Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 26 aprile 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 26 aprile 2026
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi potrebbe recarsi a San Pietroburgo domani per incontrare il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha affermato l’ambasciatore iraniano a Mosca Kazem Jalali, come riporta la Ria Novosti. Secondo Jalali , che ha pubblicato un post su X, la visita del ministro degli Esteri iraniano si svolge “nel quadro degli sforzi diplomatici volti a promuovere gli interessi di fronte alle minacce esterne” ed è prevista “a San Pietroburgo”, dove potrebbe svolgersi un incontro con Putin.
”Il Pakistan è un buon vicino e un buon amico” dell’Iran, ”ma non è un mediatore adatto per i negoziati e manca della credibilità necessaria per mediare” in quanto ”tiene sempre in considerazione gli interessi di Trump”. Lo ha scritto su ‘X’ Ebrahim Rezaei, portavoce del Comitato di Sicurezza Nazionale iraniano.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l’Iran può contattare Washington se intende negoziare la fine del conflitto tra i due Paesi. “Se vogliono parlare, possono venire da noi oppure possono chiamarci. Sapete, esiste il telefono. Abbiamo linee sicure e affidabili”, ha detto Trump a Fox News, aggiungendo che gli Stati Uniti “prenderanno la polvere nucleare dell’Iran”, definendola parte dell’accordo.
Le ricadute della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran rischia di compromettere una serie di operazioni a livello globale, dal momento che gli investitori del Golfo, finanziatori di transazioni per miliardi di dollari, stanno riesaminando le loro priorità di spesa. I paesi del Golfo, infatti, stanno “rivalutando i propri portafogli, i futuri impegni di investimento e quelli attuali per far fronte alle ripercussioni economiche della guerra” e alle turbolenze che essa ha scatenato, ha detto al Financial Times un funzionario del Golfo.
L’esercito israeliano ha emesso nuovi ordini di evacuazione per i residenti in diverse aree del Libano meridionale, nonostante un fragile cessate il fuoco recentemente prorogato di tre settimane. Ordini di evacuazione urgenti sono stati emessi per sette villaggi nel sud del Paese, ha dichiarato domenica l’esercito israeliano in un comunicato. Tutte le aree sembrano trovarsi a nord del fiume Litani, che divide il Libano in due. “Le ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah costringono l’IDF ad agire con determinazione contro la sua infrastruttura terroristica”, ha affermato l’esercito israeliano.
Il vicepresidente del Parlamento iraniano, Ali Nikzad, ha avvertito che lo Stretto di Hormuz “non tornerà in nessun caso” al suo stato precedente, citando un ordine della Guida Suprema del Paese, Mojtaba Khamenei, secondo quanto riportato domenica dai media semi-ufficiali iraniani e rilanciato da Cnn.
“Non riporteremo in nessun caso lo Stretto di Hormuz al suo stato precedente, perché questo è un ordine della Guida della Rivoluzione”, ha dichiarato Nikzad, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Mehr, riferendosi a un ordine di Khamenei, che non è ancora apparso in pubblico da quando è stato proclamato leader. Nikzad ha affermato che “una delle benedizioni divine della guerra ci ha fatto capire che se bloccassimo lo Stretto di Hormuz e Bab al-Mandab, il 25% dell’economia mondiale ne risentirebbe”. Come lo Stretto di Hormuz, anche Bab al-Mandab è un altro punto critico per la navigazione tra lo Yemen e l’Africa.
Nel suo primo presunto messaggio da leader supremo, all’inizio di quest’anno, Khamenei ha scosso i mercati globali ribadendo la sua posizione sulla chiusura dello stretto, diventato un punto focale della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
Il numero di navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita in genere un quinto del petrolio greggio mondiale, rimane drasticamente ridotto rispetto ai livelli prebellici, secondo i dati di tracciamento navale. Gli ultimi attraversamenti avvengono mentre Teheran ribadisce la sua promessa di continuare a esercitare il massimo controllo sullo Stretto.
Solo poche navi, spiega la CNN, hanno attraversato questa importante via navigabile nella giornata odierna, secondo i dati di MarineTraffic, un fornitore di informazioni marittime.
Tra le navi elencate da MarineTraffic figura la petroliera e petroliera parzialmente carica Deepblue, che oggi ha attraversato lo stretto dal Golfo dell’Oman al Golfo Persico, passando per l’isola iraniana di Larak. Nel frattempo, un’altra nave, la Cstar Voyager, una nave mercantile a pieno carico, ha attraversato lo stretto nella direzione opposta per uscire dal Golfo Persico, come mostrano i dati di MarineTraffic.
La CNN non è in grado di verificare in modo indipendente i viaggi, poiché i dati di navigazione possono talvolta presentare irregolarità dovute a interruzioni del segnale e spoofing, ovvero la trasmissione di falsi segnali per ingannare i sistemi di tracciamento.
I media ufficiali libanesi riportano che l’esercito israeliano ha iniziato a colpire il sud del Paese, dopo aver emesso un avviso di evacuazione per sette località, nonostante il cessate il fuoco con il gruppo Hezbollah, ancora formalmente in vigore.
“Aerei da guerra israeliani hanno lanciato un attacco” a Kfar Tibnit, una delle località incluse nell’avviso, ha riferito l’agenzia di stampa statale National News Agency, aggiungendo che ci sono state segnalazioni di vittime. In base ai termini del cessate il fuoco, Israele si riserva il diritto di agire contro “attacchi pianificati, imminenti o in corso”.
L’esercito israeliano ha effettuato ripetuti attacchi in Libano da quando la tregua è entrata in vigore il 17 aprile, e le sue truppe operano all’interno di una “linea gialla” annunciata da Israele vicino al confine, dove ai residenti libanesi è stato intimato di non tornare.
L’Iran “non entrerà in negoziati sotto pressioni, minacce, assedio”. Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, secondo quanto riporta l’agenzia iraniana Mehr all’indomani della notizia del colloquio telefonico con il premier pakistano, Shehbaz Sharif, incentrato sugli ultimi sviluppi nella regione.
Secondo l’agenzia, Pezeshkian ha contestato “continue violazioni e comportamenti coercitivi da parte degli Stati Uniti”. Il presidente iraniano, si legge, ha anche ribadito che Teheran resta impegnata a “costruire e rafforzare” le relazioni con “tutti i Paesi vicini” e a difendere la “sicurezza nazionale”.
Ieri da parte pakistana avevano riferito di un colloquio telefonico di circa 50 minuti tra il primo ministro pakistano e il presidente iraniano, dopo la visita a Islamabad del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, e l’annullamento della missione Usa guidata da Steve Witkoff e Jared Kushner.
Nuovi negoziati tra Usa e Iran sempre più in bilico. Mentre il presidente Usa Donald Trump cancella la missione in Pakistan degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, anche il cessate il fuoco tra Israele e Libano si fa sempre più fragile.
Intanto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in visita a Muscat, ha incontrato il sultano dell’Oman, Haytham bin Tariq Al Said per consultazioni sulla situazione nella regione, “sul lavoro di mediazione e sulle iniziative diplomatiche per porre fine ai conflitti in corso”.
Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha avuto un colloquio telefonico incentrato sull’Iran con “negoziatori americani” coinvolti nel lavoro diplomatico. Lo riferisce l’agenzia turca Anadolu, che cita fonti diplomatiche secondo le quali Fidan ha avuto uno scambio di opinioni sugli ultimi sviluppi nei difficili negoziati tra Usa e Iran.
Tornerà in Pakistan, prima di recarsi in Russia, il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che intanto in Oman ha incontrato il sultano Haytham bin Tariq Al Said.
Lo ha reso noto la diplomazia di Teheran, come riporta l’agenzia ufficiale iraniana Irna, secondo cui parte della delegazione di Araghchi sarebbe rientrata a Teheran dopo i colloqui nella capitale pakistana Islamabad e dovrebbe ricongiungersi di nuovo qui con il ministro questa sera.
“Questo incidente” alla cena dei Corrispondenti della Casa Bianca “non mi distoglierà dal vincere la guerra in Iran”. Lo ha detto Donald Trump.
“Io e Sara siamo rimasti sconvolti dal tentativo di assassinio ieri sera a Washington del presidente Donald Trump”. Così in un post su Truth il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo quanto accaduto alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca. “Siamo sollevati nel sapere che il presidente e la First Lady stanno bene – aggiunge – Facciamo i nostri auguri di pronta e completa ripresa all’agente ferito e complimenti al Secret Service per l’intervento rapido e incisivo”.
Una delle navi della “Flotta Ombra” che trasporta petrolio iraniano è stata intercettata nel Mar Arabico da un elicottero della Marina degli Stati Uniti decollato dal cacciatorpediniere lanciamissili Uss Pinckney.
Lo riferisce il Comando Centrale americano in un post sui social media precisando che la nave mercantile sta ottemperando alle direttive militari Usa di fare ritorno in Iran sotto scorta.
La Sevan è una delle 19 navi sanzionate dal Dipartimento del Tesoro americano per il trasporto verso prodotti energetici iraniani, petrolio e gas, inclusi propano e butano, per un valore di miliardi di dollari. Il Comando centrale ha anche fatto sapere che dall’inizio del blocco navale sono state respinte 37 navi.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ordinato alle Forze di difesa israeliane (Idf) di “colpire con forza gli obiettivi di Hezbollah in Libano”. Lo ha riferito l’ufficio del premier, mentre sembra sempre più in bilico il cessate il fuoco tra Israele e Libano.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno indicato il controllo dello Stretto di Hormuz come la “strategia definitiva” di Teheran nel confronto con gli Stati Uniti. In una nota diffusa sul proprio canale Telegram, i Pasdaran hanno sottolineato che il controllo dello stretto – snodo cruciale per il transito di petrolio e gas a livello mondiale – rappresenta uno strumento chiave di pressione.
“Controllare lo Stretto di Hormuz e mantenere l’effetto deterrente che ne deriva nei confronti dell’America e dei sostenitori della Casa Bianca nella regione è la strategia definitiva della Repubblica islamica dell’Iran”, si legge.
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ordinato alle Forze di difesa israeliane (Idf) di “colpire con forza gli obiettivi di Hezbollah in Libano”. Lo ha riferito l’ufficio del premier, mentre sembra sempre più in bilico il cessate il fuoco tra Israele e Libano.
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