Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di domenica 28 giugno 2026.
Guerra in Iran, le notizie in diretta del 28 giugno 2026
Punti chiave
- Gaza: "Quattro palestinesi uccisi in attacco di droni israeliani"
- Netanyahu: "Non sorgerà uno Stato palestinese tra il mare e il Giordano"
- Siria, media: "Forze israeliane si addentrano nel sud"
- Beirut, 4.247 persone uccise e 12.195 feriti dal 2 marzo
- Qatar: "Marittimo ucciso da schegge a seguito di operazioni militari"
- Media: "Riprendono domani i voli Teheran-Dubai"
- Ambasciatore Usa all'Onu: "In caso di minacce al traffico di Hormuz non resteremo a guardare"
- Media, Idf apre il fuoco contro troupe che riprendeva incursione nel sud
- Tajani: "Ferma condanna attacchi contro Bahrein e Kuwait, evitare ogni escalation"
- Iraq offre mediazione: "Pronti a ospitare riunione con Paesi Golfo"
Quattro palestinesi sono stati uccisi in attacchi di droni israeliani nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche nell’enclave. L’ospedale Al-Shifa di Gaza City ha riferito che due persone sono morte e una è rimasta ferita in un attacco di droni nella zona occidentale di Beit Lahia, nel nord della Striscia.
Secondo alcune fonti, anche un bambino di 8 anni sarebbe rimasto ferito alla testa a Beit Lahia. Nella parte meridionale dell’enclave, secondo alcune fonti, una persona è rimasta uccisa e diverse altre ferite in un attacco di droni contro una tenda nella zona di Muwasi, mentre una bambina è stata uccisa a Khan Yunis.
Secondo il ministero della Salute di Gaza, 1.041 persone sono state uccise nella Striscia da quando è stato dichiarato il cessate il fuoco tra Israele e Hamas nell’ottobre dello scorso anno, e 73.054 sono state uccise dal massacro perpetrato da Hamas il 7 ottobre 2023.
“Non sorgerà uno Stato palestinese tra il mare e il Giordano”. Lo ha ribadito su X il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, aggiungendo che “Israele è lo Stato-nazione del popolo ebraico. Israele si difenderà con le proprie forze. Israele garantirà a sé stesso indipendenza economica, energetica e di armamenti”.
Le forze israeliane hanno istituito nuovi posti di blocco nella provincia di Deraa, nel sud della Siria, e si sono spinte più a fondo nella zona con veicoli militari. Lo riporta l’agenzia di stampa statale siriana Sana, secondo cui le truppe israeliane hanno istituito un secondo checkpoint vicino al villaggio di Sreyeh Jamlah, nella campagna occidentale di Deraa, a 200 metri da un altro checkpoint installato ieri.
Almeno cinque veicoli militari israeliani sono entrati nel villaggio di Abidin, anch’esso nella campagna occidentale di Deraa, dove le forze hanno allestito due posti di blocco e perquisito i passanti.
Almeno 4.247 persone sono state uccise e 12.195 ferite dagli attacchi israeliani in Libano a partire dal 2 marzo, data in cui sono ripresi i combattimenti. Lo rende noto il ministero della Salute libanese.
Il ministero dell’Interno del Qatar ha reso noto che un cittadino qatariota è morto a causa delle ferite riportate in seguito alle esplosioni di schegge durante “operazioni militari nella zona”, dopo che l’imbarcazione su cui viaggiava insieme a un’altra persona è scomparsa. Il ministero ha dichiarato che una seconda persona è rimasta ferita, aggiungendo di aver localizzato l’imbarcazione dispersa nelle prime ore di oggi, dopo le operazioni di ricerca iniziate ieri.
Nel comunicato non viene specificato il luogo dell’incidente e non si precisa se le schegge siano collegate ai droni iraniani lanciati oggi contro siti militari statunitensi in Kuwait e Bahrein.
I voli tra Teheran e Dubai riprenderanno domani, a poche settimane dagli attacchi con droni e missili perpetrati dall’Iran contro obiettivi negli Emirati Arabi Uniti. La televisione di stato iraniana e altri media hanno riportato le dichiarazioni di Ramin Kashefazar, direttore dell’aeroporto Imam Khomeini di Teheran, il quale avrebbe affermato che “sono stati presi i provvedimenti necessari per riaprire la rotta Teheran-Dubai all’aeroporto Imam Khomeini”.
L’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha dichiarato che Washington continuerà a colpire le infrastrutture militari di Teheran se questa continuerà a minacciare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
In un’intervista a Fox News, ha affermato che “se il regime iraniano pensa anche solo per un secondo che il presidente Trump resterà a guardare mentre continua ad attaccare le navi mercantili internazionali o le nostre basi senza reagire, si sbaglia di grosso”.
Le forze israeliane hanno aperto il fuoco contro una troupe del canale televisivo siriano Syrian News Channel mentre questa stava documentando l’ingresso delle Forze di Difesa Israeliane nel villaggio di Abdin, a ovest della città di Daraa, nel sud della Siria. Lo ha riferito su X il canale siriano di notizie Alikhbariah.
“Esprimo la più ferma condanna per i nuovi attacchi iraniani che hanno colpito nelle scorse ore Bahrein e Kuwait, a cui vanno la piena solidarietà del Governo italiano. È indispensabile evitare ogni escalation che possa compromettere le intese faticosamente raggiunte”. Così in un post su X il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
“L’Italia ribadisce il proprio impegno per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e per arrivare in tempi rapidi ad un Medio Oriente di pace e stabilità”, aggiunge.
L’Iraq offre la sua mediazione nel mezzo delle tensioni nella regione. La proposta è arrivata dal ministro degli Esteri, Fuad Hussein, nel giorno dei colloqui a Baghdad con il capo della diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi. “L’Iraq è pronto a ospitare i Paesi del Golfo per parlare della sicurezza nella regione e porre fine al conflitto”, ha detto Hussein in dichiarazioni rilanciate dall’emittente Rudaw. Il ministro ha parlato di una “riunione che comprenda i Paesi arabi del Golfo, Iraq e Iran”.
“La sicurezza nella regione – ha affermato – deve essere responsabilità delle popolazioni della regione e porre fine al conflitto è una priorità per tutti noi”.
“Devono essere portati con determinazione davanti a tribunali nazionali e internazionali i crimini di Usa e Israele contro l’Iran”. È quanto afferma la Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, in un messaggio di cui dà notizia l’iraniana Press Tv. “I responsabili di crimini contro la Nazione iraniana devono, senza dubbio, essere portati davanti alla giustizia”, aggiunge Mojtaba Khamenei.
L’Iran “risponderà in modo deciso a qualsiasi azione ostile” e “ogni violazione del cessate il fuoco avrà una risposta più forte di prima”. Si è espresso così Hossein Mohebi, portavoce dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, in dichiarazioni rivolte agli Stati Uniti rilanciate dall’iraniana Press Tv. “Come avevamo previsto, il nemico è ingannevole e inaffidabile e, in qualsiasi momento, persino durante i negoziati, potrebbe intraprendere azioni ostili”, ha affermato Mohebi.
“Per i prossimi trenta giorni lo Stretto di Hormuz resta sotto controllo e gestione totale da parte dell’Iran”. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dalla capitale irachena Baghdad in dichiarazioni rilanciate dalla tv satellitare al-Jazeera in cui ha avvertito che “qualsiasi azione unilaterale” non farebbe altro che “ritardare la riapertura” dello Stretto di Hormuz.
“Dopo che tutti gli ostacoli saranno stati rimossi, verrà ripristinata la piena capacità (di navigazione) – ha affermato Araghchi in conferenza stampa – E’ quello a cui stiamo lavorando”. “Questa responsabilità ricade sulla Repubblica islamica dell’Iran – ha sostenuto – E’ assolutamente chiaro nel memorandum d’intesa e qualsiasi intervento o azione unilaterale finirà per aggravare la situazione e ritarderà la riapertura dello Stretto”.
Le Forze Armate del Kuwait “hanno intercettato due missili balistici ostili”. Lo riferisce l’agenzia Kuna, precisando che non ci sono state conseguenze, né danni né vittime. La notizia arriva dopo che il ministero degli Esteri del Kuwait ha condannato “con forza i ripetuti attacchi iraniani”.
L’Iran torna ad accusare l’Italia e lo fa con il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, che replica al nostro Paese ripostando un articolo in cui si afferma che la premier Giorgia Meloni ha negato di aver aiutato Stati Uniti e Israele nel conflitto con l’Iran, dopo le parole del segretario generale della Nato Mark Rutte sull’utilizzo delle basi italiane da parte Usa nel conflitto con Teheran.
“Questa è una palese contraddizione e un argomento fallace mirato a eludere la responsabilità per la complicità in un grave atto illecito a livello internazionale: negare pubblicamente qualsiasi aiuto o assistenza agli aggressori, mentre si riconosce apertamente il sostegno ‘tecnico e logistico’ che ha consentito e facilitato la guerra di aggressione illegale condotta da Stati Uniti e Israele contro l’Iran”, scrive Baqaei su X.
L’Iran afferma di essere “determinato a difendere” la sua “sovranità”. La Repubblica islamica “condanna con forza i raid aerei effettuati alle prime ore di domenica dall’esercito terroristico americano contro vari siti di sorveglianza e monitoraggio lungo la costa meridionale del Paese”. Una nota del ministero degli Esteri insiste sulla “determinazione a difendere la sovranità nazionale dell’Iran” di fronte all’ “aggressione” americana.
In Bahrein il ministero degli Interni conferma che un edificio residenziale è stato danneggiato nella zona di Al Muharraq dopo i denunciati attacchi iraniani con missili e droni. Lo riferisce la tv satellitare al-Jazeera, precisando che non vengono segnalate vittime. Le forze del Bahrein, riferisce l’agenzia Bna, hanno reso noto che i sistemi di difesa aerea hanno “intercettato e distrutto” missili e droni impiegati “in questi perfidi attacchi iraniani”, precisando di essere in stato di “massima allerta”. Dal ministero degli Esteri di Manama è arrivata una ferma condanna per quanto compromette le “possibilità di de-escalation e stabilità nella regione”. Il dicastero ribadisce, riporta l’emittente, “il diritto legittimo” del Bahrein a “difendere la sua sovranità, sicurezza e integrità territoriale nel rispetto del diritto internazionale” e ripete di ritenere “il regime iraniano pienamente responsabile per qualsiasi escalation dovesse derivare dalla sua continua aggressione”.
In Kuwait il ministero degli Esteri ha condannato “con forza i ripetuti attacchi iraniani”, denunciando una “violazione palese della sua sovranità, una minaccia diretta per la sicurezza nazionale”. Si tratta – affermano, come riporta l’agenzia Kuna – di “una sfida diretta di fronte alla determinazione della comunità internazionale a ridurre le tensioni”.
Tutto dopo che i Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, hanno rivendicato attacchi contro obiettivi in Kuwait e Bahrein, Paesi alleati degli Usa. Hanno affermato, ha riportato la tv satellitare, di aver preso di mira la Quinta Flotta Usa in Bahrain e la base aerea Ali Al Salem in Kuwait.
Visita a Baghdad per Abbas Araghchi. Il ministro degli Esteri iraniano ha lasciato Teheran alla volta della capitale irachena per una visita ufficiale, riferisce l’agenzia iraniana Irna. Previsti, si limitano a riportare dalla Repubblica islamica, colloqui con responsabili iracheni di alto livello incentrati su relazioni bilaterali e sviluppi nella regione e a livello internazionale. In agenda anche, scrive ancora l’Irna, contatti per il coordinamento necessario con le autorità irachene per i funerali di Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio, nel primo giorno di operazioni israeliane e statunitensi contro la Repubblica islamica. Le commemorazioni in onore dell’ayatollah si svolgeranno tra il 4 e il 9 luglio.
Donald Trump ha confermato che le forze Usa hanno attaccato “depositi di missili e droni” e altri siti in Iran e ha minacciato di “concludere” con la forza “militare il lavoro iniziato”. “Velivoli Usa hanno attaccato siti iraniani usati come depositi di missili e droni, radar costieri, per aver violato ancora una volta l’accordo di cessate il fuoco!”, ha scritto il tycoon su Truth nelle ultime ore. E ha alzato i toni con un monito in cui ha affermato che “è altamente improbabile che riusciranno mai a imparare” e “potrebbe arrivare un momento in cui potremmo non essere più in grado di essere razionali e trovarci costretti a concludere” con la forza “militare il lavoro che abbiamo iniziato con tanto successo – ha scritto – Se accadesse, la Repubblica islamica dell’Iran smetterebbe di esistere”.
La tregua tra Iran e Stati Uniti vacilla, la tensione torna a salire nel Golfo Persico. Per il secondo giorno consecutivo, Teheran lancia droni contro navi nello Stretto di Hormuz. Gli Usa effettuano attacchi aerei contro infrastrutture militari iraniane. La Repubblica islamica, in una nuova escalation, lancia missili e droni contro basi americane in Bahrein e Kuwait. Alle azioni, seguono scambi di accuse e messaggi.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti, Israele e Libano: le ultime notizie
Risale la tensione tra Stati Uniti e Iran. I Pasdaran hanno affermato di aver colpito le posizioni militari americane nella regione del Golfo. L’esercito statunitense aveva precedentemente annunciato di aver colpito obiettivi di Teheran in risposta a un attacco a una nave mercantile nello Stretto di Hormuz, attribuito al regime. Intanto, Israele e Libano hanno firmato a Washington un accordo quadro per la pace. Ma Hezbollah respinge l’intesa: “Mina la sovranità del Libano e causa pericolose divisioni interne”.
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