Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di lunedì 27 aprile 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 27 aprile 2026
“Un’intera nazione è stata umiliata dalla leadership iraniana”. Lo ha detto il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in quello che appare essere un riferimento agli Stati Uniti, come riferito dai media di Berlino. Parlando durante una visita in una scuola a a Marsberg, nella regione del Sauerland, Merz ha parlato dell’andamento del conflitto con l’Iran, sottolineando come sia “abbastanza ovvio” che gli Stati Uniti “siano entrati in questa guerra senza alcuna strategia”. “Gli iraniani – ha sottolineato – sono chiaramente più forti di quanto ci si aspettasse e gli americani chiaramente non hanno una strategia convicente neanche nei negoziati”.
La Casa Bianca ha confermato la riunione tra il presidente americano Donald Trump e i consiglieri di politica estera e per la sicurezza nazionale “per discutere dell’ultima proposta” di Teheran. “Trump ha discusso della proposta iraniana con la squadra, ma non direi che gli Stati Uniti la stanno considerando. Avrete presto notizie dal presidente riguardo l’Iran”, ha detto la portavoce Karoline Leavitt.
L’Iran deve fare “concessioni maggiori” nei negoziati per arrivare a una soluzione duratura della crisi in Medio Oriente. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, Jean Noel Barrot, intervenendo al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Il capo della diplomazia francese ha sottolineato che “non ci sarà una soluzione stabile senza concessioni importanti da parte del regime iraniano e un suo cambiamento radicale di postura”.
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha respinto la presunta proposta iraniana di riaprire lo Stretto di Hormuz a determinate condizioni, definendola una “non apertura” incompatibile con il diritto internazionale.
“Quello che intendono per apertura dello Stretto è: sì, lo Stretto è aperto a patto che vi coordiniate con l’Iran, otteniate il nostro permesso, oppure vi facciamo saltare in aria e ci pagate – ha detto a Fox News – Questa non è un’apertura. Si tratta di acque internazionali. Non possono normalizzare, e noi non possiamo tollerare che cerchino di farlo, un sistema in cui sono gli iraniani a decidere chi può accedervi”.
L’Iran è un Paese “stabile e solido” e la guerra con Stati Uniti ed Israele ha dimostrato al mondo la sua reale forza. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante un incontro a Mosca con il presidente Vladimir Putin, secondo quanto riportato dalla tv di Stato russa.
Nel colloquio a San Pietroburgo, Araghchi ha affermato che il conflitto ha “reso evidente la vera potenza dell’Iran” e che la Repubblica islamica si conferma “un sistema stabile, solido e forte”. Il capo della diplomazia iraniana ha inoltre sottolineato il sostegno di Mosca a Teheran, aggiungendo che i due Paesi continueranno a rafforzare la loro “partnership strategica”.
Gli Stati Uniti non hanno raggiunto nessuno dei loro obiettivi durante la guerra con l’Iran e per questo ora propongono negoziati, che Teheran sta attualmente valutando. Lo ha sottolineato durante la sua visita a Mosca il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi.
“L’Iran si trova di fronte alla più grande superpotenza mondiale, ma gli Stati Uniti non hanno raggiunto nemmeno uno dei loro obiettivi. Ecco perché il presidente Donald Trump chiede di negoziare e noi stiamo valutando questa opzione”, ha affermato Araghchi al giornalista russo Pavel Zarubin, stando a quanto riferito dalle agenzie di stampa Tass e Ria Novosti.
Le forze americane restano “concentrate e pronte in tutto il Medio Oriente”. Lo ha scritto su X il Comando Centrale delle forze armate statunitensi (Centcom), mentre i negoziati per porre fine alla guerra con l’Iran sono in una fase di stallo. Il giorno dopo aver annullato la visita programmata dei suoi inviati in Pakistan per i colloqui, ieri il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’Iran può “chiamarci” se vuole parlare.
Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato una ricompensa fino a 10 milioni di dollari per chi fornirà informazioni su Haydar Muzhir Ma’lak al-Sa’idi, noto anche come Haydar al-Gharawi, segretario generale del gruppo armato iracheno Harakat Ansar Allah al-Awfiya (Haaa), organizzazione considerata vicina all’Iran.
Haaa e il suo leader furono inseriti nella lista degli ‘Specially Designated Global Terrorists’ nel giugno 2024, in seguito al coinvolgimento del gruppo nell’attacco con droni del 28 gennaio 2024 contro la base Tower 22 in Giordania, in cui moririono tre militari statunitensi. Il Dipartimento di Stato sostiene inoltre che membri del gruppo abbiano condotto attacchi contro sedi diplomatiche Usa in Iraq e contro basi e personale militare statunitense in Giordania e Siria.
Haaa opera all’interno della cornice della Resistenza Islamica in Iraq (Rii), una coalizione di gruppi armati filo-iraniani che, secondo Washington, ha rivendicato oltre 750 attacchi contro obiettivi statunitensi in Iraq e nella regione dall’inizio della guerra tra Stati Uniti e Israele con l’Iran nel 2026. Gli attacchi vengono presentati dai gruppi come azioni di sostegno a Teheran. Le operazioni attribuite a queste milizie hanno colpito anche l’ambasciata Usa a Baghdad, l’aeroporto internazionale della capitale, scali nel Kurdistan iracheno e infrastrutture energetiche nella regione.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ringraziato il presidente russo Vladmir Putin per il sostegno che Mosca ha offerto a Teheran. Lo riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti affermando che durante l’incontro a San Pietroburgo Araghchi ha consegnato a Putin un messaggio della Guida suprema dell’Iran, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, e uno del presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Il ministro degli Esteri iraniano ha anche elogiato le relazioni tra Mosca e Teheran e ha sottolineato che continueranno a rafforzarsi, aggiunge la Ria.
Presenti all’incontro tra Putin e Araghchi anche il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, il consigliere presidenziale Yuri Ushakov e il capo della Direzione generale dello Stato Maggiore delle Forze Armate Igor Kostyukov. La delegazione iraniana, oltre ad Araghchi, comprendeva il suo vice, Kazem Gharib-Abadi, e l’ambasciatore a Mosca Kazem Jalali.
Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in visita a San Pietroburgo. Lo riporta l’agenzia di stampa Ria Novosti, spiegando che Putin ha detto ad Araghchi che la Russia farà tutto il possibile, nell’interesse dell’Iran e degli altri Paesi della regione, per garantire la pace in Medio Oriente nel più breve tempo possibile.
Nelle ultime 24 ore, almeno sette navi, principalmente portarinfuse, hanno attraversato lo Stretto di Hormuz. Il dato è in linea con la ridotta attività di traffico marino registrata nei giorni scorsi, mentre i colloqui tra Iran e Stati Uniti sono in una fase di stallo.
Secondo la società di tracciamento navale Kpler e un’analisi satellitare separata condotta dagli specialisti di analisi dati SynMax, tra le imbarcazioni figurano navi in partenza da porti iracheni e una nave da carico di rinfuse secche proveniente da un porto iraniano. Il traffico marittimo che ha attraversato la cruciale via d’acqua all’ingresso del Golfo, durante il precario cessate il fuoco tra Washington e Teheran, rappresenta solo una frazione dei 140 transiti giornalieri medi registrati prima dell’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dirottato 37 navi da quando è stato imposto il blocco all’Iran il 13 aprile, ha dichiarato l’esercito il 25 aprile. Secondo le analisi satellitari di TankerTrackers.com, sei petroliere iraniane sono rientrate nei porti iraniani e hanno fatto ritorno a Hormuz nei giorni scorsi, trasportando circa 10,5 milioni di barili di petrolio. Secondo un’analisi satellitare separata condotta da TankerTrackers.com, circa quattro milioni di barili di petrolio iraniano a bordo di petroliere hanno attraversato il blocco statunitense il 24 aprile.
Le forze armate iraniane saranno l’autorità incaricata di gestire lo Stretto di Hormuz, secondo una proposta di legge attualmente in esame al Majlis.
Lo ha sottolineato il presidente della commissione per la Sicurezza nazionale e la Politica estera del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi, spiegando alla tv di Stato che l’obiettivo è affidare ai militari il controllo del passaggio strategico, anche per impedire l’attraversamento di “navi ostili”. La bozza di legge, ha aggiunto il capo della commissione incaricata di esaminare il testo, prevede inoltre che i diritti di transito nello stretto vengano pagati in valuta locale, il rial iraniano.
L’esercito israeliano ha ucciso tre militanti di Hezbollah in un attacco aereo avvenuto ieri vicino alla linea di difesa avanzata nel Libano meridionale. Lo ha reso noto l’Idf, aggiungendo che i soldati hanno identificato i militanti a sud della linea in cui sono schierate le forze, e l’aviazione israeliana li ha successivamente colpiti e uccisi.
L’esercito ha anche affermato che diverse strutture militari di Hezbollah sono state colpite nella stessa area, tra cui quello che ha descritto come il quartier generale del settore di Bint Jbeil. Ha aggiunto che, a seguito degli attacchi, sono state osservate esplosioni secondarie, indicative della presenza di armi immagazzinate.
L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, rinviando a una fase successiva i negoziati sul nucleare. Secondo i media di Teheran, l’iniziativa punta a superare lo stallo diplomatico, in un contesto in cui la leadership iraniana resta divisa sulle concessioni da offrire sul programma nucleare. La proposta consentirebbe un accordo più rapido, separando il dossier militare da quello nucleare. Tuttavia, un’eventuale fine del blocco e del conflitto rischierebbe di ridurre il margine negoziale del presidente Donald Trump nei colloqui futuri, in particolare su due obiettivi chiave: la riduzione delle scorte di uranio arricchito e la sospensione dell’arricchimento da parte di Teheran.
Il presidente Usa, Donald Trump, dovrebbe tenere una riunione nella Situation Room sull’Iran con il suo team di punta per la sicurezza nazionale e la politica estera. Lo riporta Axios citando tre funzionari statunitensi. Il team di Trump dovrebbe discutere dello stallo nei negoziati e dei possibili passi successivi.
Il dolore attraversa tutta la Terra Santa ma le situazioni “non sono tutte identiche”. Non si può “stilare una graduatoria della sofferenza” ma “esiste una differenza tra chi esercita il potere e chi lo subisce, tra chi governa e chi è governato, tra chi possiede le armi e chi ne è minacciato, tra chi occupa e chi è occupato”. Lo scrive il cardinale di Gerusalemme, Pierbattista Pizzaballa, in una lettera pastorale ai fedeli della sua diocesi sottolineando che “le responsabilità sono diverse. Riconoscere questa differenza è un atto di rispetto verso la giustizia e la verità”. Serve “guarigione dall’odio e dalla memoria tossica”.
Circa 2.400 lavoratori marittimi sono bloccati su oltre 105 petroliere nello Stretto di Hormuz, chiuso dall’Iran al transito delle navi. Lo ha detto in un’intervista al programma Today della Bbc Tim Wilkins, l’amministratore delegato dell’associazione di categoria di petroliere Intertanko. Wilkins ha spiegato che a bordo c’è “un’enorme quantità di ansia, stress e stanchezza”, in quanto gli equipaggi devono gestire le forniture di base, tra cui cibo e acqua, e svolgere compiti pratici come la rimozione dei rifiuti. “Molti sono bloccati a bordo senza alcuna certezza su quando potranno tornare a casa”, ha aggiunto.
In base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,738 euro/l per la benzina e 2,059 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 1,789 euro/l per la benzina e 2,118 euro/l per il gasolio. E’ quanto comunica il ministero delle Imprese e del Made in Italy in una nota.
L’Iran ha presentato agli Stati Uniti una nuova proposta per la riapertura dello Stretto di Hormuz e per l’avvio di colloqui sul programma nucleare di Teheran in una fase successiva. Lo riporta Axios. Secondo le fonti, la nuova proposta sarebbe stata presentata agli Stati Uniti tramite mediatori pakistani. «La diplomazia è in una fase di stallo e la leadership iraniana è divisa su quali concessioni sul nucleare debbano essere messe sul tavolo. La proposta iraniana aggirerebbe questo problema, puntando a un accordo più rapido», osserva Axios.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che il sistema petrolifero dell’Iran potrebbe «esplodere» entro tre giorni, in caso di ulteriori interruzioni delle infrastrutture energetiche del Paese. Trump ha spiegato a Fox News che, se il petrolio non può essere trasportato, «continua ad accumularsi meccanicamente e nel sottosuolo», aumentando la pressione nei sistemi di condutture e nelle strutture sotterranee, fino a provocare «una rottura o un’esplosione che potrebbe danneggiare il sistema in modo permanente». Il presidente ha aggiunto che, anche in caso di ricostruzione, le infrastrutture potrebbero tornare solo a circa «il 50%» della loro capacità attuale, definendo lo scenario una conseguenza «molto, molto potente».
“Se dovesse perdurare il blocco della navigazione, le conseguenze potrebbero essere gravi sia sul Pil sia sull’inflazione, che per ora resta contenuta; per questo abbiamo chiesto alla Commissione la sospensione del Patto di stabilità, per consentire agli Stati di reagire in tempi e modi adeguati, innanzitutto sul fronte energetico. Non servono pannicelli caldi, ma interventi radicali”. Lo dice, al ‘Messaggero’, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Mentre sulla scadenza, in settimana, del taglio delle accise, e sulle conseguenti decisioni che andranno prese su risorse e aiuti anche in sede europea, aggiunge: “Il primo impatto sarà sull’energia, è quella la linea del fronte. Ma siamo consapevoli che occorre agire in modo sistemico, strutturale, per rendere più competitiva la nostra Europa anche sul piano dell’autonomia strategica. Dobbiamo agire insieme in direzione della crescita, con più risorse e meno ostacoli. In sede nazionale, per incentivare consumi e investimenti; in sede europea, liberando le imprese dai “dazi interni” che pesano. Basta discussioni, è il momento delle decisioni”.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano: le ultime notizie
Sempre più in bilico i negoziati tra Usa e Iran. Teheran fa sapere che “non entrerà in negoziati sotto pressioni, minacce, assedio”. A dirlo è stato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, all’indomani della notizia del colloquio telefonico con il premier pakistano, Shehbaz Sharif, incentrato sugli ultimi sviluppi nella regione. Nel frattempo il presidente Usa Donald Trump cancella la missione in Pakistan degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, anche il cessate il fuoco tra Israele e Libano si fa sempre più fragile.
Domani il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi incontrerà a Mosca il presidente russo Vladimir Putin, nell’ambito di una visita durante la quale farà il punto sui negoziati di pace in corso. Araghchi discuterà con “i responsabili russi della situazione più recente dei negoziati, del cessate il fuoco e degli sviluppi correlati” e presenterà “un resoconto dei colloqui” alle autorità di Mosca.


