Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di giovedì 28 maggio 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta del 28 maggio 2026
Punti chiave
- Media: "Testo accordo con Usa non finalizzato né confermato"
- Media: "Cessate fuoco ancora attivo nonostante accuse del Centcom"
- Bessent: "Oman mi ha assicurato, no a piani per il pedaggio a Hormuz"
- Fonti arabe a Nbc: "Accordo chiuso a Doha 3 giorni fa, va solo finalizzato"
- Media: "Hezbollah rivendica attacchi contro Idf nel Sud"
- Comandante dei Pasdaran: "Le nostre forze in stato massima prontezza"
- Hamas conferma uccisione vice comandante brigata Gaza City
- Netanyahu: "Ho ordinato all'esercito di prendere controllo 70% Striscia Gaza"
- Iran, Axios: accordo raggiunto per proroga tregua 60 giorni. Manca solo ok Trump
- Tajani: "Europa preoccupata soluzione non arrivi in tempi brevissimi"
Il testo di un potenziale memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti non è ancora stato finalizzato, né confermato. Lo si apprende dall’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim, che cita una fonte vicina al team negoziale, secondo quanto riportano diversi media internazionali.
La fonte ha dichiarato a Tasnim che Teheran non ha informato il mediatore pakistano che il testo è completo, e informerà sia il mediatore che l’opinione pubblica una volta finalizzato. Le notizie dei media occidentali secondo cui l’accordo è già stato finalizzato sono false, ha aggiunto.
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran resta in vigore nonostante il Comando centrale Usa (CentCom) abbia parlato di una “gravissima violazione del cessate il fuoco” da parte dell’Iran durante la notte. Lo rende noto l’emittente statunitense Abc, citando una fonte Usa e ricordando che sebbene il cessate il fuoco sia ufficialmente in vigore dall’8 aprile, le due parti si sono ripetutamente scambiate attacchi nelle ultime settimane.
Parlando ai media, il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha reso noto di aver parlato con l’ambasciatore dell’Oman, il qualo lo avrebbe “assicurato” che non ci esistono piani per imporre un pedaggio per il transito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz in collaborazione con l’Iran, stando a quant riportano diversi media internazionali. Bessent ha anche dichiarato che ieri, quando il presidnete Donand Trump ha minacciato di “far saltare in aria” l’Oman, “voleva sottolineare la libertà di navigazione nello stretto”.
I negoziatori americani e iraniani avrebbero raggiunto un accordo sui dettagli della tregua già tre giorni fa a Doha, rinviandone però l’annuncio ufficiale. Lo riferisce a Nbc News un alto funzionario arabo coinvolto direttamente nella mediazione, dopo le anticipazioni di Axios su un memorandum d’intesa di 60 giorni già definito nei suoi punti principali ma ancora in attesa del via libera definitivo del presidente Donald Trump.
“L’accordo era già stato chiuso a Doha tre giorni fa, ma ora tutti stanno giocando al gioco dell’uovo e della gallina”, ha dichiarato la fonte, definendo i ritardi “frustranti”. Secondo il funzionario, i negoziatori iraniani avrebbero già ottenuto l’approvazione della loro leadership, mentre la parte americana sarebbe ancora in attesa del consenso finale di Trump. La fonte ha inoltre collegato la richiesta di Trump di collegare l’intesa a una normalizzazione dei rapporti tra Teheran e Israele nell’ambito degli Accordi di Abramo. “Qualcuno sta fraintendendo enormemente la situazione. Dovremmo essere ripagati, non pagare il prezzo”, ha aggiunto il funzionario.
Hezbollah avrebbe rivendicado diversi attacchi contro soldati delle forze armate israeliane nel Libano meridionale, stando a quanto rende noto Al Jazeera. In una serie di post su Telegram, il gruppo libanese afferma di aver condotto due attacchi contro soldati israeliani radunati nel villaggio di Biyyada, nella porzione del Libano meridionale sotto controllo israeliano, e di aver anche preso di mira soldati israeliani nella città di Rashaf con un lancio di razzi.
Il comandante dei Guardiani della Rivoluzione ha dichiarato che le forze armate iraniane si trovano in uno stato di “massima prontezza” e sono state avviate nuove esercitazioni militari subito dopo la fine dei combattimenti.
“I meccanismi sono progettati in modo tale da consentire una risposta a qualsiasi azione nemica nel più breve tempo possibile”, ha affermato Hassan Hassanzadeh, citato dai media iraniani, sottolineando inoltre che gli attacchi contro i centri Basij durante il conflitto non sono riusciti a indebolire il sostegno alla forza paramilitare.
Hamas ha confermato l’uccisione del vice comandante della brigata della città di Gaza, Imad Aslim. I suoi funerali sono in corso, si precisa. Israele aveva annunciato ieri di aver colpito Aslim in un raid diretto anche contro Izz ad-Din Beck, comandante della brigata del nord di Gaza.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver ordinato alle forze armate di prendere il controllo del 70% della Striscia di Gaza, in contrasto con quanto previsto dagli accordi di cessate il fuoco in vigore dallo scorso ottobre.
“Stiamo attualmente soffocando Hamas. Controlliamo ora il 60% del territorio della Striscia. Eravamo al 50, siamo passati al 60. La mia direttiva è di arrivare al 70%”, ha affermato Netanyahu parlando in conferenza da un insediamento israeliano in Cisgiordania occupata, diffusa in video dall’emittente israeliana Channel 12.
Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un’intesa preliminare su un memorandum d’intesa di 60 giorni per estendere il cessate il fuoco e avviare negoziati sul programma nucleare iraniano, ma il presidente Donald Trump non avrebbe ancora dato il suo via libera definitivo, dicendo di avere bisogno di “un paio di giorni per pensarci su”. Lo riferiscono ad Axios due funzionari statunitensi, precisando che i termini dell’accordo sarebbero stati sostanzialmente definiti in attesa dell’approvazione da parte delle leadership, arrivata per ora solo da parte iraniana.
Il memorandum dovrebbe includere, tra i punti principali, il passaggio “senza restrizioni” nello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o interferenze, e l’impegno iraniano a rimuovere eventuali mine entro 30 giorni. L’intesa includerebbe inoltre un impegno di Teheran a non sviluppare armi nucleari e l’avvio di negoziati su arricchimento dell’uranio, sanzioni e sblocco di fondi iraniani congelati. Washington, dal canto suo, si impegnerebbe a discutere un allentamento delle sanzioni e la creazione di un meccanismo per facilitare aiuti umanitari e beni verso l’Iran.
“Sul Medio Oriente c’è una preoccupazione generale, anche da parte indiana e saudita” che con i loro ministri hanno partecipato alla Gymnich a Cipro: “la preoccupazione è quella che le cose non possano andare in tempi brevissimi, invece tutti quanti lavoriamo per questo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri Ue a Limassol.
Durante i lavori dell’informale Esteri a Limassol è stata “molto apprezzata la posizione italiana che insieme ai Med9, l’organizzazione dei Paesi mediterranei dell’Unione Europea, ha dato vita alla Coalizione di Roma”, l’alleanza internazionale lanciata su iniziativa di Italia e Croazia per garantire la sicurezza alimentare globale e proteggere le catene di approvvigionamento di fertilizzanti alla luce della crisi nello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a margine della riunione che si è tenuta a Limassol.
Si tratta di “una priorità per la nostra agricoltura, ma è una priorità anche per il continente africano perché la mancanza di fertilizzanti provocherebbe un crollo della produzione agricola e spingerebbe nuovi migranti ad abbandonare i Paesi dove l’agricoltura è debole”, ha aggiunto il titolare della Farnesina, sottolineando che durante la Gymnich si è parlato “a lungo del tema dei fertilizzanti”.
“La strategia cieca del nemico è creare divisione e distruzione per compensare le proprie sconfitte militari e mettere la nazione in ginocchio”. Lo ha affermato la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in una dichiarazione scritta diffusa dalla televisione di Stato iraniana. “Apprezzo l’impegno dei rappresentanti – ha aggiunto Khamenei – in particolare dell’onorevole presidente dell’Assemblea consultiva islamica, il dottor Ghalibaf, nel percorso di progresso del Paese”.
Il ministro degli Esteri del Paksitan, Ishaq Dar, si recherà domani a Washington per incontrare il segretario di Stato americano, Marco Rubio. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri pakistano, anticipando che nel corso del colloquio i due ministri “rivedranno le relazioni bilaterali ed esprimeranno le loro valutazioni sugli sviluppi regionali e globali di interesse comune”.
L’attacco missilistico iraniano contro il Kuwait è stato definito dalle forze armate statunitensi una “flagrante violazione del cessate il fuoco”. Il Comando centrale Usa (Centcom) ha riferito che l’episodio è avvenuto poche ore dopo il lancio di cinque droni d’attacco unidirezionali da parte iraniana, tutti intercettati dalle forze statunitensi, che avrebbero inoltre impedito il decollo di un sesto velivolo.
Anche il Consiglio di cooperazione del Golfo (Gcc) ha condannato duramente l’attacco, definendolo una “palese violazione dei principi del diritto internazionale, della Carta delle Nazioni Unite e dei principi di buon vicinato”, esprimendo pieno sostegno al Kuwait per le misure necessarie a garantire sicurezza e stabilità.
Il Ministero degli Esteri kuwaitiano ha denunciato gli attacchi missilistici e con droni come una “grave escalation” e una “flagrante violazione della sovranità e della sicurezza”, attribuendo al’Iran la piena responsabilità e chiedendo l’immediata cessazione delle operazioni. Condanne sono arrivate anche da Emirati Arabi Uniti, Qatar e Arabia Saudita, che hanno parlato di violazione della sovranità kuwaitiana e ribadito la loro solidarietà al Kuwait, con Abu Dhabi che ha esplicitamente attribuito a Teheran la responsabilità degli “attacchi terroristici”.
“Una risposta decisa”. La minaccia dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani, dopo le notizie delle scorse ore su un’operazione Usa nel sud dell’Iran. “Se queste azioni si ripeteranno, i militari americani dovranno fare i conti con una risposta decisa”, affermano i Pasdaran in una dichiarazione diffusa dal sito Sepah News.
“Oggi a Hormuz siamo ancora in una situazione di conflitto, ma il giorno dopo che riaprirà non tornerà mai alla Hormuz di prima”. Lo ha detto Luigi Di Maio, Rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, intervenuto al confronto ‘Far crescere il sud nella tempesta globale’, organizzato dall’Osservatorio economico e sociale ‘Riparte l’Italia’ al Circolo Nazionale dell’Unione di Napoli. “Leggiamo già notizie di come l’Iran stia pensando di far pagare non i pedaggi, che sono illegali per la libertà di navigazione, ma i servizi. Questa roba la possiamo evitare se come Paesi europei ricominciamo a credere fermamente nel diritto internazionale”, ha spiegato Di Maio.
Il leader supremo iraniano, l’Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che gli Stati Uniti e Israele stanno cercando di destabilizzare la Repubblica Islamica in un messaggio scritto, letto dalla televisione di Stato. “Il piano cieco del nemico, dopo la guerra imposta, la pressione economica e l’assedio politico e propagandistico, è quello di creare divisioni e disgregazione per compensare le sconfitte militari e mettere in ginocchio la nazione”, ha detto Khamenei, che non appare in pubblico da prima della sua entrata in carica a marzo.
La guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha invitato all’unità di fronte al nemico che ora, sconfitto, vuole dividere il Paese. “Il piano cieco del nemico dopo la guerra imposta, la pressione economica e l’assedio mediatico e politico è creare divisione e frammentazione sociale per compensare le sconfitte sul piano militare e piegare la nazione”, ha scritto in un messaggio per l’anniversario dell’inaugurazione della prima Assemblea consultiva islamica e per l’inizio del terzo anno di attività della Dodicesima legislatura. “È quindi necessario che tutti coloro il cui cuore batte per l’Islam e la rivoluzione, o per l’indipendenza e la dignità dell’Iran, si impegnino ancora di più nella salvaguardia dell’unità di un fronte nazionale compatto e coeso, ed evitino di trasformare divergenze giustificate o ingiustificate in conflitto e divisione, per diventare nelle parole e nei fatti esempio di unità e integrazione della nazione“, ha esortato l’ayatollah nel testo destinato ai deputati iraniani.
L’Iran chiede la restituzione integrale di tutti i beni bloccati dagli Stati Uniti. Lo ha dichiarato Ali Bagheri Kani, vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano. Ali Bagheri Kani ha affermato che i beni appartengono agli iraniani e devono essere restituiti “integralmente e senza condizioni”. Lo riporta Iran International.
Quattro imbarcazioni che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz sono state costrette a tornare indietro dopo che alcune motovedette dei pasdaran hanno aperto il fuoco. Lo riportano Al Jazeera e l’agenzia di stampa iraniana Tasnim. Le navi intercettate avrebbero navigato con i radar spenti per non dare nell’occhio. Stando a quanto riferisce Teheran, una volta intercettate avrebbero ignorato un primo avvertimento delle forze navali iraniane. Solo a quel punto i pasdaran hanno aperto il fuoco.
Gli Stati Uniti hanno deciso di imporre dure sanzioni contro la Persian Gulf Strait Authority, organismo creato per gestire le richieste di transito attraverso lo Stretto di Hormuz. “Il Tesoro mantiene la massima pressione sull’Iran”, ha spiegato il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Nuovi raid americani in Iran contro un sito militare iraniano nei pressi della città portuale di Bandar Abbas. Secondo quanto riportano alcune testate, tra cui Reuters e Axios, funzionari americani avrebbero spiegato che si tratta di “azioni di autodifesa”. In particolare i pasdaran avrebbero sparato quattro droni unidirezionali contro una nave commerciale statunitense. Dopo aver neutralizzato la minaccia, i militari a stelle e strisce hanno attaccato un’unità iraniana prima che lanciasse altri droni.
“Oggi, le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno abbattuto quattro droni iraniani da attacco che rappresentavano una minaccia nella zona dello Stretto di Hormuz”, ha spiegato una fonte militare ad alcuni quotidiani americani. “Le forze statunitensi hanno colpito una stazione di controllo terrestre iraniana a Bandar Abbas che stava per lanciare un quinto drone. Queste azioni sono state ponderate, puramente difensive e volte a mantenere il cessate il fuoco”.
Cosa succede tra Iran, Stati Uniti e Israele e in Libano, le ultime notizie
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha escluso l’esistenza di qualsiasi accordo con l’Iran, ribadendo che Washington potrebbe “tornare a completare l’operazione” e assicurando che lo Stretto di Hormuz resterà aperto al traffico marittimo. Ha inoltre respinto le indiscrezioni circolate sui media iraniani riguardo a una presunta intesa tra i due Paesi. Una ricostruzione che la Casa Bianca ha definito priva di fondamento e completamente inventata.
Dopo il lancio di droni verso il nord di Israele, le Forze di Difesa Israeliane hanno ampliato le operazioni di terra nel sud del Libano, oltre la linea di cessate il fuoco. Sostengono di aver colpito oltre 150 obiettivi e combattenti di Hezbollah nelle ultime 24 ore, tra le città di Tiro e Nabatieh e nella valle della Beqaa. Sul fronte iraniano, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che una nuova escalation con gli Stati Uniti appare “improbabile” nel contesto dei colloqui diplomatici in corso, pur dichiarandosi pronte a reagire in caso di attacco. Nel frattempo, gli Stati Uniti avrebbero colpito per “autodifesa” un sito missilistico nel sud dell’Iran e preso di mira unità dei Pasdaran accusate di preparare il posizionamento di mine nello Stretto di Hormuz, mentre da Teheran arriva la risposta: “Ci difenderemo”.
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