arabi Uniti, il segretario di Stato statunitense Marco Rubio in merito allo Stretto di Hormuz e alla possibilità che si impongano pedaggi per la riapertura. “Non credo che qui da noi ci sia qualcuno da convincere a questo proposito. Penso che tutti i paesi di questa regione sarebbero d’accordo con noi”, ha aggiunto.
Rubio si recherà anche in Kuwait e Bahrein per discutere dell’accordo USA – Iran. Da Abu Dhabi, Rubio dichiara anche che se l’Iran decidesse “di voler essere un Paese, anziché un movimento rivoluzionario“, potrebbe beneficiare di nuove opportunità economiche, compresi gli investimenti.
“Non vi prometto che questa sarà la scelta che faranno. Dico solo che, se questa sarà la loro scelta, allora ci saranno delle opportunità, e queste opportunità potrebbero includere investimenti, come avete visto fare ad altri Paesi di questa regione, che hanno beneficiato degli investimenti diretti esteri. Ma non saranno i nostri investimenti – precisa – Non saranno i soldi del nostro governo”.
Quattro navi gestite da armatori sudcoreani hanno lasciato lo Stretto di Hormuz e si starebbero dirigendo una in Corea del Sud e le altre in paesi terzi. Lo conferma il Ministero degli Affari marittimi sudcoreano. Delle 26 imbarcazioni rimaste bloccate dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, 18 si trovano ancora nel Golfo.
L’agenzia marittima delle Nazioni Unite ha avviato un’operazione per evacuare oltre 11.000 marinai rimasti bloccati nello Stretto di Hormuz dopo che il Memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran ha posto fine alla guerra. Il canale, chiuso dall’Iran dalla fine di febbraio, aveva lasciato le imbarcazioni bloccate per mesi.
“Le grandi compagnie petrolifere non stanno abbassando i prezzi alla pompa in proporzione al drastico calo dei prezzi del petrolio che stanno pagando. I prezzi stanno crollando a picco! In altre parole, i consumatori vengono derubati. Ho dato istruzioni al Dipartimento di Giustizia di avviare immediatamente un’indagine. I prezzi della benzina devono iniziare a scendere molto più velocemente di quanto stia accadendo!”. Lo ha scritto su Truth Social il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Rafael Grossi, direttore generale dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), ha dichiarato durante la sua visita a Tokyo che gli ispettori dell’agenzia esamineranno i siti di arricchimento nucleare iraniani. Secondo Grossi, “Che accada dopodomani, tra una settimana o tra dieci giorni, è importante, ma non essenziale. Accadrà”. Le sue dichiarazioni giungono dopo le contraddittorie affermazioni di ieri da parte di Washington e Teheran in merito all’ispezione dei siti nucleari iraniani bombardati durante la guerra. Funzionari iraniani affermano di non aver assunto alcun impegno in Svizzera riguardo al programma nucleare di Teheran e di non aver incontrato alcun funzionario dell’Agenzia per l’Energia Atomica, incluso il suo direttore generale. Nell’ultimo anno, si è verificata una forte tensione tra l’AIEA e il governo iraniano, che l’ha accusata di collaborare con Israele. L’Iran ha chiesto all’agenzia di lasciare il paese durante la Guerra dei Dodici Giorni lo scorso giugno per motivi di sicurezza.e
Lo sceicco del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, ha dichiarato al Financial Times che il Paese si sta preparando a riprendere la normale produzione di gas naturale liquefatto in seguito alla firma di un accordo provvisorio tra Stati Uniti e Iran. Il Qatar è il secondo produttore mondiale di Gnle ha interrotto la produzione a marzo dopo un attacco di droni iraniani all’impianto di Ras Laffan. “Entro poche settimane, la produzione tornerà alla normalità, a eccezione dell’impianto danneggiato”, ha affermato lo sceicco”, i nostri team sono mobilitati già da alcune settimane. QatarEnergy si sta preparando a riprendere le normali operazioni non appena la situazione nello stretto di Hormuz si normalizzerà”.
Un voto “inopportuno e privo di significato”. Trump critica aspramente il Senato a maggioranza repubblicana che ha votato ieri contro il tycoon. “Quindi, ho l’Iran alle corde, pronto a crollare… e il Senato degli Stati Uniti decide di tenere una votazione inopportuna e insignificante sul War Powers Act”, ha scritto Trump sul suo social Truth. Con 50 voti a favore e 48 contrari, i senatori hanno approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente in Iran e chiede la fine del conflitto a meno che non ci sia l’autorizzazione del Congresso. Pur essendo simbolico, il voto rappresenta una rottura con il presidente.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Tra notizie confermate e poi smentite c’è sempre Donald Trump che con un post su Truth Social sulla questione nucleare ha annunciato: “Nonostante le loro proteste e dichiarazioni false che sostengono il contrario, l’Iran ha accettato pienamente e completamente ispezioni nucleari al massimo livello per un periodo molto lungo nel futuro (all’infinito!!!). Ciò garantirà l’onestà nucleare”.
Sullo Stretto di Hormuz Trump ha accettato di lasciarlo aperto sottolineando però che ì “tutte le navi rimangono in posizione nel caso fosse necessario ripristinare il blocco, cosa che, a questo punto, sembra altamente improbabile”. Infatti il presidente americano ha precisato che i colloqui con Teheran stanno andando bene.
In Libano Hezbollah ha denunciato una “palese violazione” del cessate il fuoco di Israele, dopo che i media statali hanno riferito che due persone sono state uccise da colpi di arma da fuoco israeliani nel sud del Paese.
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